Il male e le tentazioni
La disobbedienza di Adamo, spinto dal maligno a determinare da sé ciò che è bene e ciò che è male, è riparata dall’obbedienza di Gesù Cristo, che esce vittorioso dalla prova delle tre tentazioni. Appoggiandosi sulla Parola di Dio, il Cristo aderisce fedelmente al suo progetto di salvezza per l’umanità.
La Quaresima è tempo di prova e di discernimento. Ci conduce verso la Pasqua ponendoci la domanda: chi vogliamo essere? Vogliamo assomigliare al primo Adamo oppure al nuovo Adamo, Gesù Cristo? Adamo, messo alla prova, cede alla tentazione e disobbedisce alla Parola di Dio. Il nuovo Adamo vince il ten- tatore perché custodisce la Parola di Dio nel cuore, e la Parola lo custodisce nella relazione filiale con il Padre. Gesù è e rimane figlio perché a ogni tentazione risponde lasciandosi guidare dalle Scritture e opponendo alla parola del divisore quella del Padre, che non separa, ma crea comunione. Ecco come vivere bene il cammino verso la Pasqua: ascoltare la Parola di Dio, meditarla e pregarla, così da renderla luce per i nostri passi, lampada sul cammino. La Parola di Dio ci fa anche una grande promessa, come Paolo annuncia ai Romani: se per la caduta di un solo uomo si è riversata sull’umanità la condanna, per l’opera giusta di un solo uomo si riversa su tutti noi la giustizia di Dio, che ci dà vita. Il cammino quaresimale va perciò vissuto nella gioia di chi sa – così ci fa pregare il Salmo 50 – che il proprio cuore è stato ricreato dalla misericordia di Dio.
fr. Luca A. Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenza
La forza della Parola di Dio nella prova
«Il nocciolo di ogni tentazione: rimuovere Dio» (Benedetto XVI). Ma nulla può il diavolo con chi ama la Parola di Dio, come Gesù che nel deserto per tre volte è sottoposto alla tentazione e, per tre volte, con la forza della Parola, vince e resta unito a Dio (cf. Mt 4,1-11). Nella prima tentazione, quella della concupiscenza della carne – il diavolo cerca di prendere Gesù per fame –, egli risponde opponendogli l’aspirazione spirituale: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Nella seconda tentazione, quella della vanagloria e delle facili scorciatoie – il diavolo pone Gesù sul pinnacolo del Tempio, invitandolo a gettarsi perché, certo, i suoi angeli verranno a salvarlo –, egli risponde: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Nella terza tentazione, quella dell’idolatria – il diavolo porta Gesù su un monte e gli mostra i regni della terra con la loro gloria, pro- mettendoli a lui se si prosternerà ad adorarlo egli di nuovo lo respinge dicendo: «Vàttene, Satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Alla sfrontata pazzia, all’orgoglio, alla gelosia del diavolo Gesù risponde sempre con le parole della Scrittura.
Infatti, «Con il diavolo non si dialoga» (papa Francesco) e questo vale anche per noi: è solo nella vita interiore, nella fede in Dio e nella certezza del suo amore che abbiamo i rimedi contro le tentazioni. Illusorie soluzioni ai nostri bisogni e alle nostre aspirazioni, esse sono scorciatoie per ottenere qualcosa, ma sempre a “scapito di” (la verità, la giustizia, il bene, la testimonianza…). E, proprio perché operano con modalità del tutto estranee al modo di agire di Dio, alla fine ci separano da lui, portandoci alla tristezza. Gesù, con le sue risposte, ci dice come vincere il tentatore: conoscere la Parola di Dio per aderire pienamente al suo progetto. Chi conosce la Parola, infatti, conosce la realtà con gli occhi e con il cuore di Dio. La Parola amata, meditata, pregata e celebrata accresce la fede, nutre la vita interiore, irradia l’amore del Padre. È in questa certezza che ci è data la forza per affrontare vincenti ogni tentazione..
don Pietro Roberto Minali, ssp

