Dove abita Dio
La vigilia di Natale e il vangelo dell’Annunciazione ci è dato quale boccante di Dio ha scelto di abitare tra noi. Colui che non si lascia racchiudere nello spazio sacro di un tempio (I Lettura) ha voluto abbracciare il limite della condizione umana, ricevendo «da Maria la vera carne della nostra fragilità e umanità» (san Francesco d’Assisi).
Gli è bastato il suo sì.
La liturgia ci rivela una “gestazione” iniziata già prima dell’annuncio dell’angelo e durata ben oltre nove mesi. Sin dall’eternità il Padre, silente, portava in sé la sua Parola d’amore, «mistero avvolto nel silenzio per secoli eterni» (II Lettura); ma per poterla pronuncia- re nel tempo, ha scelto di aver bisogno del si di una giovane donna, di un’umanità accogliente e aperta a ricevere il suo dono. Dio abita dove qualcuno gli apre la porta e aderisce al suo progetto d’amore. Non è storia passata: lui chiede oggi di essere accolto, come Dio e come uomo. Come Dio, nell’assenso della nostra fede; come uomo, nel volto di ogni uomo, perché il Natale sia veramente Natale.
Sorelle Clarisse, Monastero Immacolata Concezione – Albano L. (Roma)

