Luigi Pagano e “7 Dicembre”
Alla scoperta di Luigi Pagano, cantautore di professione, giramondo per vocazione, ha fatto della sua italianità il suo marchio.
Partiamo da “7 Dicembre”, una data, una ricorrenza, non solo scopriamolo con Pagano che ho raggiunto in Polonia.
Cos’è 7 Dicembre? “7 Dicembre è il giorno del mio compleanno. Eravamo in piena epidemia e il morale era abbastanza basso pe la maggior parte della gente e così noi artisti che siamo quelli che sul piano lavorativo abbiamo pagato un prezzo molto alto”. Il tutto nasce da un incontro online con il soprano Dominika Zamara, fu in quella occasione dopo un reciproco scambio di complimenti. “Lei mi chiede se me la sentivo di scrivere un pezzo stile pop opera per le nostre voci. Per me sarebbe stata una nuova sfida, visto il genere al quale sono abituato è il stile gipsy-mediterraneo. Non sapevo se sarei stato all’altezza di confrontarmi con questa nuova esperienza e le dissi che ci avrei provato senza promettere nulla ma si sa!! le canzoni più belle si scrivono quando si soffre e in quel momento tutto il mondo soffriva. Il mattino seguente mi chiusi nel mio studio, a un tratto sento le campane della chiesa ed incomincio ad intonare il ritornello e penso: e se scrivo una preghiera dedicata alla gente che nonostante tutto non perde la fede e prega ancora? Incominciai ad immaginare la storia di un’artista che perde la speranza e la ritrova grazie alla voce di un ‘angelo. Corsi dentro a prendere chitarra, fogli e matite e la scrissi. Non riuscivo a cantarla perché puntualmente mi veniva da piangere. Dopo un minimo di arrangiamento la registrai con la mia voce e la mandai a Dominika. Il resto è storia attuale. Il 7 davanti a Dicembre non è per la mia data di nascita ed è ricorrente nel brano, il dicembre è nata l’idea, abbiamo registrato in chiesa il 7 Marzo e il 7 Maggio il brano è stato rilasciato”.
Ora raccontiamo un po la storia di Pagano. Iniziò all’età di 15 anni a suonare e cantare a Napoli, la sua città natale, “Ho avuto due grandi maestri nella mia vita, il primo si chiamava Nunzio Lamberti con la quale mantengo ancora un’ottimo rapporto, da lui ho imparato a leggere le prime note e mi ha aiutato a diventare un cantautore. La mia prima canzone la registrai proprio con lui e grazie a lui. Il secondo invece mi è rimasto solo il suo ricordo perché purtroppo è mancato. Si chiamava Nico Moretti, un napoletano con l’anima brasiliana ed anche l’artefice della mia carriera in medio oriente fu lui che mi presentò lui a un’agenzia di Milano che si occupava di mandare musicisti in giro per il mondo.”
Di li in poi parte la sua carriera in Medioriente, un paese che ha dato molto a Pagano sotto il profilo artistico/professionale. “Gli anni in Medioriente sono stati come una favola. Oltre ad aver visitato e lavorato in alcuni dei posti più belli del pianeta, li ho conosciuto mia moglie Agnes e li ci siamo sposati e nel ed Kuwait è nato nostro figlio Riccardo. Abbiamo passato anni stupendi tra Muskatn, Dubai, AbuDhabi.”
Il Medioriente ha significato una delle tappe più importanti della sua carriera e della sua, visto i suoi affetti sono nati li, e quei luogo ha contribuito alla sua crescita professionale. Le piacevano quei luoghi? “Amo il deserto tanto quanto amo il mare. La luce e i colori del deserto del Medioriente ti provano l’esistenza di Dio. Nulla intorno, solo sabbia, dune e qualche villaggio con tende per ripararti dal sole, il the’ con foglioline di mente e datteri da mangiare, queste sono le cose che amavo fare se attraversavo qualche momento triste o se avevo bisogno di meditare”. Quel meraviglioso posto fa in contrare due anime gemelle, li come già raccontato da Pagano ci fu l’incontro con Agnes, compagna nella vita e nella professione. “Una delle prime sere mentre chitarra a spalla mi reco a lavorare vedo una figura bellissima, una ragazza bionda. Mi passò vicino, mi sorrise, mi cadde la chitarra. Avevo appena visto la donna più bella della mia vita. Fu un colpo di fulmine. Andai da un facchino e gli chiesi chi fosse quella ragazza e lui mi disse che era la cantante della band del pub. Non appena finii di suonare carcai la sua camera, dopo qualche giorno che ero riuscito a conoscerla e a scambiare quattro chiacchiere in piscina e al ristorante ecc. Andai con la chitarra sotto la finestra della sua camera e con i sassolini tirati sul vetro come da copione si affaccia e gli cantai “Come vorrei”. Non l’ho conquistata subito ma poi non ci siamo più lasciati.”
