Andiamo a conoscere Racconigi
Racconigi è un comune italiano di 9.815 abitanti della provincia di Cuneo in Piemonte. È noto ai più per il suo castello, residenza dei reali sabaudi, dove nacque l’ultimo re d’Italia Umberto II.
Racconigi si trova nella pianura alluvionale che, stretta tra le ultime propaggini delle alpi Cozie e delle colline del Roero, si estende tra Torino e Cuneo. In termini più specifici si tratta di un altipiano posto ad un’altezza che varia tra i 180 e i 400 metri s.l.m. Posto al limite settentrionale della provincia di Cuneo, il territorio comunale è prevalentemente pianeggiante e si estende su una superficie di poco più di 48 km², ad un’altezza media di 260 m s.l.m. Sono assenti rilievi. Il territorio è leggermente declinante in direzione nord.
Viene attraversato dal torrente Maira, dal suo tributario Mellea e da numerosi canali. Al confine settentrionale del comune si trova la foce del Maira che confluisce nel Po. La zona è ricca di risorgive e il terreno, tra i più fertili della provincia, è adatto alla coltivazione intensiva di prodotti cerealicoli. I boschi che un tempo ricoprivano gran parte della campagna sono stati sostituiti da piantagioni di pioppi. Sebbene frutto dell’opera dell’uomo, è notevole il bosco-parco del castello di Racconigi che si estende per circa 180 ettari con piante autoctone che superano i 150 anni di età.
Dal 1985 è stato istituito in via Stramiano il Centro cicogne e anatidi Racconigi per la protezione della fauna avicola e la reintroduzione di specie in via di estinzione come la cicogna bianca e il gobbo rugginoso.
Il territorio di Racconigi fu abitato già in epoca romana come testimoniano alcune tombe a cappuccina rinvenute nei pressi della città e un’epigrafe un tempo murata sull’ex pieve di San Dalmazzo. L’area era abitata dalla tribù dei Vagienni che, dopo la romanizzazione del territorio, ebbero come principale centro Augusta Bagiennorum. Era posta sulla direttrice che collegava Alba Pompeia e Pollentia con Augusta Taurinorum. Il luogo in quel periodo era occupato in gran parte da boschi e acquitrini.
Il paese, tuttavia, ha origine medioevale. I primi documenti in cui è citato il nome di Racconigi risalgono all’anno Mille. La prima attestazione del toponimo appare nel 959 nella forma “Racunese”, in cui è evidente l’originario suffisso -ensem; più tardi compaiono Racunis (1075), Raconisio (1080); il suffisso citato è probabilmente aggiunto a “Racco-onis”, un antroponimo germanico (ossia longobardo) poi latinizzato.
Nel 1004 è citata per la prima volta la presenza in loco di un fortilizio, da cui deriverà poi il castello. Nel 1064 il territorio racconigese appare nominato in un atto di donazione della marchesa Adelaide di Susa a favore dell’abbazia di Santa Maria di Pinerolo.
Inizialmente il paese era posto più a est dell’attuale centro in prossimità della pieve si San Dalmazzo, distrutta nel XIX secolo.
La comunità inizia ben presto a strutturarsi attorno al castello fortificato e sorgono i primi elementi di vita comunale. Nei secoli fu feudo di diverse famiglie. All’inizio dell’anno 1000 risulta possedimento dei Monaci di Nonantola. Passò poi in mano ai Conti di Pombia (1034) e di Romagnano per poi diventare proprietà del Marchese di Saluzzo (1175).
Tra il 1186 e 1198 cominciarono a svilupparsi i primi segni di esperienza comunale a Racconigi. Il 12 dicembre 1198 la Comunità di Racconigi firma un atto con il marchese di Saluzzo Manfredo II in cui si impegnava annualmente a versare, in cambio di libertà e franchigie, cento mogge di grano e ottanta lire astensi Fino al XV secolo rimase importante feudo marchionale per il quale rappresentò un baluardo per i confini settentrionali del Marchesato. Tra il 1260 e il 1290 furono edificate le mura a difesa del borgo.
Nel 1300 Racconigi istituì il primo consiglio comunale ante litteram. Tale istituto, con il compito di gestire la vita comunitaria si riuniva nella chiesa di Santa Maria de Castro e, dopo aver ascoltato messa, proceda a votare i diversi argomenti all’ordine del giorno. Nel 1414, con l’estinzione dei signori di Acaia, la città, che contava allora circa 2000 abitanti, divenne feudo dei Savoia-Racconigi. Tra il 1420 e il 1430 con l’approvazione dei Savoia, Racconigi mise per iscritto il primo Statuto Comunale, il cosiddetto Libro della Catena. Esso consisteva in circa 90 articoli in cui venivano disciplinati i vari settori della vita socio-economico-politica del comune. L’Ottocento vide una nuova e triste epidemia di colera abbattersi su Racconigi nell’estate del 1835. Secondo le testimonianze dell’epoca, il numero di morti giornalieri superava le due dozzine.
Con l’ascesa al trono di Carlo Alberto di Savoia-Carignano si iniziarono nuovi lavori di espansione del castello con la demolizione degli edifici antistanti e la costruzione della piazza intitolata al sovrano. Nel 1832 Racconigi ottenne dal sovrano il titolo di città e fu eretto il nuovo Palazzo di Città.

