Alla scoperta di Agnone
Agnone (Agnèune in dialetto locale) è un comune italiano di 4.665 abitanti della provincia di Isernia in Molise.
Antica città sannita, dal XIII al XIX secolo fece parte del Giustizierato d’Abruzzo e dell’Abruzzo Citra, nel distretto di Lanciano.
Ospita la Pontificia fonderia di campane Marinelli, il più antico stabilimento al mondo per la fusione delle campane, autorizzato a usare lo stemma pontificio e fondato nel 1040. Come località turistica ha ottenuto importanti riconoscimenti per la sua qualità ambientale.
Agnone è ubicata nell’alto Molise, a nord-est della provincia di Isernia e al confine con l’Abruzzo (provincia di Chieti). Si trova a 830 m s.l.m., circondato da un paesaggio montuoso rivestito da boschi, praterie e dalle cascate del fiume Verrino affluente del fiume Trigno.
La tradizione vuole che Agnone sia sorta sulle rovine della città sannitica Aquilonia distrutta dai Romani durante la conquista del Sannio, benché gli storici contemporanei collochino Aquilonia più a sud, al confine con il Lazio. In zona sono stati comunque recuperati diversi reperti archeologici, come la stele funeraria di Vibia Bonitas, conservata al teatro Italo Argentino, nel centro storico della cittadina.
Importante centro durante la dominazione longobarda, andò poi decadendo nei secoli immediatamente precedenti il 1000, mentre la Valle del Verrino e le alture circostanti divennero luogo di eremi, piccoli monasteri e piccole colonie agricole.
Alla fine dell’XI secolo Anglone compare tra i principali castelli (oltre cinquanta) che costituivano la Terra Borellense, cioè il vastissimo feudo della famiglia Borrello, posto tra l’Abruzzo meridionale e il Molise settentrionale.
Nel 1139 la famiglia dei Borrello, conti di Pietrabbondante e capitani di ventura della Repubblica di Venezia, portò sul luogo un notevole numero di soldati e artigiani veneziani, probabilmente provenienti dalle colonie dalmate della “Serenissima” (lo scrittore veneziano Alvise Zorzi propone la provenienza di questo gruppo dalle colonie veneziane della Puglia, ma il riscontro rimane impossibile per assenza di documenti e la questione resta dubbia). Appare però evidente la fondazione veneziana del paese vero e proprio — sorto sul colle arcuato di fronte al Monte Saraceno — a causa dei chiari segni di cultura veneziana osservabili nel quartiere originario, quello della Ripa, altrimenti detto “borgo veneziano”.
L’importanza di Agnone andò crescendo nel periodo angioino e anche in quello aragonese, al punto che durante il regno borbonico delle Due Sicilie, la città fu tra le 56 città regie, direttamente dipendenti dal Re, libere da qualunque altra soggezione di tipo feudale, dotate di alto tribunale, con diritto di infliggere pene capitali.
Interessante è l’architettura civile del paese: il centro storico è di chiaro stampo veneziano, infatti avventurandosi lungo le stradine del borgo antico ci si imbatte di frequente nelle caratteristiche botteghe veneziane e in piccole statue di pietra raffiguranti, per l’appunto, leoni veneziani. Il castrum di Civitellae era dotato di possenti mura, danneggiate dal terremoto del 1096, e ricostruita durante il periodo svevo. Nell’Ottocento le mura furono quasi tutte smantellate, con la perdita delle porte urbiche di accesso, anche se la pianta urbanistica storica si è ben conservata. Le porte erano:
Porta Sant’Antonio (presso la chiesa omonima); Porta Maggiore (all’ingresso del corso Vittorio Emanuele, presso la chiesa di Sant’Emidio); Porta Annunziata (da ovest, presso la chiesa omonima); Porta San Nicola (da est, presso l’omonima chiesa); Porta Semiurno (presso la chiesa di San Marco); Porta San Pietro (presso l’omonima chiesa); Porta Berardicelli (ultima porta sul punto estremo di Agnone da sud, all’inizio del corso Garibaldi).
In occasione dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre e il 24 dicembre ad Agnone si svolge la “‘Ndocciata”, la più conosciuta tradizione del comune: è una sfilata di migliaia di enormi fiaccole costruite artigianalmente. Dal 2000 tale evento si svolge stabilmente anche il giorno dell’Immacolata Concezione. Nel 1996 essa fu portata a Roma al cospetto di papa Giovanni Paolo II. Questa tradizione, che probabilmente nell’antichità era connessa ai riti della rinascita della luce, oltre che ad Agnone si è conservata, in misura minore, anche a Santo Stefano di Sante Marie (L’Aquila) e ha assunto una diversa valenza legandosi alla festività del Natale. Dal 2022 la ‘Ndocciata dell’Immacolata Concezione è stata spostata in via definitiva al secondo sabato di dicembre. Resta invariata, invece, quella della vigilia di Natale.
Nel 2012 le Poste Italiane hanno dedicato un francobollo a questa festa tradizionale.

