Andiamo a scoprire … Pachino
Pachino (Bachinu o Pachinu in siciliano) è un comune italiano di 21 720 abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia.
Pachino è la città che ospita la coltivazione dell’omonimo pomodoro ciliegino IGP.
Pachino è situata nell’estremo sud est della Sicilia, a 51 chilometri da Siracusa. I comuni limitrofi sono: Noto a nord, Portopalo di Capo Passero a sud e Ispica a ovest.
Le spiagge del territorio di Pachino modellano la costa per un totale di 8 chilometri. Le più conosciute sono quelle di Lido, Cavettone e Morghella sulla costa ionica (a partire da Marzamemi verso sud), mentre sulla costa mediterranea ci sono quella di Cuffara (conosciuta anche come Carratois), Costa dell’Ambra, in zona Contrada Concerie, Scarpitta, Chiappa e Raneddi (Granelli), fino al porto Ulisse. Il mare, limpido e di un intenso azzurro sulla costa ionica, anche in considerazione dei fondali, è invece di colore verde smeraldo sulla costa mediterranea; ricco di fauna ittica, è assai pescoso, il che rende la zona un importante riferimento commerciale, soprattutto per il mercato ittico catanese.
La ristorazione a base di pesce e il mare assai pulito fanno della zona di Pachino un luogo turistico molto apprezzato, con un flusso di stanziali e di turisti piuttosto rilevante, anche considerando l’interesse dei surfisti per una zona che, con le sue correnti ventose, si rivela particolarmente adatta alla pratica sportiva del windsurf.
Ha un clima mediterraneo subtropicale. Posta a 65 metri sul livello del mare, nella parte sud-orientale della provincia di Siracusa, a cavallo del mar Mediterraneo e dello Ionio, Pachino ha un clima secco in primavera e in autunno, mite d’inverno e caldo afoso in estate. La città in primavera ed estate è spesso ventilata. Le precipitazioni sono concentrate soprattutto durante l’inverno.
La neve è un fenomeno assai raro. Gli episodi in cui il termometro scese a zero gradi risalgono a febbraio 1929, febbraio 1956 e al primo gennaio 2015.
Il promontorio di Pachino si è formato nel periodo del Cretaceo (più di 70 milioni di anni fa). Pare che il Promontorium Pachyni fosse abitato sin dalle prime epoche preistoriche, anche se di queste presenze non restano molte testimonianze: circa 10.000 anni fa fu abitata la grotta Corruggi, nella quale vennero rinvenuti moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. Si tratta di raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi e altri oggetti di uso quotidiano.
Dalle grotte Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (tra l’8000 e il 1500 a.C.), l’uomo passò a vivere nelle grotte (una delle più note di questa zona è quella di Calafarina).
Successivamente, nell’età del ferro, del rame e del bronzo, fino all’arrivo dei Siculi, le abitazioni rupestri si spostarono nella vicina zona denominata “Cugni di Calafarina”. Qui nacquero villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati.
Dopo i romani, arrivarono prima i Bizantini (dal 500 all’800), poi gli Arabi (dall’800 al 1090) ed, infine, i Normanni.
Gli Arabi diedero il nome alla frazione di Marzamemi (porto delle tortore), nella quale costruirono la tonnara, rimasta funzionante fino agli anni cinquanta, introdussero la coltivazione degli agrumi, bonificarono le campagne, completarono l’acquedotto della Torre Xibini, costruirono le saline e i pozzi Senia per l’irrigazione dei campi (tuttora funzionanti), di cui uno alle porte di Marzamemi, detto u puzzu de quattru uocchi, utilizzato nei secoli, anche a livello industriale, da popoli diversi, pirati compresi.

