Premio Internazionale Semplicemente Donna
di Tania Turnaturi
A Castiglion Fiorentino, tra le vallate della provincia di Arezzo, le luci del Teatro “Mario Spina” sono tornate ad accendersi sulle donne.
Donne che hanno subìto violenze fisiche e psichiche dal partner o dalla famiglia, donne impegnate a sostenere associazioni e campagne in difesa dei diritti umani, ma anche donne che guidano attività imprenditoriali fornendo lavoro e valorizzando il territorio e donne scienziate che si applicano nella ricerca. Provenienti da ogni latitudine, portatrici di cultura ed esperienze diversificate, determinate ad abbattere la barriera della paura e del pregiudizio di genere e fornire un contributo personale per una società più inclusiva.
Il Premio, giunto all’XI edizione, è nato da un’intuizione di Angelo Morelli e Chiara Fatai, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Comitato Organizzatore, per dare l’opportunità alla voce femminile di esprimere una testimonianza e di veicolare valori personali, sociali e culturali, in concomitanza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne fissata dall’ONU il 25 novembre. Ancora oggi sono sconfortanti i dati sul femminicidio in ambito familiare e affettivo, fenomeno trasversale a ceti sociali e culturali, alimentato da continui eclatanti fatti di cronaca.
Elemento caratterizzante il premio sono gli incontri delle scolaresche degli istituti superiori della provincia di Arezzo con le donne premiate che, con le loro storie, creano un substrato formativo per i giovani educandoli a gestire le emozioni. Le scolaresche partecipano anche al Concorso di borse di studio “Giù le mani. Il diritto di contare” elaborando analisi e proposte di contrasto alla violenza e di stimolo a un approccio consapevole con la realtà.
Il 24 novembre sono stati consegnati i premi nel corso della serata condotta dalla giornalista Monica Peruzzi, dedicata alla memoria di Masha Amini, arrestata e uccisa a Teheran nel 2022 dalla polizia religiosa per aver indossato l’hijab in modo scorretto, come affermano Angelo Morelli e Chiara Fatai: “Ricordando Masha Amini vogliamo ricordare tutte le donne che, a diverse latitudini, soffrono e non smettono di lottare per far librare alta la propria voce scuotendo l’opinione pubblica internazionale, perché qualsiasi forma di violenza e discriminazione è una negazione dei diritti umani”. Sponsor dell’evento Menchetti 1948.
“Donna per la pace” è la keniota Hon. Lady Justice Joyce Aluoch, ex giudice della Corte Penale Internazionale dell’Aia e dell’Alta Corte del Kenya, presidente del Comitato di esperti dell’Unione africana sui diritti e il benessere dell’infanzia.
Per “Diritti umani” c’è la giovane attivista iraniana Pegah Tashakkori.
“Donna Coraggio” è Grazia Biondi, vittima di violenza domestica e ispiratrice dell’Associazione Manden diritti civili e legalità che segue le donne nella fase di denuncia e difesa dalla violenza economica.
Due le premiate nella categoria “Impegno sociale e civile”: Annamaria Frustaci, sostituto procuratore della Repubblica del pool di Nicola Gratteri a Catanzaro e Tina Montinaro che con l’associazione Quarto Savona Quindici sostiene i valori di legalità e giustizia del marito Antonio, caposcorta del giudice Falcone, ucciso a Capaci.
Per “Ricerca scientifica” il premio è ritirato da Delia Goletti, specialista in malattie infettive presso l’Istituto Spallanzani di Roma, che svolge attività di ricerca focalizzata sulla tubercolosi.
“Imprenditoria per il sociale” è rappresentata da Olga Urbani, presidente del gruppo aziendale leader nel mondo del tartufo, mentre Monica Zanetti è espressione della “Parità di genere” come prima donna a far parte del team Ferrari.
Per “Informazione” il riconoscimento va a Daniela Simonetti, giornalista e autrice del libro inchiesta “Impunità di Gregge, sesso, bugie e omertà nel mondo dello sport” e a Josephine Alessio, volto del mattino in Rai.
Per “Donna e Sport” è premiata Anna Basta che ha denunciato le violenze psicologiche subite in Nazionale quando era Farfalla della ginnastica ritmica.
Il “Premio speciale S.O.S. Villaggi dei bambini” è assegnato a Glenda Pizzetti, coordinatrice del Programma Mamma e Bambino del Villaggio SOS di Saronno.
Premiato per i “Diritti umani’ anche Paolo Picchio, papà della prima vittima riconosciuta di cyberbullismo in Italia, ideatore della Fondazione Carolina dedicata alla memoria della figlia, che promuove la prevenzione del bullismo in rete e la salute digitale dei giovani.
“Di fronte ai fatti di cronaca delle ultime settimane, c’è oggi più che mai bisogno di parole e non di silenzi – commenta Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino – Eventi come il Premio Semplicemente Donna che, per il quinto anno consecutivo, torna a Castiglion Fiorentino, rivelano la propria utilità in termini di comunicazione e nella capacità di raccontare storie di successo, ma anche di estremo dolore”.
Quindici gli istituti superiori coinvolti, tra cui la sezione di Rondine, nella Cittadella della Pace.
Dal 2015 nel borgo di Rondine, sulla riva destra dell’Arno nella Riserva naturale di Ponte Buriano che appare alle spalle della Gioconda nel dipinto di Leonardo da Vinci, è in atto un progetto riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, di sperimentazione didattica per 30 studenti di tutta Italia del 4° anno dei Licei Classico, Scientifico e delle Scienze Umane che studiano insieme le materie comuni e separatamente quelle degli indirizzi curricolari, e convivono tutto il giorno coltivando la dimensione emotiva e relazionale, in un percorso di crescita umana e consapevolezza di sé e di benessere comune.
In questo borgo da molti anni è in atto un’altra sperimentazione che fa convivere ragazzi universitari provenienti da paesi in conflitto, che affrontano l’esperienza di superare pregiudizi e rancori lungo un percorso di educazione emotiva trasformando creativamente la contrapposizione col nemico, cosicché alla fine dei due anni di permanenza sono in grado di sviluppare una leadership nei propri Paesi dilaniati dalla guerra, promuovendo azioni e progetti finalizzati allo sviluppo e alla risoluzione del conflitto.
Questa esperienza avviata negli anni Novanta da Franco Vaccari, è sotto i riflettori internazionali e una delegazione il 2 dicembre andrà all’Onu.

