Golden State Youth Orchestra: dall’America a Parma
Si rinnova l’appuntamento con la Golden State Youth Orchestra dagli States, diretta dal Maestro Yun Song Tay. Per la prima volta a Parma, il concerto si terrà il 18 giugno 2026 presso l’Auditorium Niccolò Paganini. Lodevole l’impegno della GSYO, che offre a giovani musicisti l’opportunità di esibirsi in contesti internazionali, formandoli per la futura professione in ambito musicale. Altro aspetto importante è lo scopo della serata: il ricavato del concerto di beneficenza andrà a finanziare il progetto di musicoterapia dell’associazione “La musica di Angela ETS” e le attività sportive inclusive della “Polisportiva Gioco Parma ODV”. Ne parliamo con il Direttore Artistico della Golden State Youth Orchestra dal 2022, il Maestro Yun Song Tay.
Buongiorno Maestro, ci può descrivere la tournée 2026 della Golden State Youth Orchestra?
Sì! Siamo molto entusiasti di esibirci all’Auditorium Niccolò Paganini. In realtà quella è solo la nostra prima tappa. Viaggeremo ed eseguiremo concerti a Treviso, Lubiana e Zagabria. È sempre emozionante spostarsi come un’orchestra di 120 elementi e, oltre alle esibizioni, questo è un momento prezioso di scambio culturale, scoperta e unione del gruppo. Il nostro tour internazionale è solitamente il momento più significativo della carriera dei nostri studenti con noi.
Ci può indicare il repertorio scelto e il criterio della selezione?
Il brano principale del programma è I pini di Roma di Respighi, un pezzo che il nostro pubblico italiano probabilmente conosce bene. In California raramente abbiamo l’occasione di suonare in sale così imponenti, quindi ho pensato che I pini di Roma fosse il candidato perfetto per sfruttare appieno i vantaggi acustici di una sala europea. Ho abbinato il brano a Tales from the Aviary di Jordan Jinosko, una composizione molto recente, scritta appena quattro anni fa, che si integra perfettamente con I pini di Roma. Entrambi i pezzi sono pittorici, ispirati e ispiranti come musica da film, e condividono un legame con la natura e con il mondo degli uccelli. Nel programma figurano anche l’Overture The Wasps di Vaughan Williams, la Marcia Slava di Čajkovskij e l’Intermedio da La boda de Luis Alonso di Giménez. Naturalmente abbiamo preparato anche un bis a sorpresa per il nostro pubblico, che però non rivelerò ancora.
L’arte al servizio del sociale: come vede questo collegamento?
L’arte è inevitabilmente legata alla società: ne è al tempo stesso causa ed effetto. La musica scritta dai compositori nasce direttamente dalle loro esperienze di vita e dal contesto in cui vivono. Credo che questo legame non possa mai essere spezzato. Vedo sempre l’orchestra come un’entità al servizio della comunità: che si tratti di offrire formazione ai giovani musicisti, sollievo emotivo o entusiasmo al nostro pubblico, il suo ruolo va ben oltre la musica in sé. Per questo siamo particolarmente felici e onorati di dare un significato ancora più profondo alla nostra esibizione partecipando al concerto e all’evento di beneficenza organizzati da “La musica di Angela ETS”.

Che cos’è per lei la Musica?
Per me la musica è come l’aria e l’acqua: ne ho bisogno per vivere. Come educatore, sono felice di trasmettere questa sete d’arte ai miei studenti.
Ci parli un po’ di lei.
Sono originario di Singapore. I miei studi musicali sono iniziati ad Amsterdam, nei Paesi Bassi. Ho trascorso quattro anni in Europa per completare il mio percorso universitario, prima di trasferirmi negli Stati Uniti per proseguire la mia formazione. Ho avuto il grande privilegio di lavorare e vivere in tre diversi continenti, assorbendo la ricchezza culturale che ciascun luogo aveva da offrire.
La Golden State Youth Orchestra è una realtà consolidata di cui lei ricopre la carica di Direttore Artistico; ci può fare una panoramica di questa realtà?
