Antonio Cerquarelli e “La poesia dei calanchi”
Ho avuto l’onore d’ incontrare personalmente il poeta Antonio Cerquarelli nel Comune di Morro d’Alba (AN), in occasione della “Notte romantica dei borghi più belli d’Italia 2021”.
Nato e vissuto a Sassoferrato (AN) ha ottenuto molti premi di poesia in Italia e in alcune nazioni europee.
Insignito dell’Ambrogino del Comune di Milano nel 1979, gli sono stati attribuiti dall’Accademia nazionale di Boreto (RE) l’Oscar europeo e l’Oscar mondiale per la Poesia rispettivamente negli anni 1979 e 1981.
Alcune sue liriche sono state tradotte in lingua francese, altre musicate.
Quando l’ho conosciuto mi hanno colpito subito i suoi occhi, vispi e curiosi come quelli di un bambino, ma pieni di esperienza, della saggezza di chi ha dipinto la vita con i colori del tempo… e quelli della natura.
Ho scoperto mesi dopo intervistando Antonio, che il tempo per lui non esiste, perché è un’invenzione dell’uomo e se a volte si manifesta è destinato a soccombere all’ombra di quel sentimento nobile e profondo chiamato Amore, capace di allontanare se non addirittura di vincere la morte.
Antonio ha sogni di speranza per il futuro, in modo particolare per l’Italia che ama profondamente, conosce bene la storia del nostro Paese e crede in una rigogliosa rinascita.
Lo scorso 2 Ottobre è stato protagonista di un evento organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) per celebrare Dante Alighieri a settecento anni dalla sua morte presso l’Oratorio del Gonfalone di Fabriano (AN).
Ha recitato con spontaneità e approfondito con un commento personale, il Canto XXXIII del Paradiso contenente la nota “Preghiera di San Bernardo alla Vergine”, accompagnato da intermezzi musicali eseguiti da Eleonora Fagioli alla chitarra.
Ero fra il pubblico e siamo stati tutti conquistati dalla sua performance e dalle sue riflessioni sull’Amore.
Ho chiesto ad Antonio se poteva leggere per noi alcuni versi tratti dalla sua ultima raccolta “ I calanchi del tempo” pubblicata nel Novembre 2020 da “il Sanguerone”.
Il libro è una metafora della vita che si staglia davanti, cioè i vari momenti che si attraversano senza mai guardare indietro: calanchi verdi di speranza, gialli di tenerezza, marroni di emotività…ed è arricchito da meravigliosi acquerelli.
Ognuno di noi associa suoni e rumori allo scorrere del tempo, ma ciò che resta e che fa da sottofondo alla nostra anima è a voce del silenzio…la voce dei calanchi bianchi.
Per Antonio il silenzio è l’eternità che si culla in un verso, è l’espressione più alta dell’animo poiché tramite lo sguardo si riesce a dialogare con spirito umano, senza destar scalpore, come sosteneva Mahatma Gandhi.
Il silenzio abita la nostra psiche e accarezza lievemente il nostro sguardo come il vento che a sera alita sulla collina.
In “Silentium”, lirica estratta dalla sua penultima raccolta dal titolo “Un fremito di verdeluna” edita nel 2013 da “Il Sanguerone” scrive così: c’è il silenzio dell’attesa, l’attesa delle sirene sul mare d’Itaca, dove il fuoco è ormai spento. C’è il silenzioso tonfo del vogatore sull’oceano dei ricordi. La trepidazione dell’animo che fuga ogni dubbio e il tacito alitare dei mausolei bizantini, dove conscio e inconscio s’incontrano nel profumo della natura fatta poesia. […]
LA POESIA DEI CALANCHI
Quanti calanchi stasera
nel mio sentiero a ritroso nel tempo…
e quanti affreschi
affiorano nella mia memoria
cullando il mio sguardo con la melodia
che io solo conosco.
Calanchi verdi,
Si perdono nella fertilità vegetale;
calanchi gialli dipinti con la luce d’estate;
calanchi azzurri,
carichi d’armonia appena accesa
colorano un mosaico di vita
simile al pittore
innamorato della sua modella.
Sono immagini
dettate dal vento d’ottobre,
una sinfonia
che pervade ogni molecola dell’anima mia.
Come il marinaio inebriato
dal canto di Partenope
socchiudo l’animo ad un sogno
che vorrei s’eternasse…
Mentre una lama di poesia
mi prende per mano
regalandomi la bellezza del creato.

