Fausto Amodei e la canzone d’autore italiana
Nato a Torino il 18 giugno 1934 e deceduto nella stessa città il 17 settembre 2025, è stato una delle figure più poliedriche, influenti e incisive del panorama culturale e politico italiano della seconda metà del Novecento. Cantautore, musicologo, autore di brani storici e deputato della Repubblica, Amodei ha saputo intrecciare con straordinario rigore l’impegno civile e la ricerca musicale.
Cresciuto in una Torino in profonda trasformazione industriale, Amodei si avvicina presto alla musica e alla chitarra. Il momento di svolta nella sua carriera artistica e intellettuale arriva sul finire degli anni ’50 con la fondazione del collettivo Cantacronache, fondato insieme a figure del calibro di Michele L. Straniero, Sergio Liberovici, Emilio Jona e Italo Calvino. L’obiettivo del gruppo è rivoluzionario per l’epoca: rompere con la tradizione disimpegnata della canzone melodica italiana (rappresentata dal Festival di Sanremo) per proporre una “canzone d’autore” capace di raccontare la realtà sociale, la vita operaia, la politica e le contraddizioni contemporanee.
In questo contesto, Amodei sviluppa uno stile compositivo unico, caratterizzato da un’ironia graffiante, una scrittura essenziale e una struttura metrica affilata e satirica.
Tra i suoi contributi musicali più noti spicca indubbiamente Per i morti di Reggio Emilia, composta nel 1960 a seguito dei tragici fatti del 7 luglio dello stesso anno, in cui cinque operai manifestanti furono uccisi dalle forze dell’ordine durante una protesta contro il governo Tambroni. Il brano divenne immediatamente uno degli inni simbolo del movimento operaio, della sinistra italiana e della memoria antifascista, cantato da generazioni di attivisti e re-interpretato da numerosi artisti, tra cui i C.S.I. e Giovanna Marini.
Altre sue composizioni di grande rilievo includono Lettera al comitato, Il tarlo, Qualcosa da salvare e la versione italiana di celebri canti di protesta internazionali. Parallelamente all’attività di autore, Amodei ha svolto un importante lavoro di ricerca e riscoperta del patrimonio folclorico e dei canti di lavoro italiani.
L’impegno di Fausto Amodei non si è limitato alla musica. La sua passione civile lo ha portato a impegnarsi attivamente nella politica istituzionale: nel 1968 è stato eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del Partito PSIUP (Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria), dove ha svolto il mandato parlamentare fino al 1972, battendosi per i diritti dei lavoratori, la scuola pubblica e la tutela della cultura.
Negli decenni successivi ha continuato a scrivere, fare ricerca e testimoniare l’importanza della canzone sociale come strumento di coscienza critica. La sua scomparsa, avvenuta a Torino nel settembre del 2025 all’età di 91 anni, ha segnato la fine di una stagione irripetibile della musica d’impegno italiana, lasciando un’eredità artistica ed etica di inestimabile valore.