La Golden State Youth Orchestra è una delle principali organizzazioni musicali giovanili della San Francisco Bay Area, dedicata a offrire una formazione orchestrale di alta qualità e opportunità di esibizione ai giovani musicisti. GSYO accoglie oltre 450 studenti provenienti da più di 100 scuole della regione, attraverso un percorso progressivo di ensemble che va dagli archi per principianti alle orchestre sinfoniche e a fiati di livello avanzato. L’organizzazione pone grande attenzione sia all’eccellenza artistica sia all’educazione musicale, offrendo prove settimanali, sezionali con professionisti, musica da camera, masterclass, ritiri e opportunità di tournée. La sua orchestra di punta, la Symphony Orchestra, insieme agli altri ensemble avanzati, esegue il grande repertorio orchestrale nelle principali sale da concerto della Bay Area, preparando gli studenti agli studi universitari di musica, alla formazione in conservatorio e a un rapporto duraturo con la musica, promuovendo al tempo stesso disciplina, collaborazione e capacità di leadership attraverso la pratica orchestrale.
Si nota un forte valore pedagogico nel dare a giovani talenti la possibilità di calcare il palcoscenico al di fuori del proprio Paese. Qual è la sua visione in merito?
Assolutamente. Anch’io ho viaggiato in Italia, a Firenze, nel 2008 con la mia orchestra giovanile. È stata un’esperienza indimenticabile e, per me, un vero e proprio viaggio che ha aperto gli occhi dal punto di vista culturale. Ricordo in particolare il pubblico europeo: più entusiasta rispetto a quello di casa. Credo che, come musicisti, viviamo attraverso ogni brano che eseguiamo. Ogni volta che interpretiamo una composizione, cerchiamo di comprenderne le intenzioni, la vita del compositore e le persone e le esperienze che hanno plasmato la sua musica. Non c’è modo migliore per comprendere davvero la Musica Classica che viaggiare in Europa, il luogo in cui tutto è cominciato.
In Italia ormai lei è di casa, ma a Parma è la sua prima volta: cosa si aspetta dalle Terre di Verdi?
Beh, non esiste esempio migliore di un compositore profondamente legato alla società di Giuseppe Verdi. La sua musica rappresenta l’Italia, e ho sempre studiato come sia diventata il simbolo del patriottismo e dell’unificazione italiana nel XIX secolo. È per me un privilegio e un onore poter finalmente visitare la “terra di Verdi”.
Sono stati molti i tour nel Vecchio Continente. Una curiosità: come ha trovato il pubblico italiano ed europeo?
Credo di aver già risposto in parte a questa domanda, ma vorrei approfondire. Ho trascorso personalmente quattro anni in Europa, quindi comprendo bene l’importanza che la Musica Classica riveste qui rispetto ad altre parti del mondo. A Singapore, infatti, si dice spesso che, se si vuole davvero imparare la Musica Classica, bisogna trascorrere del tempo in Europa per assorbire i “nutrienti” della musica che si respirano nell’aria. La Musica Classica è una componente fondamentale della vita europea, proprio come la musica di Verdi rappresenta l’identità italiana. In termini molto generali, ho trovato che il pubblico europeo apprezzi maggiormente la Musica Classica e provenga dai contesti più diversi. Negli Stati Uniti, invece, si nota spesso un nucleo più ristretto di appassionati che frequentano regolarmente i concerti. Alla GSYO siamo felici di esibirci per i genitori dei nostri studenti, che possono essere o meno familiari con la Musica Classica.
Quali sono i suoi progetti per il futuro?
La programmazione per la prossima stagione è già in pieno svolgimento. Stiamo definendo il repertorio, l’ordine dei brani e preparando tutte le parti. Il nostro ritiro annuale inizierà ad agosto, un appuntamento che attendiamo sempre con entusiasmo. E sì, c’è un’altra bella notizia: il nostro ensemble associato, la Camilla Kolchinsky Orchestra, viaggerà a New Orleans nel febbraio 2027. Ancora una volta, quindi, ci aspetta un’avventura musicale in tournée!

