Scoprendo Diamante
Diamante (Diamàndë in calabrese, Diamandè in greco bizantino) è un comune italiano di 5.052 abitanti della provincia di Cosenza, in Calabria. È sito sulla costa tirrenica nordoccidentale della regione.
Nel 2021 alla città di Diamante è stata assegnata la Bandiera blu entrando così a far parte delle 210 località marine italiane insignite di tale riconoscimento.
Il nome del comune sembra essere proprio connesso col diamante, inteso come gioiello. Tuttavia non è noto il motivo per il quale venne adottato tale nome.
Una fonte popolare, dal carattere fiabesco, asserisce che un corvo che si apprestava a bere dal torrente che bagna il paese subito a Nord del centro storico (chiamato per l’appunto torrente Corvino), abbia da esso pescato un diamante.
Fonti storiografiche diverse documentano insediamenti già dai tempi dei greci Focesi e dei Romani. Le prime notizie sulla nascita di un vero e proprio nucleo abitato nei luoghi di Diamante risalgono al 1500, allorquando il Principe Sanseverino ordinò la costruzione di una postazione difensiva per contrastare le incursioni saracene.
Intorno al torrione dei Sanseverino sorse più tardi una fortificazione del territorio ad opera del principe di Bisignano Tiberio Carafa, padrone dei territori di Belvedere Marittimo e di Diamante già dal 1622. Al termine delle scorribande turche, la popolazione dalle campagne si spostò verso il mare incrementando i traffici commerciali. Successivamente benestanti e commercianti napoletani, amalfitani e salernitani, e nobili famiglie, anche di origine spagnola vi si stabilirono per la posizione e l’amenità del luogo dando vita al centro abitato. Presto Diamante divenne un discreto centro per la pesca e l’agricoltura, grazie alla nutrita flotta e alla produzione del cedro (Citrus medica). Le caratteristiche particolari di questo agrume nella sua varietà denominata “Cedro liscio diamante”, comunemente detto di Santa Maria del Cedro, (di grosso taglio e profumata, destinata in gran parte alla canditura), lo resero unico e conosciutissimo sul mercato mondiale, anche in virtù del profondo legame con i rabbini provenienti da tutte le comunità ebraiche del mondo, i quali giungevano ogni estate a Santa Maria del Cedro e sulla Riviera dei Cedri, per selezionare il cedro perfetto, ovvero il “frutto dell’albero più bello” (etrog), da utilizzare durante la festa dei Tabernacoli. Grazie alla sua massiccia esportazione verso Israele e gli Stati Uniti, dov’è ancora usato dai rabbini durante Sukkot, il cedro è diventato una risorsa economica consistente per l’intero territorio.
Nel 1981, su iniziativa del pittore Nani Razetti, dell’amministrazione comunale dell’epoca, guidata dal sindaco Evasio Pascale, 85 artisti provenienti da varie parti del mondo furono chiamati a dipingere i muri dei vicoli del borgo marinaro di Diamante e di Cirella. Matilde Serao e Gabriele D’Annunzio sono tra i letterati che hanno rivolto la loro attenzione a quella che hanno definito la perla del Tirreno . Negli anni successivi altri artisti hanno arricchito con le loro opere alcuni angoli di Diamante e Cirella. Nel 2021 Diamante ha celebrato il quarantennale della prima con l’iniziativa Murales40, che ha visto la realizzazione di nuove opere come quella di Jorit su una delle pareti del palazzo di città, e con il restauro di alcuni importanti dei murales del 1981, come quelli di Eva Krump e Ibrahim Kodra.
l lungomare vecchio: i lavori del cosiddetto “lungomare vecchio” ebbero inizio nel 1965 in quanto l’afflusso turistico aumentava di anno in anno ed il tratto di strada adibito a passeggio e luogo d’incontro, si rivelò insufficiente. Dopo qualche anno, il lungomare fu allungato verso sud raggiungendo l’attuale Banca. Successivamente, questo, fu allungato ulteriormente fino a raggiungere la spiaggia della “Guardiola”. Affacciandosi dalla ringhiera del “lungomare vecchio”, da molti definito il salotto di Diamante, durante le notti con la luna piena si possono osservare le barche munite di lampare o gli agili pescatori che, saltando fra gli scogli, pescano i polpi e i ricci. Di giorno, invece, si può ammirare tutta la costa come trovandosi su una nave.
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