Strada regia delle Calabrie
Si viaggia con la Storia sulla più antica rete viaria del Sud Italia.
A Ercolano inizia il Miglio d’oro della Strada regia delle Calabrie (Citeriore e Ulteriore), come indica la pietra miliare del IV miglio, accanto all’ingresso degli scavi.
Nel 1738 iniziano le indagini archeologiche della città sepolta dall’eruzione del 79, ma solo nel 1927 parte lo scavo sistematico col soprintendente Amedeo Maiuri. Plinio il Giovane osservava la colonna di ceneri e lapilli eruttata dal Vesuvio, spinta dai venti su Pompei. Il giorno successivo ondate di fango vulcanico scorrono lungo il pendio sommergendo Ercolano e spostando la linea di costa. La coltre di tufo spessa 20m ha conservato in ambiente anaerobico i materiali lignei e gli elementi organici, fonte di informazioni sull’alimentazione e le patologie degli abitanti.
Nel 1738 iniziano anche i lavori della reggia di Portici voluta da Carlo di Borbone, tra le pendici del Vesuvio e il porticciolo del Granatello, luogo delle ville suburbane della nobiltà napoletana. La presenza del palazzo e le scoperte archeologiche stimolano l’edificazione di nuove residenze nobiliari e la località si rivela meta privilegiata dei viaggiatori del Grand Tour. Oggi la reggia è sede della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con l’Orto botanico e di alcuni musei. Il grande cortile ottagonale è attraversato dalla Strada regia delle Calabrie. Delle 122l Ville vesuviane del Miglio d’Oro, una Fondazione gestisce Villa Campolieto disegnata dal genio di Luigi Vanvitelli, Real Villa della Favorita col parco che si estendeva fino al mare, Villa delle Ginestre dove Giacomo Leopardi visse gli ultimi periodi della sua vita e vi compose La ginestra e Villa Ruggiero.

Nel 1779 Ferdinando di Borbone, per collegare Napoli a Reggio, avvia il tracciato della Strada regia, testimoniato dall’epitaffio in località Pagliarone nel comune di Serre, che ricorda che sono stati deviati fiumi e tagliate montagne. Il percorso si sovrappone al tracciato della via romana Popilia del 132 a,C. detta anche Capua-Regium, abbandonata in epoca medievale, della quale rimane testimonianza nell’Elogium di Polla, lapide in latino arcaico che elogia l’operato del costruttore. La realizzazione dell’autostrada A3 l’ha resa obsoleta determinando crollo nell’indotto economico dei centri lungo il tracciato e spopolamento delle aree interne. Restano sentieri sterrati fiancheggiati da pietre miliari, tratti di acciottolato romano e qualche iscrizione disseminata in terreni agricoli.
Per ammodernare la cartografia, Re Ferdinando IV chiama a Napoli nel 1781 il famoso cartografo Giovanni Antonio Rizzi Zannoni, che realizza la carta geografica della Sicilia Prima col metodo della triangolazione geodetica.
L’itinerario borbonico attraversa Campania, Basilicata e Calabria per 260 km fino a Castrovillari e 490 km giungendo a Reggio Calabria. Tocca 44 città tra metropoli e piccoli borghi, 15 siti di stazione di posta, 3 regioni, 4 province, 3 parchi nazionali e 5 siti Unesco (distretto di Napoli, Scavi di Pompei-Ercolano, Costiera amalfitana, Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Parco Nazionale del Pollino) ed è candidata a patrimonio Unesco.
Il progetto di promozione culturale, sociale e turistica di questo Cammino meridionale della penisola è sostenuto da Archeoclub d’Italia, a seguito dell’imponente lavoro di ricerca documentale e geografica di Luca Esposito, architetto campano delegato Archeoclub d’Italia al Programma di Riqualificazione dei Borghi sulla Via Regia delle Calabrie e appassionato di cartografia storica del Regno di Napoli.
Esposito ha sviluppato per un decennio una accurata metodologia di ricerca basata sulla ricostruzione cartografica georeferenziata sovrapposta all’antica planimetria dell’Atlante Geografico del Regno di Napoli di Rizzi Zannoni, cui si è aggiunto il lavoro di archivio, ricognizione e interviste agli esperti di storia locale. Ha inoltre consultato i diari di viaggio di aristocratici del ‘700 europeo che vi transitavano in carrozza andando a visitare gli scavi di Pompei ed Ercolano, Paestum e le rovine della Magna Grecia in Calabria e censito le emergenze storico-architettoniche e naturalistiche dei territori attraversati, tutto condensato nel poderoso volume “La Strada Regia delle Calabrie. Ricostruzione storico-cartografica dell’itinerario postale tra fine Settecento e inizio Ottocento, da Napoli a Castrovillari”. Ognuno dei 14 capitoli è dedicato a una tratta, delimitata da stazioni di posta dove si cambiavano i cavalli e si mangiava nella taverna.
Dalla visione del presidente di Archeoclub d’Italia Rosario Santanastasio e dall’impegno dell’onorevole Franco Picarone nel 2025 presidente della Commissione bilancio nel Consiglio regionale della Campania che ha stanziato i finanziamenti, è scaturita una sintonia progettuale in due step di cui Archeoclub è attuatore insieme ad Anci Campania, per un press tour con la stampa italiana e straniera e una guida turistica cartografica.
