Servizi segreti, Popov e la Marina Italiana
Nel 1941 l’Abwehr (il servizio segreto del Terzo Reich) l’agente Popov fu inviato negli Stati Uniti per reperire finanziamenti con cui alimentare la loro rete locale di spie.
Fu in quell’occasione che Popov rimase molto incuriosito dell’interesse giapponese per l’attacco riuscito degli inglesi alla base navale di Taranto utilizzando, per la prima volta al mondo, una portaerei.
Il pomeriggio del 6 novembre 1940 l’operazione ebbe inizio: le navi da battaglia Malaya, Ramillies, Valiant e Warspite, ma soprattutto la portaerei Illustrious, gli incrociatori Gloucester e York e 13 cacciatorpediniere salparono da Alessandria d’Egitto diretti verso Malta, nei cui pressi stazionava la portaerei Eagle.
L’8 novembre, allarmato da queste manovre nel Mar Mediterraneo, il Comando supremo della Marina italiana inviò caccia torpedinieri, torpediniere e sommergibili di pattuglia nel canale di Sicilia, mentre nella base di Taranto fu fatto concentrare il grosso della forza navale italiana. Le navi britanniche raggiunsero Malta nella giornata del 10 novembre, ed il giorno seguente la portaerei Illustrious cominciò a dirigersi verso il punto prefissato per il lancio degli aerei verso Taranto.
Da quel momento cercò di comprenderne il significato e associando a questo fatto l’interesse di Tokyo per il vitale controllo del Pacifico diventava vitale, per la base americana nelle Hawaii. Per questo confezionò un dettagliato questionario riguardante Pearl Harbor, ipotizzando che i giapponesi l’avrebbero potuta prendere di mira per il loro diretto attacco agli Stati Uniti. Popov passò la sua relazione ai servizi britannici per cui collaborava da agente infiltrato in quello tedesco. Anche per gli inglesi divenne opportuno inviarlo dai loro alleati americani. A questo punto fu messo in attesa per diverse settimane prima di essere ricevuto dal mitico capo dell’FBI, Edgar Hoover.
Fu in quel tesissimo e negativo incontro che Popov spiegò i suoi fondati sospetti sull’attacco giapponese a Pearl Harbour ben quattro mesi prima che l’attacco fosse portato realmente a termine, si è nel settembre 1941.
Tuttavia il capo dell’FBI non fidandosi di Popov che nel frattempo, per i suoi comportamenti da playboy, era stato accusato di sfruttamento della prostituzione decise di non tenere conto della esplosiva informativa. A questo riguardo la storiografia non ha trovato elementi al sospetto che Hoover non abbia, per lo meno, informato il presidente Franklin Delano Roosevelt. Sembra molto strano ed infatti qualche storico sospetta, senza però avere elementi di prova, che pur sapendolo la Casa Bianca se ne servì per poter convincere il recalcitrante popolo americano ad entrare in guerra.
Tornato in Europa nel 1944 Popov partecipò a quella che prese il nome di “Operazione Fortitude”, che aveva lo scopo di confondere i tedeschi circa i piani di sbarco degli Alleati sul continente europeo. L’arresto del suo amico Johann Jebsen che, come Popov faceva il doppio gioco per gli inglesi, mise in allarme i servizi britannici, i quali, temendo che il doppio ruolo di Popov venisse svelato, cessarono di passargli informazioni. Tuttavia, dopo un certo tempo, non evidenziandosi alcun indizio che Popov fosse stato scoperto, ripresero a utilizzarlo per passare informazioni false ai tedeschi.
Alla fine della seconda guerra mondiale gli venne riconosciuta la cittadinanza britannica e fu decorato nel 1947 con la medaglia dell’Ordine dell’Impero Britannico. Morì nel 1981, all’età di 69 anni, lasciando una giovane vedova e tre figli.
Duško Popov fu un noto playboy.
Durante il suo soggiorno in America ebbe una relazione anche con la famosa attrice francese Simone Simon.
L’Operazione Fortitude fu il nome dato dalle forze Alleate a una serie di operazioni di depistaggio svolte prima e durante lo sbarco in Normandia nella seconda guerra mondiale. Queste facevano parte anche del piano generale di depistaggio per il 1944, detto operazione Bodyguard. Fortitude aveva due forme: Fortitude Nord, poi divenuta operazione Skye, aveva lo scopo di instillare in Hitler e nei suoi generali il timore di uno sbarco anfibio in Norvegia, e Fortitude Sud, che tentava di raggirare l’alto comando tedesco facendogli credere che gli sbarchi avrebbero avuto luogo sul passo di Calais, piuttosto che sulle spiagge della Normandia.
Tutto il resto lo troverete sul prossimo mio libro in uscita.

In alto: Hoover Jedgar.
