Passeggiando per Quarto
Quarto (noto anche come Quarto Flegreo) è un comune italiano di 41.207 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
Situato a nord-ovest di Napoli, nell’entroterra flegreo, ha una superficie di circa 14 km².
Il territorio comunale corrisponde pressoché alla cosiddetta “Piana di Quarto”: una depressione del sottosuolo a forma ellittica, contornata da una cinta collinare e dovuta a una forte attività vulcanica altamente esplosiva. Quello di Quarto è il più grande cratere spento dei Campi Flegrei.
Il comune di Quarto giace nell’omonima piana, la cui formazione rientra nell’attività vulcanica flegrea del passato.
La Piana di Quarto è cinta a sud e a Est da resti di edifici vulcanici recenti, a nord e a nord-est dai resti dell’antica caldera originatasi in seguito all’eruzione dell’Ignimbrite Campana; a ovest invece vi sono estesi depositi di tufo giallo ampiamente sfruttato con cave per l’estrazione di materiale da costruzione.
Circa la sua formazione geologica e datazione gli studiosi hanno pareri contrastanti:
Secondo lo studioso Giuseppe De Lorenzo (che suddivise la formazione geologica flegrea in tre periodi) l’origine della Piana di Quarto risalirebbe al 3° Periodo Flegreo (circa 11.000 anni fa) caratterizzato da eruzioni ed esplosioni subaeree di materiale frammentario: ovvero, dopo un’esplosione che squarciò la precedente compagine di tufo giallo, si sarebbe creato un cratere contornato dal materiale eruttato.
Completamente differente l’ipotesi del vulcanologo Alfredo Rittmann secondo il quale l’origine della Piana di Quarto sarebbe da ricondursi a uno sprofondamento vulcano-tettonico di una vasta superficie di tufo giallo avvenuto in seguito a una forte attività esplosiva con l’emissione dei prodotti del 2° Periodo Flegreo (tra 36.000 e 11.000 anni fa) e a un successivo riempimento di depositi quaternari indifferenziati: piroclastiti sottili rimaneggiate, depositatesi in ambiente lacustre e alluvionale.
Tracce palesi delle passate attività vulcaniche a Quarto si possono riscontrare in località “Punta Marmolite” (a nord-est della Piana) dove è osservabile un “duomo di lava”, sorto a causa di una piccola eruzione nella quale il magma si solidificò appena uscito dalla bocca eruttiva. Quelle di Punta Marmolite sono tra le rocce più antiche dell’Ignimbrite Campana (47.000 anni) e hanno composizione essenzialmente alcalitrachitica.
Il nome “Quarto” deriverebbe dal latino quartus, che identifica una distanza non bene definita, forse “quarto miglio”, perché proprio al quarto miglio della via, che è chiamata Campana, sorge Quarto, così come è indicato anche nello stemma civico.
L’iscrizione sul cippo miliare posto sulla Via Consolare Campana (in latino: Via Consularis Puteolis Capuam), che collegava il fiorente porto di Puteoli alla cittadina di Capua, e da qui direttamente a Roma tramite la Via Appia, recava l’iscrizione: ad Quartum lapidem Campaniæ Viæ.
l territorio di Quarto fu abitato sin dall’Età del Bronzo Medio come dimostrerebbero vari ritrovamenti di frammenti di ceramica e suppellettili. Particolare interesse rivestono in particolare i materiali, databili fra il Bronzo Antico e l’Appenninico, rinvenuti nel sito archeologico di Via Viticella che hanno fatto ipotizzare un vero insediamento lungo le pendici della collina soprastante. Inoltre, una sepoltura rinvenuta nei pressi della via Campana, a fossa di forma ovale, è databile al Bronzo Antico grazie al corredo ivi rinvenuto, un bicchiere d’impasto e un pugnale.
Sebbene con i coloni Greci lo sviluppo e l’importanza della zona avessero già conosciuto un discreto incremento, fu solo con i Romani che Quarto assunse una prima vera connotazione propria di centro abitato. In un primo momento Quarto nacque come insediamento romano e trasse il nome dalla sua distanza (al quarto miglio) da Pozzuoli, sulla via Consolare Campana: questo asse viario fu costruito dai Romani tra il II e il I secolo a.C. e concepito per collegare il porto di Puteolis (all’epoca uno dei più importanti del Mar Tirreno) con la cittadina di Capuæ, da dove era possibile raggiungere Roma grazie alla via Appia. Con l’apertura della via Consolare Campana, tutta la zona subì un incremento positivo sul piano commerciale e ovviamente economico, innescando di conseguenza una fase di sviluppo della struttura urbana: dallo studio dei ritrovamenti della zona, si evince che non si andò creando un unico centro abitato con un nucleo principale definito, bensì una serie di abitazioni rurali (ville rustiche) disposte lungo i vari diverticoli della via Campana e a mezza costa lungo le pendici della conca. Tra le opere di ingegneria urbanistica e stradale intraprese dai Romani nel territorio è la Montagna Spaccata, una profonda fenditura nella collina realizzata per consentire il passaggio della via Consolare Campana. La piana di Quarto viene citata da Svetonio nella sua opera De vita duodecim Cæsarum in relazione alla salita al potere di Ottaviano, ed è anche menzionata dagli “Atti degli apostoli” in cui si dice che l’apostolo Paolo, sbarcato a Pozzuoli, vi passasse con Luca l’Evangelista in stato di prigionia sotto la scorta di centurioni, diretto a Roma.
La strada principale di collegamento con Pozzuoli è tuttora la via Campana, arteria di grande traffico. Ai lati di questa strada si possono trovare numerosi insediamenti romani, forni, ville, mausolei, colombari. La strada attuale, sopraelevata rispetto a quella originaria, taglia in due un fitto insediamento, attraversato dalla linea ferroviaria Napoli-Roma. In particolare mentre si viaggia da Pozzuoli a Quarto, si può notare ai lati dei binari un piccolo mausoleo. Il fatto che Quarto sia stata un popoloso insediamento romano è testimoniato dai numerosi rinvenimenti archeologici del sottosuolo. Il monumento più conosciuto tuttavia è un semplice mausoleo, sito in località Regina della pace.
La gastronomia di Quarto si basa principalmente sulle verdure, la carne e il pesce e sugli ingredienti tipici della cucina mediterranea, come l’olio d’oliva, come nel resto dell’area flegrea. Diverse sono le coltivazioni locali tra cui la vite e la mela annurca, alla quale periodicamente vengono dedicate manifestazioni cittadine.
Il comune di Quarto è posto ad un’altitudine 55 metri s.l.m. ed, essendo un comune di pianura, i produttori locali hanno cercato per i loro vigneti le posizioni migliori per ottenere uve idonee alla produzione di vini in linea con gli elevati standard presenti nella provincia di Napoli. I vini bianchi sono basati per la maggior parte sull’uva Falanghina. Le viti sono coltivate alla putuelana o pozzolana, un’antica forma di allevamento della vite in cui era sostenuta da una falange (ossia una spalliera). Il clima mediterraneo e le alture, con la presenza di brezze rinfrescanti e di terreni vulcanici, porosi e ricchi di minerali, sono condizioni ideali per la coltivazione della vite. Il comune di Quarto vanta un numero rilevante di denominazioni di origine dedicate al vino, tra cui Campi Flegrei DOC, Pompeiano IGT e Campania IGT.