Col prezioso supporto di Luca Esposito abbiamo percorso il tracciato campano della strada borbonica. Dopo Portici ed Ercolano, Nocera Superiore sorprende con il Complesso monumentale di Santa Maria Maggiore e il Battistero paleocristiano con quindici coppie di colonne in marmo cipollino che sorreggono la cupola dell’ottagonale fonte battesimale. Candidato a Patrimonio Unesco, attesta il ruolo di città imperiale dell’Antica Nuceria.
A Cava de’ Tirreni, l’Abbazia benedettina della Santissima Trinità sorge intorno alla grotta ai piedi dei monti Lattari in cui si rifugiò intorno al Mille il nobile Alferio in eremitaggio. Una comunità di monaci diede origine all’Abbazia, oggi Monumento Nazionale, che nel Medioevo esercitò influenza spirituale e temporale in tutto il Mezzogiorno, ricevendo donazioni dalla nobiltà longobarda e normanna. L’archivio conserva 15 mila pergamene e la biblioteca preziosi manoscritti e incunaboli. Di rilievo il chiostro sotto la roccia e il cimitero longobardo.

Sulla piazza principale che si apre in fondo a un lunghissimo asse viario delimitato da portici, abbiamo assistito al corteo storico della “Benedizione dei Trombonieri” e alla sfilata delle corporazioni con i gonfaloni.
A Salerno la Strada regia si immette nel centro storico a Portacatena di fianco alla chiesa dell’Annunziata. Costeggiando palazzi barocchi dagli elaborati portali e chiese medievali, le placche sul selciato ricordano i nomi dei medici illustri della Scuola Medica Salernitana che la tradizione vuole fondata da quattro maestri: un arabo, un ebreo, un latino e un greco. Al duomo edificato da Roberto il Guiscardo si accede dal quadriportico romanico dominato dal campanile arabo-normanno. La cripta barocca con le spoglie di San Matteo è un tripudio di affreschi con scene del vangelo ed episodi di storia salernitana.
La Strada regia racconta il suo destino militare e postale. Vi sono transitati Spartaco, Cicerone in fuga verso la Sicilia dopo l’opposizione alle leggi agrarie dei Gracchi, Carlo V d’Asburgo di ritorno dalla crociata nel Nord Africa, Giuseppe Bonaparte, il Cardinale Ruffo alla testa dell’Esercito della Santa Fede, i viaggiatori del Grand Tour, Carlo Pisacane e Garibaldi coi Mille, le truppe tedesche in ritirata nella Seconda Guerra Mondiale.
Sono numerose e sorprendenti le “riscoperte” che la ricerca di Esposito ha fatto emergere, sia della via romana sia della Strada regia, soprattutto nel tratto sui monti Alburni con la via delle taverne e le stazioni di posta per il cambio dei cavalli, distanti fra loro dieci miglia napoletane, quanto poteva sostenere un cavallo al galoppo. Ecco un tratto di lastricato della via Popilia tra i comuni di Serre e Postiglione e la taverna della Duchessa, unica stazione di posta settecentesca rimasta integra e non inglobata dall’urbanizzazione e oggi trasformata in b&b per ripristinarne la funzione. Il cinquecentesco ponte del Verticillo sul fiume Sele progettato dal Vanvitelli la cui ultima arcata fu fatta saltare dai tedeschi e poi ricostruita sul disegno conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli. E poi la fontana di Zuppino e le taverne dello Scorzo dove Cicerone si fermò a mangiare le lucaniche, il ponte romano della Difesa nel territorio di Auletta, unico esistente sulla Regio-Capuam.
Da visitare le Grotte di Pertosa-Auletta, alle quali si accede in barca dal fiume Negro, abitate dalla preistoria come testimonia il ritrovamento di una palafitta oltre a oggetti di culto, lucerne, monete. Dai tornanti per le grotte, il ponte di Campestrino appare maestoso con arcate e contrafforti.
Nel territorio di Padula è suggestivo il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte che sembra galleggiare sull’acqua. Nell’abitato, la Certosa di San Lorenzo è il complesso monastico più grande del Mezzogiorno, che per secoli ha esercitato il primato politico e religioso fino in Puglia. A Casaletto Spartano, al confine con la Basilicata, la Taverna Garibaldi è ricavata nel fortino che ospitò il quartier generale di Garibaldi durante la spedizione dei Mille, e dove Maurizio De Giovanni fa nascere il commissario Ricciardi.
L’obiettivo di valorizzazione di Archeoclub d’Italia è far diventare la Via Regia Borbonica, finora indagata nel tratto Napoli-Castrovillari, un ArcheoCammino di turismo lento culturale e sostenibile, facendo conoscere la storia della strada, salvaguardando e tutelando le testimonianze storiche architettoniche e archeologiche, coinvolgendo i giovani per arginare lo spopolamento dei piccoli borghi, sensibilizzando gli abitanti dei territori alla salvaguardia dei borghi e delle tradizioni.

