Mossi dallo Spirito per riconoscere la Salvezza
Il prossimo 2 febbraio si celebra la Giornata della vita consacrata, ricorrenza istituita da san Giovanni Paolo II nel 1997 e collocata nella ricorrenza liturgica della Presentazione del Signore al Tempio.
Era desiderio del Papa che questa celebrazione adempisse a una duplice funzione: aiutare la Chiesa «a valorizzare sempre più la testimonianza delle persone che hanno scelto di seguire Cristo da vicino mediante la pratica dei consigli evangelici» ed essere «per le persone consacrate occasione propizia per rinnovare i propositi e ravvivare i sentimenti che devono ispirare la loro donazione al Signore». Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata dello scorso anno evidenziava tre atteggiamenti di Simeone nel Vangelo della Presentazione: è mosso dallo Spirito, vede nel Bambino la salvezza, lo accoglie tra le sue braccia (cf. Lc 2,26-28).
E noi da chi ci lasciamo muovere: dallo Spirito Santo che porta a riconoscere Dio in un fragile bambino, oppure dallo spirito del mondo che ci sollecita in termini di risultati, di traguardi, di successo, di visibilità, di numeri? È una domanda, questa, che deve interrogare tutti, soprattutto i consacrati. Simeone è mosso dallo Spirito, per questo sa vedere nel bambino il Cristo, la salvezza attesa, e lo accoglie tra le braccia. È il miracolo della fede che «apre gli occhi, trasforma lo sguardo, cambia la visuale».
E può avvenire in noi quando in Gesù riconosciamo lo «sguardo compassionevole con cui Dio ci guarda, sciogliendo le durezze del nostro cuore, risanando le sue ferite, dandoci occhi nuovi per vedere noi stessi e il mondo». Essere mossi dallo Spirito significa avere «sguardi di speranza, aperti al futuro». Se a tutti papa Francesco chiede di essere capaci di uno sguardo di fede lungimirante, ai religiosi chiede di saper cogliere i segnali che il Signore invia per invitare a una visione rinnovata della vita consacrata, libera dalla paura di cambiare. Questa Giornata sia allora per tutti i fedeli un invito alla preghiera e alla stima per la vita consacrata, e per i consacrati l’occasione per rinnovare con entusiasmo la propria incondizionata sequela di Cristo.
fr. Roberto M. di Michele

