Alla scoperta del nostro Battesimo
Attorno ai brani evangelici che ci sono proposti nelle tre ultime domeniche di Quaresima (III, IV, V del ciclo Anno A), la Chiesa antica modellava il cammino dei catecumeni, come erano chiamati coloro che si preparavano a ricevere il battesimo (insieme con la cresima e l’eucaristia) nella Notte di Pasqua.
Sono testi ricchi di parole e di segni che rivelano la profonda spiritualità del Vangelo secondo Giovanni che li contiene e per questo considerato “il Vangelo spirituale”. Da una parte questi testi ci guidano alla comprensione del ricco simbolismo dei segni del nostro battesimo: l’acqua (III domenica: vangelo della samaritana), la luce (IV domenica: vangelo della guarigione del cieco nato), la vita (V domenica: vangelo della risurrezione di Lazzaro). L’acqua è il segno della vittoria pasquale di Cristo sul peccato e sulla morte: è “l’acqua viva” in cui ci immerge il nostro battesimo.
La luce è l’ambito di Cristo risorto, simboleggiato nel Cero pasquale posto accanto al fonte battesimale, da dove illumina tutta l’esistenza del battezzato. La vita ha origine dalla risurrezione di Cristo, che nel battesimo ci spoglia dell’uomo vecchio (il peccato) e ci riveste di lui, uomo nuovo. Dall’altra parte questi testi ci presentano un itinerario di fede che conduce gradualmente alla piena conoscenza di Gesù Figlio di Dio e Salvatore, come professiamo nel nostro battesimo.
È l’itinerario della samaritana, che vede in Gesù prima un giudeo e uno più grande di Giacobbe, poi un profeta e infine lo riconosce come Messia e Salvatore. È anche l’itinerario del cieco nato, che giunge alla piena fede in Gesù “Figlio dell’uomo” (uno dei titoli di Gesù) attraverso la gradualità della sua conoscenza (“un uomo di nome Gesù”, “un profeta”). È l’itinerario che rispecchia la gradualità con cui il catecumeno giungeva alla fede in Gesù. Ma è anche l’itinerario che ognuno di noi è chiamato a percorrere, sull’esempio dei personaggi proposti da questi brani evangelici.
don Primo Gironi, ssp, biblista

