80 anni di Repubblica
Roma si accende tra storia, musica e arte.
Martedì 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica, una ricorrenza fondamentale per il nostro Paese.
Ottant’anni fa gli italiani furono chiamati alle urne per decidere del proprio futuro: un popolo diviso tra l’identità del passato e un’idea di profondo rinnovamento.
Alla fine la Repubblica vinse sulla Monarchia con il 54,27% dei voti contro il 45,73%. I risultati ufficiali definitivi di quel voto, espresso tra il 2 e il 3 giugno 1946, furono proclamati dalla Corte di Cassazione il 18 giugno dello stesso anno. Da allora il Paese è profondamente cambiato, fino a diventare quello che è oggi.

Per celebrare questo importante anniversario sono previste numerose iniziative nella Capitale, con un focus particolare sull’arte e sulla cultura.
- L’anteprima del 1° giugno
Le celebrazioni prenderanno il via oggi pomeriggio sulla Piazza del Quirinale con il cambio della guardia a cavallo in forma solenne, eseguito dal Reggimento Corazzieri con la Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo.
A seguire, il tradizionale Concerto al Quirinale, eseguito quest’anno dall’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e diretto dal Maestro Michele Mariotti. Il programma prevede musiche di Gioacchino Rossini (le ouverture da “L’italiana in Algeri” e “Il barbiere di Siviglia”) e di Wolfgang Amadeus Mozart (la Sinfonia n. 40 in sol minore K550). L’evento sarà trasmesso in diretta su Rai Uno a partire dalle 17:50 e si aprirà con il saluto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
- Il programma del 2 giugno
Il giorno della festa, le Frecce Tricolori sorvoleranno i cieli della Capitale, colorando il cielo sopra l’Altare della Patria dove il Capo dello Stato deporrà una corona d’alloro al Milite Ignoto. Il Vittoriano, d’altronde, è il palcoscenico simbolo di questa giornata: un trionfo di sculture neoclassiche e allegoriche in marmo bianco progettato da Giuseppe Sacconi, in cui le imponenti scalinate, i bassorilievi della Dea Roma (opera di Angelo Zanelli) e le quadrighe in bronzo rappresentano plasticamente i valori di unità e libertà della nazione.
In serata, la Piazza del Quirinale – illuminata dal Tricolore – ospiterà lo spettacolo “I volti della Repubblica”. Un viaggio nella memoria del Paese che vedrà alternarsi sul palco artisti del mondo della musica, della danza, del teatro, del cinema e grandi campioni dello sport italiano.

- Musei gratis in tutto il Lazio
In occasione della festività, i Musei statali di Roma e del Lazio saranno aperti gratuitamente al pubblico. Cittadini e turisti potranno visitare musei, parchi archeologici e complessi monumentali nei consueti orari di apertura (con prenotazione dove previsto), a ribadire che il Bel Paese è Arte in ogni sua forma. Un patrimonio che include anche la comunicazione visiva dell’epoca: quei manifesti elettorali che nel 1946 erano semplici stampe di propaganda e che oggi consideriamo vere e proprie opere d’arte.

- I simboli d’autore: tra design, letteratura e Neorealismo
La nascita della Repubblica fu accompagnata da un fermento creativo e culturale senza precedenti, capace di trasformare le istituzioni stesse in opere d’arte. Lo dimostra lo stesso Emblema dello Stato (il celebre “Stellone”), nato da un concorso nazionale durato due anni e vinto dal pittore Paolo Paschetto. Più che un logo, un capolavoro di design allegorico dove la stella d’Italia, la ruota dentata del lavoro, l’ulivo della pace e la quercia della dignità si fondono in un’armonia perfetta.
Questa stessa cura estetica si ritrova nella Carta Costituzionale: i tre originali del 1947 non sono solo testi giuridici, ma monumenti dell’ingegno italiano. Furono vergati a mano con una grafia solenne dal calligrafo Piero Calamandrei e scritti con il supporto di letterati come Pietro Pancrazi e Concetto Marchesi, che regalarono all’Italia una prosa limpida, ritmica e priva di burocratesi.
Ma il 1946 è anche l’anno d’oro del Neorealismo, l’arte che mostrò al mondo un Paese che rinasceva dalle macerie. Mentre i cittadini votavano, nei cinema uscivano capolavori come Sciuscià di De Sica e Paisà di Rossellini, e l’obiettivo di grandi fotoreporter come Federico Patellani immortalava la svolta epocale del voto alle donne. La sua celebre fotografia della ragazza sorridente che sbuca dal Corriere della Sera celebrando la nascita della Repubblica rimane, ancora oggi, l’icona visiva più potente e Pop di quella storica transizione.

