Conosciamo … Nervesa della Battaglia
Nervesa della Battaglia è un comune italiano di 6.557 abitanti della provincia di Treviso in Veneto.
Il comune di Nervesa della Battaglia occupa un’area di 34,97 km² alle pendici più orientali del colle del Montello, a un’altitudine di 78 m s.l.m..
È delimitato a est dal fiume Piave, che proprio in questo punto inizia il suo corso nella pianura veneta, dopo aver attraversato il Quartier del Piave.
Dista circa 20 km a nord di Treviso, e si trova a metà strada fra Montebelluna e Conegliano (entrambe le città distano circa 15 km) e confina a nord con Sernaglia della Battaglia, a est con Susegana e Santa Lucia di Piave, a sud con Spresiano e Arcade, a ovest con Giavera del Montello.
La presenza della civiltà romana è attestata dai numerosi reperti: nei pressi dell’abbazia di Sant’Eustachio furono ritrovate una colonna e la sepoltura di un liberto, risalenti al I secolo d.C. Si ipotizza che sul luogo sorgesse un fortilizio, mentre il territorio sottostante era coinvolto nella centuriazione di Treviso.
Nervisia viene documentata per la prima volta in una bolla imperiale del 954, nella quale Ottone III donava il territorio ai conti di Treviso, i Collalto. La storia di Nervesa rimarrà a lungo legata a questa famiglia, che avevano sede nei vicini castelli di Collalto e San Salvatore, presso Susegana.
Furono proprio alcuni rappresentanti della casata a fondare, nell’XI secolo, l’abbazia di Sant’Eustachio e, più tardi, la Certosa di San Girolamo. La prima va ricordata come notevole centro di cultura che ha ospitato diverse personalità quale Giovanni Della Casa, che qui compose il suo Galateo.
La Serenissima giunse nella zona nel 1339, ma è solo sul finire del secolo che avrà il controllo definitivo sul Trevigiano. Dal 1470 il Montello fu vincolato come patrimonio boschivo riservato all’Arsenale, con pene severissime contro lo sfruttamento di frodo.
Caduta la Repubblica, seguì un periodo di instabilità politica anche dopo l’istituzione del Regno Lombardo-Veneto con continui furti da parte dei bisnenti ovvero dei predoni di legna del Montello.
Con l’entrata del Veneto nel Regno d’Italia il bosco del Montello perse la sua secolare tutela: la legge Bertolini del 1892 lo divise in appezzamenti da concedere alle famiglie più indigenti, ma lo sfruttamento fu incontrollato e provocò danni irreparabili all’equilibrio ambientale. Secondo gli intenti della stessa legge, inoltre, il disboscamento avrebbe portato a nuovi fondi da sfruttare per l’agricoltura, ma la naturale acidità del terreno e il notevole carsismo vanificarono questi scopi. Gli abitanti rimasero poverissimi, tanto da essere soprannominati bisnent, “due volte niente”.
La situazione si aggravò dopo la Rotta di Caporetto e lo spostamento del fronte presso il Piave. Nervesa venne così rasa al suolo dai combattimenti, specie durante la Battaglia del solstizio combattuta nel giugno del 1918.
A questi eventi sono legati l’appellativo “della Battaglia”, aggiunto sotto il Ventennio, e la realizzazione del Sacrario del Montello.
https://www.comune.nervesa.tv.it/

