RAF al Festival di Sanremo 2026
Nato nel 1959 a Margherita di Savoia (nell’attuale provincia di Barletta-Andria-Trani, all’epoca in provincia di Foggia), a 17 anni si trasferisce a Firenze dove consegue il diploma presso il “Liceo Artistico Porta Romana” e successivamente si iscrive alla facoltà di architettura, per poi arrivare a Londra dove fonda, insieme a Ghigo Renzulli (futuro chitarrista del gruppo rock Litfiba), un gruppo rock/punk, i Cafè Caracas, con i quali, da bassista e non ancora cantante, incide la cover di Mina Tintarella di luna. Lavora come lavapiatti, e si mantiene con i suoi risparmi. Un giorno incontra Giancarlo Bigazzi con cui forma un sodalizio che gli vale i primi passi della sua carriera. Torna poi a Firenze.
Nel 1983 nasce l’album Self control, suo primo successo discografico, cantato in lingua inglese, dal quale verranno estratti quattro singoli: la title track, brano pop-rock che scala le classifiche grazie anche a una versione della statunitense Laura Branigan; Change Your Mind; London Town; e Hard.
Sempre quell’anno scrive insieme a Bigazzi il brano Il principe per Claudia Mori, utilizzata come sigla di chiusura del programma tv Hit Parade.
Nel 1987 scrive la musica di Si può dare di più, del trio Morandi-Ruggeri-Tozzi, che si aggiudica il Festival di Sanremo 1987. Lo stesso anno arriva terzo all’Eurovision Song Contest 1987 in coppia con Umberto Tozzi con Gente di mare, il suo debutto come interprete in lingua italiana. Nel periodo 1984-89 in alcuni paesi europei i suoi dischi sono stati pubblicati col nome “Raff”, per evitare confusione con un gruppo terroristico il cui acronimo era appunto “R.A.F.”
Nel 1988 partecipa nuovamente, questa volta da solo, al Festival di Sanremo con Inevitabile follia, dopo il quale pubblica l’album Svegliarsi un anno fa, il cui brano portante per la stagione estiva è scritto da Gaetano Curreri, Il sapore di un bacio. L’anno dopo torna a Sanremo con Cosa resterà degli anni ’80, inclusa nell’album Cosa resterà…, che contiene anche Ti pretendo, con la quale vince il Festivalbar 1989.
Nel 1991, ancora a Sanremo, presenta Oggi un Dio non ho, a cui segue l’album Sogni …è tutto quello che c’è, che contiene altri successi: Interminatamente (pubblicato come singolo prima del Festival) e Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è. Nel disco figura Anche tu, cantata con Eros Ramazzotti.

