A tu per tu con il Maestro Alan Freiles
Direttore d’orchestra e violinista, sono alcune delle doti del Maestro Freiles. All’attivo circa 250 esecuzioni tra Italia e varie tournée all’Estero, dirigendo opere complete e concerti, sia di musica sacra che profana. Amante della musica, la si potrebbe definire un’esigenza di vita, un bisogno ancestrale.
Buongiorno Maestro, inizierei col chiederle quando ha sentito che la musica sarebbe stata il suo futuro?
-A dire il vero è avvenuto in modo molto graduale. Sono una di quelle persone che ritiene che la musica sia una missione. Penso e constato che non riesco a vivere senza musica e quindi eccomi. Poi spero che oltre a essere il mio presente continui a essere il mio futuro, ma ai giorni nostri, ahimè non vi è certezza di nulla.
Che ricordi ha dei suoi anni di studio?
-Degli anni di studio ho un ricordo bellissimo. Ma penso che gli anni di studio non terminino mai, anzi è la cosa che mi auguro. Comunque ricordo di aver studiato in varie città: Firenze, Roma e Venezia. Viaggiare per studiare è la cosa più bella e allo stesso tempo più formativa che esista.
Direttore d’orchestra e violinista, come si coniugano queste due realtà della sua natura?
– Ma direi che mi sento a mio agio in entrambe le situazioni, penso che il lavoro del direttore sia più celebrale e organizzativo e quindi penso che non perdere il contatto con lo strumento sia fondamentale, o almeno l’ho è per me.
Lei ha all’attimo innumerevoli esibizioni, sia nel suolo Patrio che all’estero, c’è nè una che le è rimasta particolarmente impressa?
– In generale le esibizioni all’estero, soprattutto legate alla musica lirica e agli autori italiani. Soprattutto al teatro di krasnoyarsk in Russia, dove ho fatto debuttare la soprano russa Olga Guriakova, debuttò sotto la mia direzione Tosca di Puccini. Fu bello, oltre al piacere di collaborare, lo scambio culturale che vi fu tra noi, già che debuttava un’opera in italiano mi chiese vari consigli sulla corretta dizione. Lei è una grande artista che ha debuttato al Metropolitan e nei più grandi teatri al mondo, ma poi vedere gli sguardi contenti degli orchestrali e che ringraziano alla fine dell’esibizione, veramente contenti e non come un atto dovuto.
Durante la carriera ha avuto numerosi riconoscimenti.
-Tra i riconoscimenti ricordo con molto piacere il Premio Letterario Città di Pisa, un importante premio che è stato consegnato a grandi artisti, tra cui Andrea Bocelli. Poi Pisa è una città alla quale sono molto legato. Ma il più grande riconoscimento, come accennato prima: il volto dei musicisti con i quali collaboro.
Una cosa importantissima nella carriera di un musicista: la discografia. Lei registrato per la Tactus, ci parli di questa impresa.
-La registrazione che ho fatto per la Tactus era inerente ai due concerti per violino di Gaetano Pugnani. Un nome questo che è stato reso famoso dalla trascrizione di Kreisler del suo “Adagio e Allegro”. Siamo stati contenti di registrare una prima esecuzione moderna questi concerti, che sono una rarità ma che sono bellissimi. L’impresa non è stata particolarmente difficile grazie alla professionalità dei miei musicisti, un rapporto che dura da quindici anni e con molti di loro vi è un rapporto di amicizia anche al di fuori della sfera musicale.
I suoi progetti futuri?
-Per il futuro ho molti progetti, credo alla musica come strumento di scambio culturale, vorrei rivolgermi a un pubblico sempre più vasto e sperimentarmi con stili diversi, per esempio la musica contemporanea per la quale nutro un forte interesse. Per questo spero di avere il tempo per mettere a frutto anche le mei idee come compositore.
Ringraziamo il Maestro Freiles.

