Giuseppe, uomo dei sogni ma non sognatore
La Santa Famiglia di Nazaret è tale non solo perché c’è Gesù, ma anche perché Giuseppe e Maria si lasciano condurre da Dio nelle scelte più significative e importanti. Dio abita in mezzo a loro e ispira ogni decisione. E così, per la terza volta, Giuseppe obbedisce a quanto Dio gli suggerisce. Dio, ancora una volta, gli parla in sogno e Giuseppe, uomo dei sogni ma non sognatore, «\si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode». La santa Famiglia è una famiglia concreta, che si trova ad affrontare disagi di ogni tipo, dalle peripezie legate al momento della nascita di Gesù alla necessità di lasciare la propria terra per trovare rifugio in un paese straniero. È una famiglia che vive le gioie e i dolori di ogni famiglia, ma con una marcia in più, la fiducia in Dio, che guida e sostiene l’amore, l’impegno, il sacrificio, la comunione. L’affidamento senza tentennamenti al Signore Dio è il segreto per navigare tra i marosi della vita uniti nell’amore.
don Antonio Sozzo
Termine del Giubileo nelle Chiese particolari
Il Giubileo 2025 volge al termine. Oggi vede il solenne rito della chiusura delle Porte Sante nelle basiliche di San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura a Roma, mentre nelle diocesi di tutto il mondo il Vescovo concluderà l’Anno Santo con un apposito rito celebrato in cattedrale. Rimarrà aperta fino al 6 gennaio prossimo la Porta Santa della basilica di San Pietro in Vaticano quando sarà chiusa alla presenza del Papa.
Come cristiani siamo consapevoli dell’attenzione necessaria nel fare bilanci: qualsiasi giudizio umano rischia di essere parziale. Nell’esame di coscienza riconosciamo non soltanto i nostri peccati, ma anche la grazia del perdono di Dio che, nella sua dinamicità e potenza, è capace veramente di trasformare i cuori e renderci santi. Allo stesso modo, quando si tratta di valutare la Chiesa nella storia, non guardiamo tanto ai singoli avvenimenti quanto al primato della grazia: la Chiesa è di Dio, e lui la porta dove vuole. Tenuto conto di questo, nel chiederci come abbiamo vissuto questo Anno Santo dobbiamo evitare di concludere con un bilancio pessimistico. Papa Francesco aveva scelto d’incentrare il Giubileo 2025 sulla virtù teologale della speranza, scegliendo come motto Pellegrini di Speranza. Di qui seguono alcune domande. Abbiamo saputo in qualche modo fare nostro questo motto? Siamo più consapevoli di essere pellegrini in questo mondo in cammino verso Cristo? Sappiamo che il nostro camminare non è un vagare nel deserto, ma è vivere quotidianamente delle promesse di Cristo, anche quando il mondo fa di tutto per oscurare il volto di Dio? Domande di questo tipo rischiano, però, di essere anch’esse parziali perché a monte ce n’è una molto più importante, celata, con la sua risposta, nel cuore di ognuno di noi: veramente amiamo Dio in Gesù Cristo e amiamo i nostri fratelli per causa sua? Alla fine, è l’amore la misura più vera del cristiano e il canone di ogni nostro agire.
iubilaeum2025.va

