Gioisci! Con te è il Signore
Manca ancora un po’ di cammino per la Pasqua, ma già la Chiesa vuole invitarci alla gioia. Ed è giusto, perché tutto è gioia “in Dio”. Una gioia che è di Maria, anche se dovrà passare per la croce: «Anche a te una spada trafiggerà l’anima» (Lc 2,35b). «Gioisci, piena di grazia; e come potresti non gioire: con te è il Signore!» (Rodion Putyatin). La gioia di Maria, a cui si unisce la gioia di Giuseppe, è gioia della Chiesa per l’ingresso dell’Eterno nel tempo: «Da questo momento la natura umana coglie le prime note della gioia e comincia a entrare in comunione con la divinità» (Andrea di Creta). Il «lieto annuncio» è portato dall’angelo di Dio, così come profetizzato per bocca di Isaia (7,15).
Il richiamo alla «gioia», indirizzatole dall’angelo, ne condensa l’assoluta novità. È l’unico saluto della Sacra Scrittura formulato con un esplicito invito all’allegrezza. Gli altri saluti procedono con un «non temere» che a Maria è rivolto solo in seconda istanza (cf. Lc 1,30). Nella tradizione luca- na la gioia è una tematica predominante. L’ambiente pagano a cui si rivolge il Vangelo di Luca è pervaso dalla tristezza che soffoca la speranza; in esso, pertanto, vengono evidenziati gli aspetti di letizia e di consolazione dell’annuncio cristiano. La beatitudine nasce dall’ascolto di Dio che, rivelandosi totalmente in Cristo, ha squarciato in maniera definitiva il velo dell’incomunicabilità. Il saluto «gioisci» rievoca il termine profetico della laetitia, familiare all’animo di Maria che non teme di affidarsi a Dio perché doni la sua stessa gioia a Giuseppe e all’intera umanità, divorata dal vuoto interiore. La gioia trionfa grazie alla Vergine: in Maria, infatti, «tutto l’universo si rallegra» (Cirillo di Alessandria).
don Michele G. D’Agostino, ssp

