Passeggiando per Sanremo
Sanremo (Sanreummo o Sanrémmo in ligure, più anticamente Sanreummoro, Sant Rémol in occitano, Villa Matutiae o Civitas Sancti Romuli in latino) è un comune italiano di 53.114 abitanti della provincia di Imperia in Liguria. È il primo comune della provincia per popolazione.
Posto lungo la Riviera dei Fiori, è una nota località turistica, rinomata per la coltivazione dei fiori, da cui il soprannome di “Città dei fiori”. Inoltre ospita l’arrivo della corsa ciclistica Milano-Sanremo (una delle classiche monumento del ciclismo), il Festival della canzone italiana, il Premio Tenco ed il rally di automobilismo; è anche sede di uno dei quattro casinò presenti in Italia.
La città è stata fondata a ridosso di due dorsali montuose, che si originano nel monte Bignone (1300 m circa) e procedono fino al mare: a est, verso il promontorio di Capo Verde (sormontato dal faro di Capo dell’Arma della Marina Militare), e a ovest fino a Capo Nero.
L’originario nucleo abitativo, la Pigna, è adagiato sulle pareti di una collina-promontorio sovrastata dal santuario della Madonna della Costa, e lambito dai torrenti San Francesco e San Romolo. A levante, il torrente San Martino e a ponente il torrente Foce danno il nome alle relative zone est e ovest della città.
La prima fascia dell’entroterra, a ridosso della città, è ricca di serre e coltivazioni di fiori, stanti a ricordare il ruolo importante della floricoltura nell’economia cittadina. Alcuni oliveti e resti di fasce (coltivazioni a terrazza), oramai quasi completamente abbandonate, costellano le campagne e le scoscese colline circostanti.
Le frazioni dell’entroterra boschivo distano pochi chilometri dal centro della città, tanto che durante l’estate è consuetudine, da parte dei sanremesi, fare le “gite fuori porta” tra i boschi di castagno nella frazione di San Romolo, edificata intorno a un prato che da anni è meta di giochi di bimbi, o tra i pascoli della arieggiata vetta del Bignone, da cui è possibile godere della vista da Saint-Tropez ad Albenga, e in giornate terse, fino alla Corsica.
La fascia boschiva dell’entroterra è stata recentemente inserita nel parco naturale di San Romolo-Monte Bignone: un’area di circa 700 ettari, ricca di fauna e vegetazione, nella quale si intrecciano fittamente sentieri e mulattiere.
I due promontori a est e a ovest di Sanremo ospitano rispettivamente le frazioni di Poggio e di Coldirodi: la prima, nota per rappresentare l’ultimo tratto in salita della Milano-Sanremo, la seconda sede della Pinacoteca Rambaldi.
Dal punto di vista amministrativo, la città si estende a est oltre il Capo Verde. Qui si trova la frazione di Bussana, la più popolosa del comune, che è stata edificata ex novo dopo che il terremoto del 1887 distrusse il centro abitato originario, posto sulle colline retrostanti e oggi noto come Bussana Vecchia. Tale diroccato paesino rimase abbandonato fino all’inizio degli anni sessanta del Novecento, quando artisti da tutto il mondo decisero di ripopolarlo, riportando le costruzioni in pietra alla loro struttura originale.
Sanremo presenta tracce di attività umana fin da tempi remoti, come testimoniato dal ritrovamento di insediamenti del Paleolitico. Tuttavia è dall’epoca romana che la città cominciò a svilupparsi come insediamento significativo. Venne quindi fondata in epoca romana lungo la Via Julia Augusta, (proseguimento della via consolare Aurelia) e intitolata probabilmente a Caio Matutio, che intorno all’oppidum primitivo, rilevato nelle vicinanze dell’attuale casinò, costruì una sontuosa villa, attorno alla quale crebbe l’abitato detto Villa Matutia. Un’altra interpretazione fa riferimento alla divinità romana Mater Matuta, dea dell’Aurora, mutato quindi in Matutia e quindi Villa Matutiæ.
Quale che ne sia l’origine, tuttavia è certo che, dopo la conversione della popolazione al cristianesimo da parte del beato Ormisda, del diacono Siro (poi Vescovo di Genova) e del vescovo San Romolo (poi eremita), nel IX secolo la città fu oggetto di attacchi continui da parte di pirati saraceni, che costrinsero la popolazione a rifugiarsi sui monti.
Passato tale periodo di devastazioni, il borgo primitivo venne rifondato sulla costa, nell’attuale zona di San Siro e della Pigna (così detta per la forma “ad avvolgimento” con cui venne costruita per motivi difensivi), circondato da mura e difeso da un castello, e quindi dedicato a San Romolo. Risale infatti al 979 un documento in cui alcune famiglie chiesero al vescovo Teodolfo I un appezzamento di terreno a basso costo di affitto, che prese il nome di castrum Sancti Romuli, dedicato al vescovo.
www.comune.sanremo.im.it

