Francesco Cilea e il soprano Lenny Lorenzani
Musica da riscoprire: Francesco Cilea
Sensibili ai compositori caduti nell’oblio, oggi parliamo di Francesco Cilea (1866 – 1950): esponente del Verismo, compose cinque opere, due tra queste note ed eseguite: Arlesiana e Adriana Lecouveur. Ad alcuni brani per pianoforte e alle arie da camera è dedicato un nuovo progetto discografico. Intervistiamo il soprano Lenny Lorenzani, voce e anima del progetto.
Com è iniziato il progetto e com è ricaduta la scelta su Francesco Cilea?
L’amore per Cilea deriva dalla confidenza sia con il personaggio di Adriana Lecouveur che la sua musica, ricercata nelle sonorità, levigata per anni dal suo autore, italiana nella linea melodica spiegata. Il 2016 è stata la ricorrenza dei 150 anni della nascita del compositore e per quella occasione Ricordi ha dato alla stampa un libro di 16 liriche da camera per voce e pianoforte, sei brani sacri per organico misto e sei vocalizzi da studio. La mia personale curiosità fu tanta e mi precipitai all’acquisto e allo studio; con David Boldrini riuscimmo subito ad interessare la prima casa discografica per una registrazione, che a tutti gli effetti era una prima esecuzione mondiale.
Se da un lato la linea del pianoforte è a servizio della voce e la scrittura di Cilea attenta a questo, sul piano vocale come sono le arie da camera?
Bisogna ricordare che la produzione delle arie da camera abbraccia mezzo secolo di vita dell’autore e attraversa, nel panorama musicale nazionale e sovranazionale, diversi stili ed evoluzioni personali. Al contrario, in circa 15 anni lui compose già le sue cinque opere, trascorrendo il resto della vita ad attente revisioni delle stesse. Le arie da camera sono piccoli brani di occasione, spesso editi separatamente per Curci o Ricordi su testi di poeti contemporanei all’autore, che erano in relazione parentale o amicale con lo stesso. Il primo lavoro giovanile, “Romanza” scritta a 17 anni per il Conservatorio è di chiara ispirazione belliniana con un accompagnamento in sestine mentre la linea del canto si mantiene omogenea nel registro centrale, senza le fratture e i salti vocali ardui e repentini tipici delle composizioni tarde e della guerra. Per esempio in “Salute, o genti umane affaticate!” nelle due versioni del 1939e 1943 la linea melodica, dove non è interrotta, subisce veloci incursioni nel registro grave per riprendere quota nella tensione delle parole in un registro medio acuto. In questo caso al pianoforte viene riservato un ruolo attoriale, non di accompagnatore ma di cesellatore di un messaggio artistico.
Ricordiamo che Cilea è un esponete del Verismo, ha trovato difficoltà ad approcciarsi al suo stile?
Procedendo insieme al pianista nello studio delle arie ci siamo sempre più resi conto di quanto fosse particolareggiata la scrittura del nostro autore, guidata ogni intenzione, ogni scelta dinamica, tra brusche frenate in cui non veniva concesso uno sfogo vocale, e cambiamenti agogici. Cilea dipinge a più riprese ogni suo bozzetto da camera, lo cesella, lo impreziosisce di scelte armoniche non banali. Del suo cantante sfrutta ogni possibilità vocale, dalla tensione del testo, sottolineata da scelte di registro utilizzato, a un breve abbandono, poiché come lui stesso disse in una intervista nel 1913: ”Il vero strumento d’espressione delle passioni è la divina voce umana, con la quale nessuno strumento potrà mai rivaleggiare”. E’ una sfida da accogliere e la difficoltà maggiore quella di mantenere la bellezza del canto unità all’espressività.
Parlando del disco: come stanno procedendo i lavori?
L’importante etichetta Brilliant ci ha concesso a giugno la possibilità di incidere con il curatore del Fondo Cilea 2022, Raffaele Cacciola, una selezione tra liriche e arie sacre le più riuscite tra quante, già da alcuni anni in integrale, studiate ed eseguite dal nostro duo. Ci sarà una buona alternanza tra brani vocali e strumentali all’interno del disco e una fantasia inedita di D. Boldrini su temi di Cilea.
Dal suo punto di vista qual è l’importanza di riportare in auge questo compositore?
Francesco Cilea fu un uomo importante del suo tempo, un grande didatta, un direttore di Conservatori, un punto di riferimento di studio per molti famosi cantanti lirici. Fu un uomo sorridente e schivo, riservato ma costantemente presente per gli allievi nell’assiduo studio e tenne a battesimo molte voci del passato. Ciò che mi impressiona è la percezione della cura di ogni relazione con i musicisti e gli uomini di cultura del suo tempo e di ogni dettaglio che traspare dalla scrittura musicale. E’ una figura preziosa a mio avviso, portatrice di valori ormai perduti, come la figura del “Maestro”, fonte di certezze e ispirazione, approdo sicuro in mare in tempesta e chiarezza razionale.
Veniamo a lei, una cantante lirica, un soprano. Diplomata in pianoforte e canto lirico si è perfezionata sulla liederistica. Ha partecipato a numerose produzioni operistiche, in Italia, Francia, Brasile. Ripercorrendo la sua carriera quali sono stati i punti salienti per lei e per la sua attività?
Il diploma in pianoforte come lo studio della liederistica, la frequentazione di accademie teatrali ed esperienze di narrazione in prosa hanno concorso in egual misura a una maggiore comprensione del teatro lirico, per me, esempio massimo di sintesi artistica. Mentre alla tastiera il corpo è legato, vincolato ad uno strumento, sul palcoscenico è libero di muoversi e di giocare con altri corpi in movimento. E’ in questa dimensione di libertà che tutti gli altri saperi pregressi si sono fusi armonicamente.
Con quale repertorio si trova più a suo agio?
Ho per mia fortuna una voce versatile, con facilità di agilità, ottime note di registro grave, acuti a lama tagliente e tre ottave di estensione. Amo ed eseguo Mozart come Puccini, Mascagni o Verdi. Posso facilmente spaziare tra un repertorio leggero e uno più pieno e drammatico.
Ma riesce lei è anche pianista come a conciliare i due ambiti?
Fin da quando ero ragazza non ho mai abbandonato l’insegnamento del pianoforte, soprattutto sulla prima infanzia, di cui sono una buona esperta didatta. Di recente sono tornata in pubblico con una formazione in duo pianistico che spero possa avere seguito. Ci sono alcune proposte ma fino a che non avrò certezze per scaramanzia non svelerò luoghi e date. Così vale per un altro progetto vocale discografico di cui spero darvi contezza presto. Questo attuale disco di Cilea verrà anticipato nella sua uscita con un concerto dedicato a Radio Tre Suite che verrà registrato a Tropea il 18 giugno e trasmesso in radio successivamente.

