72ª Giornata del ringraziamento
“Fino a quando, Signore?”
AIl’inizio del 2022 sembrava che le pesanti rica Adute della crisi sanitaria mondiale stessero finalmente cedendo il passo a una timida ripresa economica. Ed ecco, la guerra tra Russia e Ucraina rimette tutto in discussione, con un forte impatto su ognuno di noi: non solo il dolore per la tragedia umana, ma anche le disastrose conseguenze sulla nostra economia e le nostre vite. E tra quelli che pagano più duramente in Italia sono lavoratori del settore primario: agricoltura, allevamento, pesca.
Le sanzioni alla Russia, unite a quelle preesistenti, e il rincaro di energia e carburanti, aggravano una situazione già critica, al punto che oggi per molti diventa proibitivo lavorare; si pensi al settore della pesca in cui i costi (carburante, imposte, stipendi, manutenzione, ecc.) in molti casi superano di gran lunga i profitti.
In questa situazione il messaggio della Cei per la Giornata del ringraziamento, che pone l’attenzione sulla legalità e sulla trasparenza, come fattori determinanti per la salute, la cura della terra e la qualità della vita sociale, potrà sembrare anacronistico, ma non lo è.
Sappiamo tutti delle interferenze della malavita e della mafia nei vari filoni della produzione, trasformazione e distribuzione agroalimentare, con nefaste conseguenze sulla qualità dei prodotti, sulla salute, sull’occupazione.
Che siamo o no personalmente coinvolti in questo settore, non possiamo restare indifferenti alle difficoltà di tanti lavoratori e delle loro famiglie che vivono una lunga e sempre più grave precarietà. La nostra preghiera di ringraziamento si unisca più che mai al grido del salmista: «Fino a quando, Signore?» (Salmo 13). Ringraziamo quindi per la terra, creata e affidata all’umanità come un giardino; e chiediamo un cuore nuovo, perché sappiamo custodire con cura e responsabilità questo dono, per trasmetterlo intatto, e semmai abbellito, alle generazioni future e chiediamo anche, al Signore, che sia lui a soccorrere finalmente coloro che lavorano la terra, perché li sollevi dai loro affanni, li benedica e li premi, assicurando alle loro famiglie una vita serena e dignitosa.
don Pietro Roberto Minali, ssp

