L’imitazione di Cristo
I farisei, dopo aver visto Gesù ridurre al silenzio i sadducei, lo interrogano per conoscere qual è il più grande comandamento della Legge (Vangelo).
Gesù va dritto al cuore della rivelazione: l’amore per Dio e l’amore per il prossimo.
Dio si dona per primo con tutto sé stesso – nella creazione, nell’Alleanza, nell’incarnazione, sulla croce e nella risurrezione. A questo amore senza riserve siamo chiamati a rispondere con il tutto di noi stessi: cuore, anima e mente, senza divisioni né mezze misure. Si tratta di un amore che coinvolge l’intera persona e non lascia spazio agli idoli.
Come ricorda san Paolo, la conversione consiste nell’abbandonare gli idoli per servire il Dio vivo e vero (II Lettura). Questo servizio, che nasce dall’amore per Dio, si prolunga inevitabilmente nell’amore verso il prossimo.
Dio stesso si fa difensore dei più deboli e chiede al suo popolo giustizia e misericordia (I Lettura).
Gesù unisce indissolubilmente i due comandamenti, mostrando che l’amore per Dio non può mai separarsi da quello per il fratello. Solo rispondendo con il tutto di noi al tutto del suo amore, la nostra vita diventa Cristo in noi e noi in Cristo.
don Michele G. D’Agostino, ssp
Senso di Cristo e desiderio del Vangelo
Il breve testo “L’imitazione di Cristo” è un vero best seller della letteratura religiosa.
Incerta è l’attribuzione dell’autore dell’originale latino (De imitatione Christi), contesa dagli studiosi tra l’abate benedettino di Vercelli Giovanni Gersen nel XIII secolo e il frate agostiniano renano Tommaso da Kempis († 1471). Il contenuto, il linguaggio e lo stile riflettono il clima della spiritua lità monastica, ma la sua destinazione si allarga a tutti quelli che desiderano progredire nell’esperienza dell’amore di Cristo, attraverso l’ascolto della sua voce e l’imitazione della sua vita. Fra i tanti che, lungo i secoli lo hanno utilizzato, vi sono i nomi di santa Teresa di Lisieux, di san Giovanni XXIII e di san Paolo VI.
La particolarità di questo testo consiste nell’accompagnare in un itinerario ascetico, esigente e concreto, che conduce dall’uomo vecchio all’uomo nuovo”, all’unione intima e trasformante con la persona di Cristo. Le 4 parti (Libri) di cui è composto si aprono con Consigli utili per la vita spirituale (I), che vuole favorire la disposizione di un cuore umile e penitente che si nutre della parola di Dio e ama la solitudine e il silenzio, seguono Consigli che guidano la vita interiore (II), con i quali si addita la via maestra della croce per giungere al regno dei cieli; la parte Sulla consolazione interiore (III) incoraggia a praticare il colloquio con Cristo, mediante il combattimento spirituale contro le cattive inclinazioni e la pratica del discernimento; l’ultima parte è dedicata a Il sacramento dell’Eucaristia (IV), raccomandando la comunione frequente e offrendo suggerimenti preziosi per vivere intensa- mente l’incontro eucaristico con Gesù Cristo.
Si tratta, dunque, di un testo che merita ancora oggi di essere letto e meditato, e il cui valore permane nello spronarci a non accontentarsi di una vita cristiana mediocre, ma a progredire nella conoscenza di Cristo e nella sua imitazione.
don Giuseppe Militello

