Figli di un Dio misericordioso e pietoso
In forza del Battesimo siamo resi partecipi del mistero della Trinità
Rendiamo grazie per questo dono del Dio-Amore e chiediamo che accresca la nostra fede per vivere ogni istante dell’esistenza nel nome del Padre, al quale ci rivolgiamo in riverente adorazione, e del Figlio, morto e risorto per noi, e dello Spirito Santo, che ci rivela il cuore del Padre.
Figli di un Dio misericordioso e pietoso
Mosè salì sul monte, da solo. Noi saliamo ormai insieme, co- me popolo: saliamo sul monte della preghiera, sul monte della liturgia domenicale e, come Mosè, ascoltiamo la Parola in cui Dio si rivela infinitamente misericordioso e benevolo. Come Mosè, attingiamo a questa rivelazione per intercedere anche noi per tutta l’umanità così sofferente. Oggi attingiamo alla grazia del nostro Signore Gesù Cristo, all’amore di Dio Padre, e alla comunione dello Spirito Santo, in favore di tutta la famiglia umana. Affinché nessuno rimanga solo, affinché tutti conoscano per esperienza lo scambio d’amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, la danza eterna della Santissima Trinità. Come Dio, amiamo il mondo, amiamo ogni persona. Amiamo il mondo, non la mondanità spirituale né il materialismo disumanizzante, e da Dio ci lasciamo guidare, perché la nostra vita donata contribuisca a imbarcare il mondo nella danza di Dio!
fr. Antoine-Emmanuel, Frat. Monast. di Gerusalemme, Firenze
Il piccolo credo del cristiano
La preghiera del ta, il credo trinitario della Chiesa e, quindi, Gloria al Padre riafferma, ogni voldell’orante. Tutta la vita del battezzato si svolge «a lode della sua gloria» (Ef 1,14), perché Gesù Cristo è nella Chiesa «speranza della gloria» (Col 1,27) «a gloria di Dio Padre» (Fil 2,11) nell’unica gloria che è lo Spirito Santo (Gregorio di Nissa). Chi prega il Gloria confessa la grandezza di Dio e, senza ripeterne le parole, accoglie nella sua preghiera quella di Gesù: «Padre, è giunta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te» (Gv 17,1) «e io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro» (Gv 17,26).
«Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19; cf. 2Cor 13,13) «secondo il piano stabilito da Dio Padre, mediante lo Spirito che santifica, per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi dal suo sangue» (1Pt 1,2). Proclamate dal battezzato, le parole del Gloria, fanno memoria del mistero di Dio che si dispiega nell’economia della salvezza, e lo uniscono alla preghiera della Chiesa celeste che canta «la gloria, l’onore e la potenza» di colui che ha creato tutte le cose (cf. Ap 4,11). Sono anche parole che lo immergono nell’abissale mistero della comunione trinitaria: v’è, infatti, una corrispondenza di donazione del Padre al Figlio e del Figlio al Padre nell’unico Spirito. «Se infatti tutto ciò che il Figlio ha, lo riceve dal Padre, riceve dal Padre di essere anch’egli principio da cui procede lo Spirito Santo» (sant’Agostino). «Il solo modo di conoscere il Padre passa attraverso il Figlio, quello di conoscere il Figlio viene dal Padre e il Padre ne gioisce» (sant’Atanasio di Alessandria). «Ciò che ha il Padre lo ha il Figlio, e ciò che ha il Padre e il Figlio lo possiede anche lo Spirito Santo, perché tutta la Trinità è un solo Dio» (san Leone Magno). Ricordiamo tutto questo, quando preghiamo il Gloria, preghiera che ci immerge nella storia di Dio e nel suo «Amen» che è Gesù Cristo, «il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio» (Ap 3,14) nel quale «tutte le promesse di Dio sono divenute sì» (2Cor 1,20).
don Pietro Roberto Minali, ssp

