Il Transumanesimo: superare l’uomo?
Transumanesimo e Chiesa Cattolica: un rapporto difficile.
Se nel precedente precedente articolo articolo abbiamo provato a di Transumanesimo, cosa possiamo dire dei suoi rapporti con la religio ne e con la Chiesa Cattolica in particolare?
Sin dalla sua nascita il movimento transumanista si definisce aconfessionale e l’atteggiamento nei confronti del dato religioso è, almeno a parole, di totale indifferenza. Guardando però alle statistiche fornite possiamo notare come il 70% di coloro che dichiarano di riconoscersi nel pensiero transumanista siano dichiaratamente atei e agnostici.
Infatti, uno dei cardini della lotta è quello della laicità delle istituzioni. Va da sé che la Chiesa Cattolica sia vista come un avversario.
In Italia, per esempio, i transumanisti considerano la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita “un’ipoteca religiosa” sulla ricerca.
In definitiva, la Chiesa Cattolica (da notare come insistentemente torni nelle accuse la visione ideologica di un cattolicesimo prigioniero e in attesa di essere liberato dalle gerarchie vaticane) sarebbe un avversario della libertà di ricerca, perché colpevole di imporre vincoli su numerosi campi di ricerca: procreazione artificiale (che può comportare la selezione di embrioni), cellule staminali (in cui si prevede la soppressione di embrioni), clonazione, genoma umano e, più in generale, qualunque tecnica o conoscenza scientifica che permetta di oltrepassare la condizione umana, giudicata fragile e incompleta.
È evidente che l’antropologia cristiana, che vede l’uomo come immagine e somiglianza di Dio, e con un fine ben preciso, risulta incompatibile con la visione transumanista, un la quale auspica superamento dell’uomo stesso (il riferimento a Nietzsche è esplicito).
E, per coloro che, pur non cristiani, riconoscono la ragionevolezza delle questioni che la Chiesa Cattolica pone, ecco pronto da parte dei transumanisti l’appellativo sprezzante di “atei devoti”.
In conclusione, troviamo quanto meno paradossale come una corrente di pensiero, per definizione laicista, tenda invece a idolatrare l’oggetto del proprio agire, e cioè il sape- re scientifico, elevandolo a propria divinità alla quale tutto e tutti devono sottostare.
È quella del transumanesimo una nuova “proposta salvifica”?
Sarà la tecnologia a liberare, emancipare e finalmente realizzare l’essere umano nella sua verità?
(Grazie a Andrea Musso)

