Michele Codoni a “Più Libri, Più Liberi”
Dal 4 all’8 dicembre 2021presso La Nuvola convention center di Roma si terrà la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria che ospiterà le proposte di oltre 500 editori.
Quale occasione migliore per acquistare doni da mettere sotto l’albero, scoprire nuovi autori, incontrarli di persona e partecipare a cinque giornate di eventi dedicati alla cultura?
Un’opportunità per conoscere uno dei poeti esordienti marchigiani, che ha pubblicato di recente la sua prima raccolta intitolata 4 Stagioni, edita da LuoghInteriori.
Ho avuto la fortuna di leggerla e di capire che per Michele Codoni la poesia è stata una scoperta meravigliosa, una vocazione latente.
Alcuni anni fa il maestro di musica e compositore Giorgio Iommi gli “regalò” due basi musicali e grazie a una collaborazione artistica con lui fino al 2016, M.C. scrisse oltre trenta brani di musica leggera, mettendoci dentro l’anima.
Fino a qualche anno fa pensava che l’espressione poetica in generale fosse in difficoltà, poi invece ha costatato che fra Toscana, Umbria e Marche la poesia pulsa… e oggi è pronto a scoprire le molte altre regioni che ospiteranno le presentazioni del suo libro.
Il poeta Codoni vive a Matelica (MC) cittadina incastonata nelle dolci colline dell’appennino umbro-marchigiano, dove trae ispirazione dal paesaggio ameno.
Ha partecipato a numerosi concorsi letterari e ha ottenuto una menzione speciale al Premio internazionale di Poesia PASSAPAROLA, dedicando i suoi versi al Sommo Poeta in occasione dei 700 anni dalla sua morte.
Intervistandolo ho scoperto un profondo amore per il creato, una delicatezza che traspare dai suoi occhi azzurri come il cielo di primavera, stagione che racconta con versi impregnati di sole, della luce della speranza.
Nella poesia SPEME si sente il legame con il colle dell’infinito, la sua ammirazione per Giacomo Leopardi, in particolare per i versi dell’idillio “La quiete dopo la tempesta”.
I pensieri di Michele sono colmi di speranza, specialmente in questo periodo … Afferma con convinzione che la natura è sempre “festante” ma siamo noi che spesso non riusciamo a partecipare … per questo la poesia è indispensabile per scoprire ciò che ogni stagione ci può donare: emozioni, sapori, odori, rumori particolari.
Nella danza delle foglie d’autunno al vento, fra le sfumature, i colori infiniti, i profumi non ancora soffocati dal freddo, M.C. sente la forza della vita.
Paragona l’atmosfera del preludio invernale a un buon vino stagionato da assaporare con calma, perché la felicità si ritrova nei suoni, nei silenzi e anche nelle ombre, nella poliedricità dell’esistere che sempre attende …
Raccogliamo il suo messaggio che ci invita a volare sopra la tempesta e a guardare sotto il “dimenarsi delle anime perse e vuote” non con superbia, piuttosto con compassione, con la lucida speranza che tutto passi … e con l’augurio che si ritorni presto a far festa.
SPEME
Nasce da un alito
come l’uomo da Dio
vaga per l’aria
come ogni pensier mio,
che vita migliore intende
se dà una carezza
ancor non pretende,
di sollievo n’è certezza.
Cerca, s’affanna,
lotta in fondo una luce
effimera galeotta
ad essa conduce
a maggior gloria
doman, men di ieri
nel cercar gioia
tra i miei pensieri.

