Il Surrealismo a Caorle
Tolkien sosteneva che “Un singolo sogno è più potente di mille realtà”.
Come non rammentare quindi che il 2024 è stato un anniversario importante per il mondo dell’arte e non solo, ovvero i 100 anni dalla nascita del Surrealismo. Colui che per primo avviò questo movimento fu lo scrittore Andrè Breton che nel 1924, pubblicò il Manifesto del Surrealismo. Ispirandosi alle teorie di Freud, teorizzò la necessità di giungere a una realtà superiore, una surrealtà, in cui conciliare i due momenti fondamentali del pensiero umano: quello della veglia e quello del sogno.
Molte gli eventi in tutta Italia che continuano anche nell’anno in corso.
Come quello a cura di Vanzan, che dal 5 aprile al 31 agosto, presso il Centro Culturale di Caorle (Ve), presenta la mostra dedicata, con una panoramica generale sulla nascita dell’ultima avanguardia storica, il Surrealismo, appunto, e sulla sua influenza nello sviluppo delle arti visive degli anni successivi. Promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Caorle e curata proprio da Matteo Vanzan, storico dell’arte e direttore artistico di MV Arte, la mostra trova la collaborazione con il Museo MACA di Anagni (Fr) e con l’Archivio Antonio Del Donno.

L’esposizione presenterà al pubblico un excursus di oltre 60 opere, tra cui le opere di Salvador Dalì esposte nella mostra “Dalì” ospitata a Tokyo nel 1964, a New York nel 1965 e a Ginevra nel 1970, che vogliono indagare i concetti di fantasia, magia, mistero e inconscio in un percorso che, partendo dalla psicoanalisi di Sigmund Freud, racconterà l’istinto primordiale di una sperimentazione artistica che trova il più grande alleato di tutti i tempi: il pensiero.
Tra gli artisti in mostra Salvador Dalì, Max Ernst, Leonor Fini, Maurice Henry, Max Herold, Wilfredo Lam, André Masson, Roberto Sebastian Matta, Joan Mirò, Graham Vivian Sutherland, Roland Topor e una stretta selezione di artisti italiani come Francesco Clemente, Fabrizio Clerici, Enzo Cucchi, Antonio Del Donno, Sante Monachesi, Colombotto Rosso, Luigi Zuccheri che permettono di tracciare una linea di congiunzione che, dal 1924, arriva fino ai giorni nostri con le opere di Giacomo Barboni, Gianni Mantovani, Naby ed Elena Prosdocimo.
Entusiasti il vicesindaco di Caorle, Luca Antelmo ed Elisa Canta, consigliera comunale delegata alla cultura, che evidenziano l’importanza di questa mostra perché “Le avanguardie artistiche tornano ad essere protagoniste a Caorle in quanto porteranno nella Città opere straordinarie di artisti del calibro di De Chirico, Dalì, Ernst, Fini, Man Ray, Masson, Mirò e Sutherland”. La Canta aggiunge che “la cultura è un elemento fondamentale per la comunità e per l’economia locale. Convinti che attraverso l’arte si può stimolare la curiosità e l’interesse, creando un legame profondo tra i cittadini e i visitatori. Il curatore Vanzan afferma che la mostra “non si vuole porre come esposizione di sviluppo storico, ma più spiccatamente tematico e concettuale virando l’indagine culturale ad un mondo spirituale che ci riporti all’infanzia, alla magia e al mondo, spesso ipnotico, dei sogni”.
Il velo dell’inconscio venne sollevato per la prima volta con la pubblicazione de “L’Interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud, grazie alla quale i pensieri inconsci vennero trasformati in immagini simboliche.
L’importanza di questa pubblicazione risiede nella sua rivoluzione del modo in cui comprendiamo la mente umana, aprendo nuove prospettive sul rapporto tra arte, coscienza e inconscio. Tutto ciò portò l’uomo moderno ad esplorare nuove possibilità espressive e artistiche ricche di significato, trovando terreno fertile per le sperimentazioni artistiche più audaci che caratterizzeranno il panorama creativo soprattutto nella prima metà del ‘900.
Il Surrealismo, in primis, portò la ragione ad essere tacciata di essere null’altro se non un avido controllore a guardia dei confini tra reale e irrazionale: ora il culto del bello perseguito dall’arte non interessa più. Questo movimento artistico, che oltre a Freud e al Simbolismo trovò come padre ispiratore anche Giorgio de Chirico e la sua Metafisica, ebbe una tale forza dirompente da superare i limiti del proprio tempo.