Pagano ci ha parlato di molti degli aneddoti legati alla sua vita e al suo girovagare come l’incontro con varie star di Hollywood. “Una cosa simpatica che ricordo di quei giorni è la volta che chiesi una foto a Patrick Swayze mentre stava per uscire dall’albergo, gli chiesi di aspettare perché Agnes non c’era, lui aspettò gentilmente e quando vide Agnes mi disse: Quella signorina è Agnes? Io: Si! Lui: allora ho fatto bene ad aspettare. Lo stesso pomeriggio mentre eravamo in piscina sulla terrazza del 21 piano dell’hotel, si avvicina a noi un uomo di colore simpaticissimo e resta a parlare con noi per più di una ora. Era Wesley Snipes, avevo parlato con più di una ora col lui e non lo avevo riconosciuto”, o ancora l’incontro con Paul McCartney “Avevamo un contratto di 6-7 mesi alle Maldive. Un giorno andammo a fare l’accoglienza per i V.I.P., chiesi chi stesse arrivando, ma nessuno me lo disse. Quando dal piccolo aereo scese Paul McCartney stavo per svenire. Si sa, per un musicista conoscere un Beatles è il massimo. Spesso di sera dopo aver suonato, io, Paul , Agnes e Heather (la moglie di Paul a quel tempo) ci incontravamo sulla spiaggetta davanti alla villa di Paul per suonare le chitarre fino al mattino. Paul mi chiedeva sempre di cantare “1000 giorni di me e di te” di Claudio Baglioni, in passato conobbe Walter Savelli (pianista storico di Baglioni) quando era in Toscana e Walter gli chiese cosa pensasse dell’Intro di quella canzone, Paul ne rimase estasiato. Gli chiesi perché mi chiedeva sempre quella canzone e lui me rivelò in privato: quando Heather era in coma in ospedale dopo l’attentato che le causò l’amputazione della gamba, Paul gli metteva una radiolina con le cuffie nelle orecchie per farle sentire quella canzone e lei reagiva molto bene, al suo risveglio chiese a Paul se fosse una sua nuova canzone e Paul gli disse che purtroppo no.”
Ma arriviamo in arco temporale più vicino e l’arrivo in Polonia che avvenne anni fa. Da buon italiano ci racconta: “per trovare un pacco di spaghetti ho dovuto fare un lungo viaggi, le strade erano rovinate e non c’erano autostrade. Agnes viveva in campagna e il posto mi piacque fin da subito per la pace e la natura”. Iniziai a cantare qualche canzone italiana (sempre amato la il Made in Italy all’estero) e finii in TV in un programma di musica molto seguito anche oggi ” Jaka to melodia?”, così ho formato la Lp band perché incominciavano ad offrirmi dei concerti, suoniamo tutt’ora le mie canzoni e qualche standard italiano riarrangiato in modo gipsy-mediterraneo. Sia io che la mia famiglia siamo stati invitati in programmi televisivi. Sono stato attore di Soap ophera per alcune puntate ed ho inciso 2 CD, uno di cover e l’altro MY GIPSY SOUL con canzoni che ho scritto io, ho fatto io la produzuine , gli arrangiamenti e l’ho registrato nel mio studio in campagna. Oltre a produrre me stesso ho prodotto altri artisti qui in Polonia. Ps: La favola in Medioriente credo non sia ancora finita”
Ringraziamo Luigi Pagano per il tempo dedicatoci
https://www.youtube.com/watch?v=54gEnC-64lg&ab_channel=DominikaZamaravideo

