Visita a Ussita
Ussita è un comune italiano di 383 abitanti della provincia di Macerata nelle Marche.
È un comune sparso, con la sede municipale in località Fiuminata situato all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ai piedi del massiccio del Monte Bove.
L’origine del toponimo non è chiara. Le ipotesi più plausibili lo riconducono al latino exitus, uscita, porta, valico, o alla tribù sannitica degli Ussiti che si rifugiò sugli Appennini, o ad un’espressione albanese che significa “acqua impetuosa”.
La storia di Ussita è legata a quella di Visso, di cui era la più importante delle cinque “guaite” che nel XIII secolo, svincolatesi dall’autorità dei feudatari, entrarono a far parte di questo comune, mantenendo tuttavia l’autonomia amministrativa. Risale al 1380 la costruzione del castello sul colle Fantellino, favorita da Rodolfo da Varano.
È stata frazione di Visso fino al 1913, quando è stata eretta in Comune autonomo.
Il centro abitato è stato gravemente danneggiato dal terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017 in particolare dalle scosse avvenute tra il 26 e il 27 ottobre che hanno avuto come epicentro Castelsantangelo sul Nera e la stessa Ussita: le scosse hanno demolito, fra l’altro, la facciata della chiesa di Ussita, alcuni degli impianti sportivi e reso inagibile il 90% degli immobili, tra cui il municipio.
l castello di Ussita sorgeva sul colle Fantellino nella località di Castel Murato. Esso consisteva in una cinta muraria di forma trapezoidale, difesa da cinque torri e da un fossato esterno. Dei ruderi resta soprattutto una torre in pietra del XIV secolo a base quadrata inglobata nel cimitero comunale, in posizione dominante nella vallata ma purtroppo crollata in seguito all’evento sismico del 30 ottobre 2016.
La principale chiesa è nella frazione Pieve. Negli anni ’20 del XX secolo, per munificenza del cardinale Pietro Gasparri originario di Ussita, fu restaurata dall’architetto romano Aristide Leonori che gli diede forme medievaleggianti con un rosone centrale in facciata.
La chiesa di Santa Maria Assunta a Calcara, è un’antica chiesa pievana. Fu costruita nel Trecento in stile gotico, su un precedente edificio di culto, e venne completata nel 1389. Da essa dipendevano ventidue cappelle e chiese della zona. La facciata rifatta in pietra ha un portale ogivale, sorretto da due colonnine, un rosone al centro e due finestre laterali cuspidate. All’interno, ad una navata, è un fonte battesimale del 1390, affreschi di Paolo da Visso del 1470 e pitture della scuola mevalese del 1456. Dietro l’altare maggiore è collocata una interessante tavola degli Angelucci di Mevale del 1584. In altri locali della chiesa sono conservati: un reperto di pietra calcarea dell’VIII-IX secolo d’arte barbarica, una statua romanica del XII secolo, una statua lignea trecentesca di San Sebastiano e diverse tele del Seicento e Settecento. Restaurata nel 1915 è stata resa inagibile dal terremoto di Umbria e Marche del 1997.
La chiesa di Santo Stefano è posta fuori dal borgo di Sorbo. È risalente al Duecento e, nonostante sia stata restaurata nel 1942 dal senatore Sili, ha mantenuto la struttura originale. Ad una sola navata, conserva sulla parete di fondo un affresco del 1474 attribuibile, per ragioni stilistiche benché sia deteriorato dal tempo, a Paolo da Visso. Al centro della stessa parete un altare ligneo barocco del Seicento.
La chiesa dei Santi Vincenzo ed Anastasio a Casali è un’antica cella monastica benedettina sorta nel periodo longobardo. Come indicato da un’iscrizione interna, nel 1093 fu consacrata dal vescovo di Spoleto. Nel 1115 passò alle dipendenze dell’abbazia di Sant’Eutizio. L’edificio conserva elementi architettonici romanici, nonostante i vari restauri. La facciata in pietra, restaurata nel 1929, ha un portale ad arco con ghiera dentellata e una bifora, la cui colonnina ha un capitello a stampella. Sull’arco della bifora è posto lo stemma dell’abbazia di Sant’Eutizio. L’interno ad una navata con capriata ha due altari lignei barocchi del Seicento; su uno di essi è posta una tela di A. Righi del 1638. Nell’abside, con doppio arco in pietra, è sistemato un altare, anch’esso in pietra, decorato con archetti in stile romanico-longobardo.
Nel borgo di Castel Fantellino è presente una chiesetta del Quattrocento, decorata nei secoli successivi da artisti provenienti da Roma.
La Fontana del Fantasma è un’antica fontana probabilmente adibita a lavatoio che sorge nel bosco, lungo il sentiero che conduce Castel Fantellino a Calcara. La leggenda vuole che una ragazza affetta da sonnambulismo sia scomparsa, una notte, sul sentiero, ed il giorno dopo il volto del fantasma era visibile inciso sulla fontana.
Il Comune di Ussita ha una sua piccola storia nel settore dell’energia elettrica. Già nel 1928 venne realizzata per interessamento del Cardinale Pietro Gasparri una prima centralina idroelettrica in località Vallazza. Questa turbina è ancora oggi esistente nel fabbricato di fronte alla Casa di Riposo.
www.comune.ussita.mc.it

