Mario Marcarini e Gianni Schicchi
Un qualcosa di speciale per il fine stagione di Lieti Calici ospiti degli “Amici del Loggione del Teatro alla Scala”.
Siamo a Milano, nel cuore della città a due passi dal Duomo e dal Teatro la Scala, invitati dal Direttore Artistico Mario Marcarini, l’occasione e stata la proiezione del Gianni Schicchi, opera di Giacomo Puccini su libretto di Giovacchino Forzano. Ma se dicessi che si tratta di un film?
Per la precisione si tratta della perfetta trasposizione di un’opera lirica in un film a opera del regista Damiano Michieletto. Che cosa c’è di innovativo? E un esperimento già provato, verrebbe da dire. In parte e vero, ma mai ci si era spinti così avanti. Le scene si svolgono per lo più in un casolare della Toscana, terra in cui è ambientato il Gianni Schicchi e nel vederlo si nota una cosa, i cantanti che recitano come attori, e invece dei dialoghi il canto. Girato in presa diretta nel 2021, è stato presentato al Torino Film Festival, ha incontrato l’approvazione della critica. Nei suoi 75 minuti regge alla perfezione le aspettative di chi si pone difronte allo schermo
Il presente lavoro farà sia la soddisfazione dei melomani e appassionati di opera sia un pubblico appassionato alla cinematografia. Il tutto è condito con un pizzico di ironia e delle trovate molto innovative, ad esempio: Lauretta nell’aria “O mio Babbino caro”, rivolta al padre lo Schicchi, gli presenta una ecografia dimostrando di essere in cinta per convincere il padre a tornare nei suoi passi.
E altre trovate della settima arte che rendono la famosa opera pucciniana in linea con la contemporaneità. Indiscutibilmente il regista ci offre un lavoro fresco e dinamico, bravi gli interpreti che sono riusciti a mutare il loro modo di recitare, il “recitar cantando”, dove il movimento e la mimica (possono sembrare esagerati) servono a accentuare il il canto e la comprensione del testo. Nel lavoro che stiamo presentando il modo di recitare e il classico recitato da film. Nel cast Giancarlo Giannini nel ruolo di Buoso Donati, che alla fine del film recita il monologo finale.
In sala due degli interpreti Roberto Frontali e Bruno Taddia e il Maestro della Fotografia Ferdinando Cioffi. Si ringraziano lo sponsor Apollo by Ensto e Giulio Ferraris.

