A spasso per Melles Venosta
Malles Venosta (Mals in tedesco, Måls in dialetto sudtirolese) è un comune italiano di 5.309 abitanti dell’alta Val Venosta della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige. È inoltre un comune di mercato.
Tra le valli laterali appartenenti al comune di Malles Venosta vi sono la val di Mazia (rio Saldura), la valle di Planol (rio Puni) e la valle Slingia (rio Melz).È uno dei quattro comuni italiani a confinare con due stati esteri (gli altri sono Courmayeur, Curon Venosta e Tarvisio), e fra essi l’unico a non giungere al punto di triplice frontiera.
Il toponimo è attestato come Malles nel 1094 o Malettes (dalla denominazione del già citato altopiano). Nel 1266 il nome appare mutato in Mals, rifacendosi al tema pre-romano mal-, significante “altura, monte”.
Il primo luogo soggetto ad insediamento umano e di più antica colonizzazione nel territorio comunale è la località Malettes, un altopiano con altitudine media di 1.597 m s.l.m., sito ad est sopra l’abitato odierno.
La collina di Tarces, risulta rocciosa e fu popolata nel periodo pre-romano. Tale affermazione viene consolidata con i reperti archeologici che sono stati trovati dal 1900 in poi e ulteriormente con gli scavi che hanno avuto inizio nell’anno 2000. Il referto più antico che porta le insegne della civiltà retica fu trovata nel 1953 negli scavi per l’irrigazione. Si tratta di una punta di corno di cervo lunga 12 centimetri di qui una parte levigata e con l’inscritta lavisiel riviselchu tinach che tradotta significa lavisel consacra riviselchu (il corno).
Nel 1999 dopo che gli scavi a Ganglegg (a Sluderno un posto non distante) furono terminati, sulla collina da Tarces degli archeologi che fecero un sopralluogo ritrovarono una spada celtica. Dopo tale ritrovamento sono stati stanziati dei fondi pubblici per effettuare alcuni scavi di ricerca. Nelle fosse di Stocker sono stati ritrovati dei resti di un insediamento di una casa retica. Dopo tale ritrovamento il periodo di scavi è stato prolungato e i resti di una casa sono stati completamente liberati dalla terra. Nelle fosse si sono accumulati resti di dure morene, ideali per la costruzione di case su più livelli. Gli scavi ci hanno permesso di vedere il tipo di abitazioni del periodo pre-romano (seconda meta del V secolo – prima metà del III secolo a.C.) in val Venosta. In base agli scavi si presume che un in un insediamento ci fossero minimo 80 case. Affinché la saga della città sulla collina di Tarces potrebbe avere sfondo storico.
Sembra certo che i Romani si siano fermati e trattenuti anche a Malles: l’abitato è posto infatti lungo l’antica Via Claudia Augusta.
Nel 2011, scavi archeologici condotti dall’Università di Innsbruck presso il maso Paulihof hanno portato alla luce reperti del periodo romano, probabilmente facenti parte dell’arredo di una villa rustica.
Nel XII secolo Malles fu sede del tribunale ecclesiastico di Coira.
La reggente del Tirolo, Claudia de’ Medici, conferì al paese di Malles, il 13 gennaio 1642, lo stemma e concesse ad esso il diritto di mercato per due fiere annuali: il 23 aprile o mercato di San Giorgio (Georgimarkt) e il 16 ottobre o mercato di San Gallo (Gollimarkt).
Tra l’abitato di Malles e quello di Glorenza è situato lo Sbarramento Malles-Glorenza, un avamposto del Vallo Alpino in Alto Adige, che con i suoi bunker difendeva il territorio da una possibile invasione.
Durante la seconda guerra mondiale, il 9 settembre 1943 il comandante dell’esercito italiano a Malles, il Generale Angelo Polli fu il primo catturato tra gli ufficiali italiani da parte di un gruppo dei corpi speciali delle SS, e condotto nei campi di sterminio tedeschi.
A Malles è stato costruito e certificato il primo edificio passivo (vale a dire che riesce a riscaldarsi senza disporre di caldaia, termosifoni o analoghi impianti) in Italia.

