Massimo Altomare: il cantautore poliedrico e senza tempo
Massimo Altomare (Verona, 10 gennaio 1951) è una figura centrale e poliedrica nel panorama della musica d’autore italiana. Attivo sulla scena dal 1973, ha attraversato e arricchito generi che spaziano dal cantautorato intimista al rock, dal jazz al teatro musicale, dimostrando una costante evoluzione artistica e un profondo impegno culturale.
La sua carriera prende il via in modo significativo negli anni Settanta con il duo Loy & Altomare, formato insieme a Francesco Loy. Con soli tre album all’attivo tra il 1973 e il 1979 – Portobello (1973), Chiaro (1974) e Lago di Vico (m. 507) (1979) – il duo si distingue per aver introdotto un modello di cantautorato sognante e intimista, con sonorità che strizzavano l’occhio al folk-rock acustico di matrice americana. Sebbene non abbiano raggiunto un successo commerciale di massa, hanno saputo creare un seguito di nicchia fedele, lasciando un segno nel panorama musicale dell’epoca.
Dagli anni Ottanta, Massimo Altomare prosegue la sua carriera come solista, caratterizzata da una notevole versatilità tematica e sonora. Ha pubblicato diversi album, tra cui si ricordano:
Il grande ritmo dei treni neri (1988)
Un’ora di libertà (1990)
Outing (2010), un lavoro molto personale e riflessivo.
Il suo percorso non si è limitato alla sola produzione discografica: Altomare si è interessato anche di musica rock, new age, colonne sonore e ha alternato l’attività di musicista con quella di autore, regista, formatore e didatta nel campo del teatro musicale e della scrittura di canzoni.
Una delle collaborazioni più significative della sua carriera è quella con il pianista jazz Stefano Bollani. Questa amicizia e intesa artistica ha portato alla realizzazione del progetto “Gnosi delle fànfole” (1998), un album unico nel suo genere, in cui Altomare dà voce e musica alla raccolta poetica di “pseudoscienza” di Fosco Maraini. L’opera, eccentrica e geniale, è diventata un punto di riferimento per la sua originalità e raffinatezza.
La collaborazione con Bollani è proseguita con il fortunato progetto-spettacolo “Abbassa la tua radio” (2000), un omaggio alla musica leggera italiana degli anni ’30 e ’40.
Massimo Altomare ha manifestato anche un forte impegno sociale, in particolare attraverso la sua attività di autore e regista di spettacoli realizzati con i giovani detenuti nelle carceri di Firenze e Prato, dove ha fondato, tra l’altro, l’Orkestra Ristretta di Sollicciano (2015).
La sua attività didattica include laboratori di scrittura di canzoni e corsi come “La Storia in Musica” nei licei di Firenze, a testimonianza del suo desiderio di trasmettere la storia e l’arte attraverso la musica.
Massimo Altomare, pur preferendo non essere etichettato semplicemente come “cantautore”, continua a essere un artista in movimento, che dalla scena musicale degli anni Settanta è giunto fino ai giorni nostri, arricchendo costantemente il panorama culturale italiano con la sua inesauribile curiosità e professionalità.

