Alisa Milani, la poesia dal sapore di mirto
Graffiante, bollente e allo stesso tempo confidente è la sua lirica.
Irrefrenabile e incorruttibile la sua improvvisa volontà di scrivere che non conosce limiti.
Annalisa Meloni, è il vero nome di Alisa Milani, deposto all’anagrafe di Sassari, in terra sarda, terra che lascia i segni sulla pelle, del sole diretto ad ampio raggio su chi lo accoglie e del mare che calma le turbolenze. Ambedue li troviamo ben amalgamati e in giuste parti sulle note espressive di Alisa Milani, calde e potenti. Non si sorprende indifferente, la sua lente si dirige a focalizzare ogni aspetto della vita che la circonda o ci circonda e si lascia emozionare, coinvolgere, sconvolgere, da qualsiasi aspetto la riguardi.
Le sue origini non hanno potuto sostenere la sua potenzialità a livello di studio, ma la perseveranza non l’ha mai abbandonata. Donna di forti e sani principi, madre di tre figli e compagna di vita, si dedica al suo giardino, ama gli animali, in particolar modo il suo affezionatissimo cane Argo e la natura nel suo genere. Si gode così la sua meritata pensione, dopo un lungo percorso da impiegata statale dell’INPS. E’ una buona osservatrice e sposta solo l’occhio, ma la sua attenzione si dirige sui dettagli dei grandi sentimenti, uno fra tutti e forse il primo, che unisce tutto, è appunto l’amore.
La sua spiccata sensibilità, da quasi otto anni, le ha indicato la soglia delle carceri e come volontaria e in punta di piedi, si avvicina e ascolta l’animo dei carcerati, spesso facendo da tramite con la famiglia, tutto per far si che non mollino mai.
La sua passione la distribuisce in modo coerente sia nella poesia che in tutto ciò che ama, e va a toccare anche le corde della recitazione e del teatro. Ha frequentato laboratori e workshops, e attualmente si espone in vernacolo con una compagnia teatrale sassarese. Questo la favorisce anche al momento della declamazione della sua o di altre poetiche.
Ci rende partecipe di questo così: “Scrivere mi coinvolge emotivamente, calcare il palcoscenico mi regala una carica di adrenalina corrisposta da un pubblico partecipe e divertito”.
La sua prima pubblicazione corrisponde al 2017 con “Liberamente libera” dove si nota il tratto fermo e sicuro che la caratterizza, senza considerazioni alcune e privazioni nell’esternare emozioni e giudizi.
“Diventerai sterile come lo sei dentro.
Povero ladro di semi di vita,
distruggi il tuo cammino
come distruggi la terra
che ti ha partorito.
[…] Rimarrai schiavo
della tua malignità. […]
Alcuni frammenti tratti dalla poesia “Sterilità di uomini” dove denoto una donna colma di sentimento, rabbia e sfogo verso chi distrugge, chi uccide, chi disprezza il bello e il buono che la vita ci dà. I suoi versi a volte graffiano, feriscono e rimangono, come d’altronde ha deciso l’autrice. Nulla deve rimanere disperso. Non dovranno sparire o volatizzarsi i suoi versi, ma devono incidere, scalfire, come fa il torrente sulla roccia. Tanto che ci confida che il suo ultimo desiderio è lavorare per la pubblicazione della prossima silloge.
Ha pubblicato su antologie in collettiva: Antologia Cristallina, nell’anno 2017, di “Casa Cristalli”, di seguito nell’ Antologia Emozioni Poetiche, OTMA2ed., e poi in “Riflessi” di Pagine Edizioni.
Nel 2018 riceve una Menzione d’onore con la poesia “Napoli bella” partecipando al “Premio Pino Daniele” indetto dall’Associazione “La Madia dell’Arte” di Napoli.
Nello stesso anno una Menzione di merito dal Concorso Letterario Intercontinentale “Stabia in versi” di Castellammare di Stabia con la poesia “Farfalla senza ali”.
Altra Menzione D’onore al 10° Concorso Nazionale ed Internazionale di Poesia “Club della Poesia” con la poesia “Noi ultimi”.
Ora un sorso della poetica di Alisa Milani dal titolo “Figlio”
Un giorno diventerai
un padre dubbioso,
sarai come me
solo e disorientato.
Lacrime amare
solcheranno le tue guance,
spenti sorrisi
appariranno sulle tue labbra.
Guarderai la tua vita passata,
capirai da solo le cose negata,
gli sguardi delusi,
i sorrisi nascosti,
l’amore nelle lacrime.
Neinte e nessuno
lenirà il tuo dolore,
niente e nessuno
potrà consolare
quel vuoto e quel freddo
che sentirai attanagliare
il tuo petto.
Vorrai urlare, vorrai scusarti,
vorrai poter tornare indietro
per perdonare e perdonarti.
Ma la strada continua
arrogante e ironica,
a trascinarti
nel vortice dell’indifferenza,
nella cecità assoluta
di chi vuol vedere,
di chi vuol sentire
e neanche soffrire.
Quel giorno capirai
che essere genitore
è un mestiere
che non si apprende
sui banchi.
Nessuno ti insegna
non ci sono libri,
non ci sono docenti,
non esistono scuole.
C’è solo un via
che devi seguire,
te lo indicherà
la strada del cuore.
Si chiama Amore.

