3° Festival del Carciofo Romanesco
3° Festival del Carciofo Romanesco dal 7 al 10 aprile 2024: “Semo romani, ma romaneschi di più!”
Il Portico d’Ottavia nel quartiere ebraico romano è luogo deputato per celebrare col Festival del Carciofo Romanesco un prodotto del territorio laziale e ingrediente fondamentale della tradizione culinaria romana e giudaico-romanesca.
Questo prodotto della terra è anche un alimento cardine della dieta mediterranea, che è base di un corretto stile di vita derivante da una sana alimentazione e svolge un importante ruolo di prevenzione.
Il mito narra come Zeus trasformò la ninfa Cynara dai capelli biondo cenere che lo aveva respinto, in un ortaggio spinoso dal cuore tenero. Originario del Mediterraneo orientale e diffuso in Europa dagli arabi, era già conosciuto da egizi, greci, etruschi e romani e Plinio il Vecchio ne elenca le proprietà curative.

A Roma vanta una lunga tradizione gastronomica, crudo o cotto “alla romana” e fritto croccante “alla giudìa”.
Nel tempo, la cucina sefardita ebraica si è fusa con quella romana, trasformando alimenti poveri nei piatti gustosi della cucina giudaico-romanesca, in cui il carciofo è ingrediente fondamentale di svariati piatti. Ricco di fibre e povero di calorie, contiene elevate quantità di sali minerali e la cinarina, polifenolo con elevate capacità antiossidanti che contrasta l’azione dannosa dei radicali liberi sulle cellule dell’organismo, ed è un ottimo depurativo per il fegato se consumato crudo, come spiegano i nutrizionisti.
La manifestazione nell’antico ghetto dove il prezioso ortaggio è orgoglio per i romani e attrazione per i turisti, all’insegna dello slogan “Semo romani, ma romaneschi di più!” mutuato dai versi del cantautore romano Lando Fiorini, è gemellata con la storica Sagra di Ladispoli che si tiene a metà mese. Questa edizione è estesa a quartieri e rioni storici come Campo de’ Fiori, Trevi e Ripa, per rilanciare turismo, agroalimentare e ristorazione con menù originali creati per le innumerevoli combinazioni del carciofo abbinati alle antiche ricette delle nonne.
Ideata da Confesercenti e promossa da Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Regione Lazio, Centro Agroalimentare Roma, Azienda speciale Agro Camera (Camera di Commercio di Roma), Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare-ISMEA, ARSIAL- Regione Lazio, Comune di Roma e I Municipio e Coldiretti, l’iniziativa verrà inaugurata con il taglio del nastro l’8 aprile alle 11 alla presenza anche del Ministro Francesco Lollobrigida e delle autorità locali. Fino al 10 aprile sulle tavole di oltre 20 ristoranti si serviranno piatti tradizionali e originali secondo l’inventiva degli chef. Gli organizzatori nutrono grandi aspettative dopo il successo degli anni scorsi, in cui l’edizione 2023 ha registrato 40mila carciofi consumati.
Allietati dagli stornelli dei figli di Alvaro Amici e dalle esibizioni di artisti di strada, romani e turisti potranno degustare svariati piatti nelle diverse versioni, dagli antipasti al dessert: vignarola con fave e asparagi, fettuccine e pasta corta, pasta fresca ripiena, abbacchio, coratella, frittate, baccalà, oltre alle versioni tradizionali dei carciofi alla romana e alla giudìa. A coronare i pasti ecco i dessert, con i gelati al gusto carciofo.
“Questo evento è un tributo all’identità culinaria del territorio romano che, oltre a celebrare il carattere unico del carciofo come simbolo delle nostre tradizioni, ci ricorda la maestria dei ristoratori nell’interpretarlo in piatti che mantengono intatto il gusto autentico che la storia ci tramanda. Promuovendo e preservando i prodotti di eccellenza, non solo favoriamo la ristorazione di qualità, ma anche un patrimonio culturale che si riflette nei sapori delle nostre tavole” sostiene Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Presso l’Universitas Mercatorum a Palazzo Costaguti, dopo i saluti del Rettore Giovanni Cannata che ha sottolineato come l’offerta gastronomica deve essere adeguata ai grandi flussi turistici che giungono a Roma, l’evento è stato presentato con gli interventi del Presidente Confesercenti Roma e Lazio Valter Giammaria; Assessore Regionale Agricoltura Regione Lazio Giancarlo Righini; Assessore Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Roma Capitale Alessandro Onorato; Presidente FIEPET Claudio Pica; Commissario straordinario ISMEA Livio Proietti; Presidente Assoturismo Roma Angelo Di Porto, moderati dal giornalista Daniel Della Seta, autore e conduttore della rubrica “L’Italia Che Va…” Radio RAI e della rubrica TV “In Punta di Forchetta”.
“Valorizzare e promuovere i nostri tesori, compresi quelli alimentari, è fondamentale per una città come Roma famosa nel mondo per il suo grande patrimonio storico e culturale ma anche per la sua cucina unica ed inimitabile – afferma l’assessore Alessandro Onorato – Dobbiamo offrire al turista motivi per tornare e questo appuntamento può diventare un’attrazione ulteriore che abbina l’aspetto popolare al light style”.
“Il carciofo romanesco – dichiara l’assessore Giancarlo Righini – rappresenta un’eccellenza del nostro territorio da tutelare e valorizzare. Questo evento ha la nostra approvazione e intendiamo accompagnarlo con politiche di sostegno che coinvolgano tutta la filiera agroalimentare, che deve diventare sempre più anche uno straordinario volano turistico ed economico”.
Sottolinea Valter Giammaria: “Noi ci adoperiamo per valorizzare il prodotto offerto dagli esercizi a turisti e cittadini: con questo Festival mettiamo al centro un prodotto del territorio, storico e genuino, rendendo la ristorazione un valore aggiunto nel godere delle meraviglie di Roma. Dovremmo creare le potenzialità per attrarre anche turismo altospendente, congressuale e fieristico con la centralità del Made in Italy”.
“Con il Festival del Carciofo Romanesco recuperiamo le tradizioni culinarie proponendo piatti in chiave moderna e innovativa per valorizzare la ristorazione, uno dei punti di forza dell’attrazione di Roma agli occhi dei turisti – evidenzia Livio Proietti – La cucina italiana, in attesa del riconoscimento quale patrimonio dell’Unesco, sancisce un legame tra il territorio e la popolazione, diventando un simbolo culturale oltre che un piacere per il palato. Nel 2023 il Pil è cresciuto anche grazie all’agroindustria”.
“Questa terza edizione ritengo sia una grande opportunità non solo per celebrare un prodotto che da millenni ha un legame ancestrale con la nostra città, sia nelle ricette tradizionali della nostra cucina romana che in abbinamento con il gelato, ma anche per cercare di inserire il carciofo romanesco all’interno di una visione di filiera molto più ampia” commenta Claudio Pica.
“Il festival si caratterizza per la possibilità di degustare il carciofo nelle diverse varianti in cui può essere proposto – aggiunge Angelo Di Porto – Inoltre, il quartiere ebraico nel cuore di Roma, dove le ricette del carciofo alla romana e alla giudìa sono nate e si sono tramandate, aggiunge un’atmosfera particolare all’esperienza sensoriale. Nei ristoranti che propongono la cucina giudaico-romanesca, infatti, si valorizza un patrimonio storico-culturale che evoca la cucina povera”.
I 20 ristoranti partecipano con un menù speciale al costo di € 35,00.
I locali e le offerte dei menù sono consultabili sul sito web: www.festivaldelcarcioforomanesco.com

