Comuni d’Italia: alla scoperta di Sacile
Sacile è un comune italiano di 19 757 abitanti del Friuli-Venezia Giulia.
Sacile è la seconda città della provincia (di Pordenone) e la sesta della regione per numero di abitanti.
Il caratteristico centro storico sorge su due isole sul fiume Livenza, lungo le cui sponde si affacciano numerosi palazzi nobiliari del periodo veneziano. Per tale motivo viene spesso soprannominata come la piccola Venezia oppure, molto utilizzato inoltre, è l’appellativo di Giardino della Serenissima.
Sacile è suddivisa in numerose frazioni, fra cui: Camolli, Cavolano, Cornadella, Ronche, San Giovanni del Tempio, San Giovanni di Livenza, San Liberale, San Michele, San Odorico, Schiavoi, Topaligo, Villorba, Vistorta.
In epoca romana il territorio di Sacile rientrava nella giurisdizione del municipio di Oderzo, ma non è provata l’esistenza di un vero centro abitato. Dopo la distruzione di Oderzo da parte dei Longobardi di re Grimoaldo (667), la zona assunse importanza strategica in quanto localizzata nel punto in cui la strada che collegava Pavia (capitale del regno longobardo) a Cividale superava il Livenza tramite un ponte; in aggiunta, il fiume era divenuto un confine naturale tra i neoistituiti ducati di Ceneda e del Friuli.
Il primo riferimento alla zona di Sacile è contenuto nell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono, dove è ricordato uno scontro tra i friulani fedeli a re Cuniperto e le truppe del ribelle Alachis avvenuto sul finire del VII secolo presso il ponte, posto nella selva di Capulanus (Cavolano). Si può supporre – con qualche riserva – che ancora Sacile non esistesse.
Alla luce di ciò, si ipotizza che Sacile sia stata fondata nell’VIII secolo come avamposto militare collocato presso un’isola artificiale (un “sacco”, da cui il toponimo) ottenuta grazie all’escavo di una diversione del Livenza. Mantenne a lungo una condizione di centro di confine, stretto tra le giurisdizioni del castello di Cavolano, a sud, e del castello di Caneva, a nord e, dal punto di vista ecclesiastico, tra le diocesi di Ceneda e di Concordia.
Il fortilizio doveva essere ancora in piena attività nel X secolo, quando avrebbe sostenuto l’invasione degli Ungari, tuttavia con il tempo cominciò ad affiancare alle funzioni militari quelle di centro industriale e commerciale. Grazie alla presenza del Livenza che forniva l’energia meccanica necessaria, il borgo poté arricchirsi di impianti per la lavorazione dei metalli e la molitura. Lo stesso fiume, grazie ad alcune opere idrauliche, venne reso navigabile fino al mare, aprendolo ai traffici. A partire dall’XI secolo la città poté godere di ulteriori vantaggi in concomitanza con la formazione dello Stato patriarcale. I principi-vescovi, infatti, scelsero Sacile per trascorrervi lunghi soggiorni durante i quali emetteva sentenze, incontrava ambasciatori, organizzava feste. Nel 1190 l’abitato ottenne le libertà comunali, ovvero la concessione dell’autonomia amministrativa mediante la stesura di propri statuti. In età medievale, dunque, Sacile rappresentava un centro aperto e dinamico, decisamente opposto alle ristrette realtà dei feudi confinanti. Nel 1366, precisamente l’8 novembre, a Sacile furono promulgate le Constitutiones Patriae Foriiulii (Costituzioni della Patria del Friuli) una delle più antiche costituzioni scritte della storia. Nel 1420 Sacile, come il resto del Friuli, venne annessa alla Repubblica di Venezia; durante il periodo veneziano ci fu un grande sviluppo grazie ai commerci, soprattutto fluviali e molte famiglie nobili eressero i loro palazzi lungo il fiume e i suoi canali. Nel 1797, alla caduta della Serenissima, Sacile perse il potere sui territori dei paesi vicini ed entrò in una crisi economica. Il 3 aprile 1809, a Camolli nei pressi di Sacile ci fu una battaglia tra le truppe austriache e quelle francesi ed italiane che furono sconfitte e furono costrette a ritirarsi. Nel 1816 con la Restaurazione Sacile entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto; nel 1855 arrivò la ferrovia Venezia-Udine che contribuì a rilanciare l’economia. Con l’annessione al Regno d’Italia nel 1866 sorsero anche le prime attività industriali. Il terremoto del 18 ottobre 1936 provocò gravi danni agli edifici, danneggiando anche l’antica cinta muraria
Eventi
Dal 1274, la prima domenica dopo ferragosto a Sacile si tiene la Sagra dei Osei, fiera-mercato di uccelli e animali da cortile, mostra nazionale canina, eventi e concorsi cinematografici. È la più antica fiera d’Europa. Particolare è la gara di chioccolo in cui i concorrenti imitano il canto degli uccelli. La manifestazione si svolge anche in forma ridotta a primavera.
Tra giugno e agosto viene organizzata una rassegna di musica da camera nell’ambito del Friuli Venezia Giulia International Music Meeting. Si tratta di un festival con concerti aperti al pubblico e masterclass riservate ai musicisti.
Per alcuni anni la città ha ospitato le Giornate del Cinema Muto: si tratta di un’iniziativa partita nei primi anni 2000 contestualmente alla ristrutturazione del Teatro Verdi nella città di Pordenone, sede originale della manifestazione. Il festival di cinema è ora condotto in concomitanza in entrambe le città.
Nel periodo estivo si svolgono diverse manifestazioni culturali ed enogastronomiche nelle diverse frazioni di Sacile che si concludono nel mese di settembre con la storica “Sagra di San Michele” organizzata dall’Associazione Nuova Ronche – San Michele.
Da fine novembre a inizio gennaio, in tutto il centro storico, viene allestito un mercatino con delle casette di legno, ornate da luci e addobbi natalizi.
https://www.comune.sacile.pn.it/

