Alla scoperta di … Padria
Padria (Pàdria in sardo) è un comune italiano di 604 abitanti della provincia di Sassari, nell’antica regione del Meilogu. Dista 51 km da Alghero e 60 km da Sassari.
Il paese di Padria, adagiato a ridosso di tre caratteristici colli (San Giuseppe, San Paolo, San Pietro), è posto all’estremità nord-ovest della Sardegna. Il suo territorio è ricompreso nella parte centrale dell’area geografica denominata Valle del Temo. Confina a nord con i territori dei comuni di Monteleone Rocca Doria, Romana e Cossoine; a est con il comune di Mara; a sud e sud-est con quello di Pozzomaggiore e infine a ovest con i territori dei comuni di Bosa (OR) e Villanova Monteleone. Il territorio del comune di Padria ha una superficie di 48,03 km² e fa parte della sub-regione storica del Meilogu. È attraversato nell’agro dal fiume Temo, importante e principale corso d’acqua che nasce sul Monte Calarighe (Comune di Villanova Monteleone) e sfocia nella città di Bosa. Numerosi e importanti corsi d’acqua si immettono nel Temo; di particolare importanza è il fiume Su’ Entale, che segna a ovest il confine con i Comuni di Bosa e di Montresta. Quest’ultimo prima di immettersi nel Temo, attraversa un caratteristico “canyon” abbastanza profondo, della lunghezza di due chilometri, dando vita a delle bellissime cascate.
L’area fu abitata già nel Neolitico ed in epoca nuragica, per la presenza sul territorio di alcune domus de janas, tombe dei giganti e numerosi nuraghi.
Il paese attuale sorge su un sito sul quale vi sono tracce di insediamenti umani dall’epoca punica ed è stato identificato con Gurulis Vetus, corrispondente alla “Gouroulis Palaia” citata dal geografo greco Tolomeo. Nel territorio di Padria ci sono i resti di tre ponti romani denominati Ponte Ettòri, Ponte Ulumu e Ponte Enas e non lontano da questo ponte si trova un’antica miniera d’argento, ormai dismessa sfruttata in epoca romana, denominata Salghertalzu. Nell’antichità, secondo la leggenda, gli abitanti abbandonarono questo sito e fondarono Gurulis Nova, l’odierna Cuglieri alle pendici del Montiferru.
La villa di Padria è documentata nel periodo giudicale e apparteneva al giudicato di Torres, inserita nella curatoria di Cabuabbas, prima con l’antico nome di Gurulis Vetus e poi con quello attuale. Il paese ebbe inizialmente grande importanza e fu il capoluogo della curatoria, ma poi andò decadendo e il capoluogo fu spostato a Monteleone. Alla caduta del giudicato (1259) passò sotto la signoria dei Doria, e intorno al 1354 sotto il dominio aragonese, che successivamente incorporò il paese nella baronia di Bonvehì, concessa dal re d’Aragona Alfonso V il Magnanimo a Pietro Ferrer. Dai Ferrer la signoria passò successivamente agli Amat di San Filippo, ai quali il paese fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.
el territorio di Padria sono presenti ben 39 nuraghi, con una densità di 0,9 monumenti per km². Risultano spesso edificati nei pressi di corsi d’acqua e soprattutto ai bordi degli altopiani, a dominio delle ampie vallatte, in posizioni strategiche e ad ampio raggio visivo. L’unica tipologia attestata sembra essere quella a tholos. I nuraghi hanno prevalentemente impianto monotorre, in alcuni casi complesso, con torri laterali e addizioni. L’impianto più complesso si riscontra nel nuraghe Longu. Attorno ai nuraghi sono visibili, in diversi casi, i resti di capanne riconducibili a villaggi di grande estensione.
Feste e sagre
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Sant’Antonio Abate (17 gennaio)
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San Giuseppe (19 marzo)
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Festa del Primo Maggio (1º maggio)
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Santa Giulia (22 maggio)
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Sant’Antonio da Padova (2 ottobre)
http://www.comune.padria.ss.it/

