Infinity light
Dicembre 2022 è stato un mese molto importante per i partecipanti del set formativo avvenuto a New York e guidato dalla produttrice cinematografica Ermelinda Maturo e dal regista e attore Massimo Tuccitto.
Gli inviati di Italian’s News e del COLUMBUS INTERNATIONAL AWARD, promotori di questo importante progetto cinematografico internazionale, insieme ad altre realtà, erano lì per vivere insieme vere emozioni.
Nella Grande Mela si è concretizzato un lavoro di preparazione durato quasi due anni, che ha prodotto un risultato sorprendente ed entusiasmante per tutta la troupe e per la produzione intera: è venuto alla luce il cortometraggio “Infinity light”, che parteciperà a tutti i festival internazionali più importanti del settore.
Il set formativo ha dato alle partecipanti, provenienti da diverse parti del mondo, Lorella Diamantini (romana), Firdes Desy Harizaj (albanese) e Melissa Martinez (origini domenicane), una formazione a 360 gradi sul mondo del cinema internazionale e grazie alla sperimentazione applicata da Ermelinda Maturo e Massimo Tuccitto, i risultati sono stati eccellenti per tutti.
Il cast si è arricchito anche della presenza di Oleg Blinov, attore e produttore americano di grande carisma ed eccellente talento e Mia Stabrovskaia, di soli 7 anni, stella nascente nel panorama cinematografico internazionale, che hanno interpretato alla perfezione i ruoli assegnategli dalla regia.
Il soggetto di questo intrigante cortometraggio è firmato dallo stesso Massimo Tuccitto e la sceneggiatura da Ermelinda Maturo.
Questo cortometraggio crediamo sia una perla nel grande mare del cinema, sia per i temi trattati, che per la visione fra l’onirico e il più duro realismo che la storia impone. Per comprenderlo meglio alleghiamo le note di regia di Massimo Tuccitto.
Infinity light – note di regia
La luce è quello che conta, la luce è vita che ci conduce, la luce è il ponte fra questo mondo e quello che verrà dopo di esso. Questa è la considerazione dalla quale sono partito per la scrittura e la direzione di questo cortometraggio, una storia di un romanticismo nuovo e a mio avviso rivoluzionario. È una storia semplice che parte da un matrimonio in preparazione e come nelle migliori favole Disney, tutto sembra scorrere con serena felicità, luce ed inquadrature fanno l’occhiolino proprio al mondo fatato delle favole del colosso Disneyano. Ma una storia tranquilla ha, in fin dei conti, poco di interessante e come sono solito fare, l’incidente sottende un mistero, un segreto. Questo segreto è rappresentato dalla vita nascosta del protagonista di questa storia che in una sorta di Shutter Island, ha creato una realtà falsata dove lo spettro della morte aleggia nella sua mente. Non si tratta di un omicidio, ma di una malattia e della malattia fatale ne è affetta la sua ex moglie e madre di sua figlia, figlia di cui la novella sposa non è a conoscenza.
Il nodo si scioglierà con l’amore come unico baluardo e la modernità del messaggio starà proprio nel ponte che queste due vite andranno a costruire con l’aiuto delle amicizie dei due protagonisti.
La luce infinita è quella che ogni giorno bagna il Ponte di Brooklyn, come scenario e metafora di un senso di libertà che travalica l’umano e che solo quella splendida cornice può a mio avviso trasmettere.
Manatthan e Brooklyn fanno da culla a quella che spero sia una storia che possa sconvolgere la visione della vita di chiunque assista al nostro film.

