AMA – Biennale delle Arti
Arte + Maddaloni + Architettura
Maddaloni, alle porte di Caserta, detiene il primato della più grande tela dipinta del mondo, sul soffitto del salone del Convitto Nazionale Giordano Bruno, già Collegio Reale della provincia Terra di Lavoro nato per volere di Giuseppe Bonaparte. Su una superficie di oltre 700 mq, il “Trionfo della Fede sull’Eresia” è stato dipinto con la tecnica del telero nel 1756 dai fratelli Funaro.
Presso il Complesso Monumentale del Convitto è stata inaugurata la prima edizione della Biennale delle Arti AMA (Arte + Maddaloni + Architettura) dedicata alla rigenerazione urbana e culturale della città attraverso l’arte, il design e l’architettura contemporanea, curata da Luca Molinari, architetto, professore ordinario di Teoria e Progettazione architettonica presso l’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”.
Fino al 21 aprile un vasto programma di mostre, installazioni, eventi e performance di oltre 80 tra artisti, architetti e designer, offre centralità culturale a Maddaloni, intrecciando il patrimonio artistico e la storia millenaria della città con visioni contemporanee e nuovi linguaggi.

AMA raccoglie l’eredità della Biennale Internazionale di Grafica degli anni 1985 e 1987 dedicata alla memoria di Franco Imposimato, ucciso a Maddaloni in un agguato mafioso, ribadendo che “l’arte è contro tutte le mafie”, appellandosi alla cultura come strumento di rinascita urbana.
Nel salone del Convitto, l’esposizione “Nuovi racconti (per il futuro)” sviluppa un progetto di rigenerazione sociale e territoriale attraverso disegni, modelli e fotografie di architetti, designer, illustratori, fotografi italiani e internazionali, che intrecciano il realismo verso il presente a una visione rivolta al futuro come spazio di rigenerazione. L’allestimento, curato da Simona Ottieri e Concetta Tavoletta secondo un pensiero ecologico, potrà essere riutilizzato dal Comune.
Nel cortile, la paesaggista Annalisa Metta insieme al filosofo Felice Cimatti ha ideato l’installazione site-specific “In stato di grazia” che celebra la presenza dell’albero di limone dedicato a San Francesco con fili dorati all’altezza originaria in cui fu messo a dimora il limone, da cui pendono sagome di animali e frutti, come ex-voto che brillano e tintinnano incantando i bambini della scuola.
L’installazione “Seduti sotto un telaio dorato” di Cherubino Gambardella trasforma il sagrato della Chiesa di San Pietro in luogo di sosta e incontro. Sulla facciata della futura sede del Comune, il murale “Senza Riparo” di Francisco Bosoletti, realizzato in anteprima per Art Days 2024, raffigura il volto di una donna ispirato a reperti antichi, simbolo di un sogno di futuro.
Il secondo polo espositivo è ospitato presso il Museo Civico con la mostra “Nuovi racconti. Quando l’antico e il presente si abbracciano”, dove accanto ai reperti storici sono collocate opere in ceramica di Studio17, Astrid Luglio, Elena Cutolo e BRH+ accostando il passato al presente, mentre le immagini “Maddaloni velata” del fotografo Pasquale Carangelo offrono uno sguardo familiare e trasognato sul territorio.
La Chiesa seicentesca di Santa Maria dei Comandati accoglie “Nuovi racconti (per San Michele e il cielo tutto!)”, progetto site-specific che, con sguardo critico sul presente, esplora la relazione tra arte, spiritualità e memoria urbana. “Albanova” è lo stendardo posto sull’altare realizzato da Teresa Antignani con le donne della famiglia materna, reinterpretando al femminile il culto di San Michele Arcangelo patrono di Maddaloni; i due arazzi in seta di San Leucio “La voce del vento” ed “Eco dal futuro” di Roberto Amoroso evocano un futuro possibile, “Vela celeste” di Fabrizio Vatieri impone una riflessione urbana e politica sul tragico crollo del ballatoio della Vela Celeste a Scampia nel luglio 2024 che produsse tre morti e 800 sfollati; le pitture su vetro di Roberto di Alicudi reinterpretano il sacro con ironia e devozione. Il percorso espositivo prosegue nella Chiesa di San Giovanni e nella Cappella Congrega Ipogea con le video installazioni di Francesco Jodice e Adrian Paci sulla bellezza dimenticata e le antiche tradizioni.
Un’opera rimarrà alla città, per costruire negli anni un patrimonio condiviso.

Il Sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo all’inaugurazione ha dichiarato: “La Biennale è il tentativo di rinascita culturale e sociale valorizzando il grande patrimonio artistico di Maddaloni, affinché innanzitutto i cittadini si riapproprino delle proprie radici e delle proprie tradizioni. L’abbiamo dedicata al concittadino Franco Imposimato, vittima della barbarie mafioso-camorristica nel 1983, riprendendo l’iniziativa delle edizioni 1985 e 1987, in un processo virtuoso che rinsaldi le ragioni della legalità con la bellezza delle nostre emergenze storiche e architettoniche, per mantenere viva la memoria di un uomo simbolo della nostra comunità operosa, attiva e solidale. Vogliamo educare i giovani alla bellezza, che è antidoto alle devianze che prosperano nel degrado urbano, augurandoci che questa terra possa tornare a essere Campania felix”.
“AMA delinea una traiettoria culturale, anticipando la Biennale di Venezia, che unisce la forza rigenerante dell’arte alla contemporaneità raccogliendo l’eredità di una città che è stata etrusca, sannita e romana. Questa manifestazione costruisce un’idea di bellezza consentendo al territorio di esprimere le sue qualità, in una terra di lavoro dove Luigi Vanvitelli ha lasciato rilevanti segni di progettazione dello spazio” sono le parole di Mariano Nuzzo, Soprintendente ABAP dell’Area metropolitana di Napoli e Caserta.
“La Biennale è un Festival delle Arti. Quando il Comune di Maddaloni mi ha invitato a curare questa nuova biennale, ho accettato immaginandola come un’opportunità di rinascita urbana, il cui primo atto è quello di rigenerare gli occhi e le menti dei cittadini sulla qualità del loro territorio. – afferma Luca Molinari, direttore artistico di AMA – AMA trasforma spazi storici in ambienti espositivi dove gli interventi artistici dialogano con la storia del luogo, invitando il pubblico a riscoprire angoli e dettagli spesso trascurati. AMA è il primo passo con cui il Comune di Maddaloni ha deciso di seguire la via della cultura come risorsa sociale, ambientale, culturale ed economica, per un territorio che vuole ritrovarsi e rinascere”.
La Biennale delle Arti AMA è un progetto promosso dal Comune di Maddaloni, col patrocinio della Regione Campania e del Consiglio Regionale della Campania. È organizzata con la collaborazione e il supporto del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Caserta, dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Napoli. Si ringrazia il FAI Campania.
Sono 30 gli autori campani, 12 collettivi e 15 studi professionali, e artisti di varie generazioni provenienti da Argentina, Austria, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Libano, Olanda, Regno Unito, Turchia e Ungheria.
Convitto Nazionale “G. Bruno” – Maddaloni, Via S. Francesco D’Assisi, 119.
AMA – Biennale delle Arti per la Rigenerazione della Città di Maddaloni è aperta al pubblico fino al 21 aprile nei fine settimana dal venerdì alla domenica
Dal lunedì al giovedì sarà possibile prenotare per visitare le Mostre di AMA inviando una mail a
calatia@hotmail.it

