Lo stato della lirica in Italia
Il 2025 ha segnato un’ottima annata nel settore della lirica nel Bel Paese. Numeri da record per un settore alla ribalta
Nel 2025 i teatri lirici italiani hanno registrato risultati straordinari, segnando un ritorno deciso del pubblico verso l’opera, il balletto e la musica sinfonica. Il caso più emblematico è quello del Teatro alla Scala di Milano, che ha raggiunto incassi pari a 40 milioni di euro, un traguardo che conferma la vitalità della sua programmazione e l’interesse crescente sia dei milanesi sia dei numerosi visitatori che affollano la città durante tutto l’anno. Già nel 2024 le quattordici fondazioni liriche italiane – tra cui il Regio di Torino, la Fenice di Venezia, il Carlo Felice di Genova, il Teatro dell’Opera di Roma e il San Carlo di Napoli.

Il clima positivo ha favorito una maggiore apertura alla sperimentazione e all’ampliamento del repertorio, anche se non mancano timori legati alla possibile riforma dell’assetto delle fondazioni liriche prevista nelle bozze del nuovo codice dello spettacolo.
Nel dettaglio, la Scala ha chiuso il 2025 con un incremento del 7,3% rispetto all’anno precedente, cui si aggiungono i 3,4 milioni generati dal Museo Teatrale. Un risultato che, secondo il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, premia una linea artistica capace di affiancare i grandi titoli del repertorio a opere contemporanee come Il nome della rosa di Francesco Filidei e a scelte meno consuete, come Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitri Šostakovič, inaugurazione della stagione 2025-26. A ciò si somma una strategia promozionale radicata nel territorio e sostenuta da solide collaborazioni con il tessuto imprenditoriale locale, elemento decisivo nel consolidare il rapporto tra la città e il suo teatro più rappresentativo.

