Sinergia Italia-USA nella tutela del patrimonio culturale
Alla Caserma “La Marmora” di Roma i 25 anni di cooperazione Italia-USA nella tutela del patrimonio culturale, con la restituzione di 337 reperti trafugati.
Quella tra Italia e Stati Uniti è una relazione solida che, negli anni, ha permesso il recupero e il rimpatrio di centinaia di reperti trafugati. Alla Caserma “La Marmora” di Roma, sede del Reparto Operativo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, nel 25° anniversario della collaborazione tra le forze dell’ordine dei due Paesi, sono stati presentati 337 beni rientrati dagli Stati Uniti al termine di complesse indagini contro il traffico illecito internazionale. Presenti i militari dell’Arma dei Carabinieri, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e l’Ambasciatore USA, Tilman J. Fertitta.
Ben 337 opere d’arte trafugate, rimpatriate dagli Stati Uniti al termine di operazioni concluse tra il dicembre 2025 e l’aprile 2026. Il risultato di una partnership consolidata, avviata 25 anni fa e oggi più forte che mai, tra due Paesi che condividono l’impegno nella tutela del patrimonio e nel contrasto al traffico illecito internazionale.
I reperti riportati alla luce comprendono reperti archeologici, materiali archivistici e opere d’arte, provenienti da scavi clandestini o sottratti a istituzioni culturali. Fondamentale la cooperazione tra il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale e le autorità statunitensi, in particolare il Manhattan District Attorney’s Office, il Federal Bureau of Investigation e l’Homeland Security Investigations.
“La cooperazione internazionale di polizia, oltre a favorire una preziosa conoscenza reciproca, permette di ricostruire la nostra memoria collettiva recuperando opere che, come ‘figlioli prodighi’, vengono riaccolte con un apprezzamento e un affetto persino superiore a quello goduto prima della loro perdita”, ha dichiarato il Comandante dei Carabinieri CUMS Palidoro, Generale Massimo Mennitti.
Un lavoro a tutela della storia e della memoria che coinvolge non solo il nostro Paese, ma che si estende da una sponda all’altra dell’Atlantico.
“Da 250 anni, gli Stati Uniti sono esempio di libertà e democrazia”. Una cultura della legalità e della cooperazione internazionale che si traduce anche nella preservazione del patrimonio e nel contrasto ai traffici illeciti. “La cultura non si perde, non si dimentica, ma si tutela, si recupera e, soprattutto, si restituisce alla collettività”, ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. “Queste testimonianze preziose saranno ora oggetto di studio, tutela e valorizzazione affinché possano tornare ai luoghi di provenienza e alla fruizione pubblica. L’eccellente risultato che celebriamo oggi è frutto di un lavoro corale, che coinvolge istituzioni, forze dell’ordine, esperti di Italia e Stati Uniti. Il nostro è un impegno che guarda al futuro. Proteggere il nostro patrimonio significa difendere la memoria, rafforzare l’identità e trasmettere alle nuove generazioni il valore della cultura come bene pubblico universale”.
Fondamentale nella ricerca e nel recupero dei beni anche il ruolo della diplomazia, con il contributo dell’Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman J. Fertitta. “Oggi ricorre il 25° anniversario della stretta collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e statunitensi, tra cui l’Arma dei Carabinieri, Homeland Security Investigations e il Federal Bureau of Investigation. Questa partnership riflette il nostro impegno condiviso nella tutela del patrimonio culturale e nel contrasto al traffico illecito di reperti. Rappresenta un esempio concreto di ciò che possiamo realizzare insieme. Preservare tesori di inestimabile valore, garantire il rispetto dello Stato di diritto e rafforzare i legami duraturi tra gli Stati Uniti e l’Italia per le generazioni future”, ha dichiarato l’Ambasciatore USA.
Ormai una certezza a livello internazionale. Il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, forte anche di una banca dati unica al mondo, ha guidato le attività di ricerca e recupero nell’ambito delle operazioni internazionali, cooperando con le autorità e le istituzioni americane.
“Si tratta di un valore fondamentale, soprattutto dal punto di vista culturale, perché consente di riportare al patrimonio disponibile dello Stato reperti che contribuiscono a definire l’identità della nazione”, ha dichiarato ai microfoni di Italia Report USA il Generale Antonio Petti, comandante dei Carabinieri TPC. “La sua rilevanza è altrettanto significativa sul piano diplomatico. Come è stato ricordato, i risultati ottenuti rendono concretamente l’idea del valore della cooperazione internazionale. In particolare, quella con gli Stati Uniti è una collaborazione di lunga data. Da circa 25 anni, infatti, il lavoro congiunto tra le forze di polizia ha permesso di riportare in Italia oltre 4.000 reperti”.
Reperti archeologici, materiali archivistici e opere d’arte provenienti da epoche storiche differenti, riportati in patria con un’operazione di grande rilievo storico e culturale. Tra i pezzi di maggiore interesse figura una testa in marmo, probabilmente raffigurante Alessandro Magno, risalente al I secolo d.C.
Fondamentale nel recupero e nel rimpatrio l’apporto di Leila Amineddoleh, a capo della Art Law and Cultural Heritage Practice dello studio legale Tarter Krinsky & Drogin, nonché figura di riferimento internazionale nel diritto dell’arte e nella tutela del patrimonio culturale.
“Ho rappresentato il Ministero della Cultura e la Repubblica Italiana nel caso di restituzione. Il Ministero della Cultura era citato in giudizio dopo aver informato le Forze dell’ordine che l’oggetto era stato rubato. Era stato sottratto da un museo dopo essere stato ritrovato nel Foro Romano. È fondamentale proteggere il patrimonio e l’Italia ha assunto un ruolo di primo piano nella sua tutela e conservazione. L’arte ha un grande valore diplomatico: aiuta a costruire ponti e a sviluppare relazioni. Lo vediamo anche in occasioni come questa, con rappresentanti di Stati Uniti e Italia che lavorano insieme per preservare il patrimonio culturale”.
L’operazione congiunta tra Stati Uniti e Italia conferma l’efficacia di una cooperazione consolidata sul piano investigativo, giudiziario e diplomatico, rivelandosi uno strumento decisivo nel contrasto al traffico illecito di beni culturali. Un’azione che rafforza la tutela del patrimonio artistico e archeologico, sottrae opere al mercato illegale e consolida ulteriormente il legame tra i due Paesi.
Fonte: https://www.italiareportusa.com/ultimissime/italia-usa-25-anni-di-alleanza-contro-il-traffico-illecito-darte-337-reperti-tornano-in-patria-video/
