Gli esorcisti: dono della Chiesa
San Giovanni evangelista, nella sua prima lettera, ci ricorda che “il diavolo è peccatore fin dal principio e il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo» (1Gv 3,8).
Questo per dirci che l’opera di Gesù si oppone costantemente al peccato, qualunque sia la sua forma che ci deforma, e all’autore primo del peccato, che non è un mito babilonese, ma un angelo orgoglioso che ha perso la sua santità e bellezza per non aver perseverato nella verità e per essere diventato “omicida fin da principio» (Gv 8,44), opponendosi all’Incarnazione del Figlio.
L’opera del diavolo, dunque, ha come fine la morte dell’uomo in tutti i significati che possiamo dare a questa espressione, come la venuta di Gesù è invece per dare «la vita in abbondanza» (Gv 10,10).
Essendo però imitatore e pervertitore dell’agire di Dio, il diavolo non si accontenta di tentarci al peccato (che è la sua azione ordinaria); talora agisce in modo straordinario, con possessioni, vessazioni, ossessioni, infestazioni su persone (cf. Lc 4,41; 8,2), animali (cf. Mc 5,12-13) o luoghi (Sal 96,5).
Le pratiche della magia (bianca, nera o rossa), della divinazione (tarocchi, chiromanzia, spiritismo…), della stregoneria e del satanismo, infatti, sono porte attraverso cui il diavolo avanza maggiori e più violenti diritti su chi entra a contatto con questo mondo esoterico, occultistico e di tenebre.
Anche la musica techno e altri generi simili per cupezza, stimolazione profonda e stordimento assicurato, sono ottimi veicoli di satanismo e di apertura all’azione straordinaria del demonio.
Dio lo permette per trarre da questo male beni più grandi: la conversione, la fede, la speranza e la carità dei colpiti, delle loro famiglie, della Chiesa tutta. Infatti: «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui (1Cor 12,26).
Gli esorcisti nominati dai vescovi sono perciò un grande dono della Chiesa che provvede alle sue membra sofferenti: non esistono, infatti, solo le malattie di origine naturale o chimica; esistono anche gli attacchi subdoli e violenti dei demoni. Ricordarsi nelle preghiere di questi fratelli e sorelle così tormentati, ma anche di chi lotta col demonio per liberarli, è grande opera di misericordia spirituale che urge riscoprire.
padre Giuseppe Agnello

