L’opera al Teatro Regio
I prossimi appuntamenti con l’opera al Teatro Regio di Torino.
Facciamo una tappa a Torino, andiamo diretti a Piazza Castello per segnalare alcune date al Teatro Regio, uno dei gioielli della Città Sabauda.
Il primo degli appuntamenti che segnaliamo è con Gaetano Donizetti e il suo Don Pasquale, in scena per sei recite dal 25 gennaio fino al 1 febbraio; l’Anteprima Giovani, riservata agli Under 30, è in programma mercoledì 24 gennaio alle ore 20. Giovedì 25 gennaio alle ore 20 va in scena Don Pasquale, dramma buffo in tre atti di Gaetano Donizetti.
Il Teatro Regio ripropone l’allestimento firmato dal maestro della drammaturgia musicale italiana: Ugo Gregoretti (scrittore, giornalista e regista). La direzione sarà affidata al maestro Alessandro De Marchi, protagonisti sono: Nicola Alaimo e Lucio Gallo si alterneranno nel ruolo del titolo; Maria Grazia Schiavo e Francesca Pia Vitale interpreteranno la giovane Norina; Antonino Siragusa e Matteo Falcier vestiranno i panni di Ernesto; Simone Del Savio e Vincenzo Nizzardo sosterranno il ruolo del Dottor Malatesta. Marco Sportelli e Franco Rizzo si alterneranno nel personaggio del notaro.

Don Pasquale (definito come il “culmine dell’opera buffa”)I, mantiene ancora i ruoli tradizionali della commedia dell’arte ma ne abbandona l’eccesso di stratagemmi e colpi di scena, spostando l’interesse dall’intreccio artificioso al ritratto umano dei personaggi e inclinando decisamente verso la commedia sentimentale. Alla fortuna dell’opera, come testimonia ogni ripresa, ha contribuito lo sviluppo di un gusto interpretativo sempre più rispettoso del rilievo artistico grazie al quale la musica di Donizetti si è conquistata un posto stabile tra i lavori intramontabili.
Il 27 e 28 gennaio, al Piccolo Regio Puccini va in scena Il diario di Anna Frank, opera-monologo del compositore russo Grigorij Frid, dall’omonimo diario di Anna Frank. L’opera della durata di un’ora circa è rivolta ai ragazzi dagli 11 ai 18 anni. Con l’allestimento del Teatro Regio è presentato in occasione del Giorno della Memoria, con la regia di Anna Maria Bruzzese.
Un’indiscrezione dalla regia «Ho pensato allo spazio scenico come a una stanza che richiama solo in parte l’alloggio segreto. Alle tre pareti della scena si aggiunge un tulle che funge da quarta parete, come una finestra che può oscurare o aprirsi per permetterci di vedere cosa capita all’interno. In questo modo chi osserva-ascolta-legge vede una rappresentazione della realtà soggettiva e non reale, perché ad Anna è impedito di uscire. Per raccontare il modo distorto e incompleto in cui il reale entra nell’alloggio ho utilizzato il teatro d’ombra. L’alloggio sarà per molto tempo l’unica realtà di Anna, in cui il mondo fuori entra solo attraverso ciò che si può vedere spiando dalla fessura di un’anta oscurata, dai rumori, dal ricordo visivo delle vedute di Amsterdam, dalle notizie sentite alla radio e dai giornali che gli inquilini ricevono. Tutto ciò è spunto per la sua immaginazione, il campanile che sente ma che non vede dalla finestra, la pioggia o le chiatte sui canali, i rumori di notte amplificati dalla paura. Ombre che ci restituiscono timore, sogni, immagini di gioco o della realtà interna alla casa».
Ma chi fu Grigorij Frid (1915 –2012), durante l’adolescenza subì la deportazione in Siberia con la famiglia, si rispecchia nella vicenda e se ne appassiona, facendone nel 1969 un monodramma per soprano e orchestra da camera.

In copertina: il Tetaro Regio di Torino.
