A spasso per Val della Torre
Val della Torre (Val dla Tur in piemontese) è un comune italiano sparso di 3.949 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.
Val della Torre è collocata in Val Casternone ed il comune occupa tutta la parte montana del bacino del torrente omonimo. Il suo territorio è bagnato dal Torrente Casternone e dai suoi affluenti e comprende, tra gli altri, il Monte Musinè (1.150 m), il Monte Curt (1.132 m), il Monte Arpone (1.602 m) e il Monte Lera (1.368 m).
Le frazioni principali si snodano lungo una linea Nord–Ovest Sud–Est non troppo discoste dal torrente, mentre nella parte alta della valle l’abitato si concentra soprattutto sulla sinistra orografica e verso la pianura le costruzioni tendono invece a disporsi sul lato opposto del corso d’acqua. La zona è frequentata dagli appassionati di escursionismo, essendo dotata di parecchi itinerari.
L’insediamento umano nel territorio di Val della Torre risale almeno all’epoca romana, ma sono stati anche rinvenuti resti di un villaggio dell’età del bronzo nei pressi dei laghetti di Caselette, allo sbocco della valle sulla pianura. Durante l’alto medioevo nei pressi di Brione fu attivo un monastero benedettino intitolato a San Martiniano. Dopo la decadenza di quest’ultimo sempre a Brione, venne fondato, nel XIII secolo, il monastero di Santa Maria della Spina. Si trattava di un monastero femminile cistercense rivolto in particolare all’aristocrazia e alla borghesia torinese dell’epoca; la chiesa monastica è tuttora presente, mentre il monastero fu soppresso all’inizio del Seicento.
Nel Settecento, durante la guerra di successione spagnola, la Val Casternone fu il centro di scontri che causarono, tra l’altro, la distruzione, da parte dei francesi, del castello che controllava l’accesso ai colli Lunella e Portia e i cui pochi resti sono ancora oggi visibili nei pressi della frazione Castello. Nel corso del Novecento la zona fu interessata da estesi lavori di rimboschimento e di miglioramento forestale.
La Resistenza portò in valle scontri e rastrellamenti che costarono la vita a parecchi partigiani.
Negli anni settanta il comune entrò a far parte della Comunità Montana Val Ceronda e Casternone.
Terra umile, scarsa di personaggi famosi, ha però dato i natali alla Famiglia Rossi di Montelera che si è affermata soprattutto nel campo dell’industria all’inizio del secolo, ma anche nel pubblico (Teofilo Rossi di Montelera diventò Sindaco di Torino e Senatore del Regno d’Italia).
Val della Torre ha patito, specialmente fra le due guerre mondiali, il fenomeno dell’emigrazione e soprattutto nella vicina Francia, ma anche negli Stati Uniti ed in Argentina, mentre, nei trascorsi anni cinquanta, numerose sono state le famiglie che si sono trasferite in pianura nei luoghi più comodi ai posti di lavoro (Alpignano, Rivoli, Torino, Collegno) e che non sono più ritornate.
La vicinanza a Torino ed alla rete autostradale ha favorito, in questi ultimi anni, un consistente sviluppo di un non trascurabile polo industriale senza dimenticare la vocazione residenziale ed il rispetto del territorio.
Una curiosità è la presenza in valle di due dialetti, il primo simile al torinese, perlato nella zona di Brione ed il secondo simile, al franco-provenzale, parlato nella parte alta della vallata.
Tra gli edifici è degna di nota la Chiesa Parrocchiale di San Donato Vescovo e Martire (realizzata nella prima metà del diciottesimo secolo). Pregevole per fattura è la statua del Santo Patrono, in legno, del 1763, attribuibile allo scultore Stefano Clemente.
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