Alluvione del 12 novembre 2019 a Venezia
La casa di produzione veneziana Ginko Film organizza una serie di eventi per ricordare l’alluvione del 12 novembre 2019, l’ultima grande acqua alta che ha colpito Venezia prima del completamento del Mose.
Inaugurazione di una video installazione alla Galleria Franchetti.
Tavola rotonda e proiezione del docufilm “La città delle sirene” al Conservatorio Benedetto Marcello.
Presenza del film nelle sale di tutto il Veneto per commemorare la settimana di acque alte che ha messo in ginocchio la città lagunare.
In occasione della ricorrenza l’acqua alta record da 187 cm che ha colpito Venezia il 12 novembre 2019, la casa di produzione veneziana Ginko Film riporta nei cinema del Veneto il docufilm di Giovanni Pellegrini La città delle sirene (Italia, 2020, 54′). Il film è una testimonianza in prima persona del regista, un racconto di come Venezia ed i veneziani hanno affrontato la settimana di mareggiate record che da quella notte ha colpito la città. Dalle immagini della città stravolta dalla mareggiata e dalle testimonianze dei veneziani emerge la resilienza della città e il forte spirito di comunità che la ha caratterizzata in quei giorni, ma anche il senso di rassegnazione di fronte ad un evento meteorologico dalla portata devastante.

La settimana di eventi comincia il 9 novembre alle 18 al Conservatorio di Venezia Benedetto Marcello, una delle istituzioni culturali più colpite dall’alluvione, dove vi sarà una proiezione gratuita de “La città delle sirene”, film che proprio al Conservatorio dedica uno dei passaggi più toccanti. Prima della proiezione vi sarà una tavola rotonda alla quale prenderanno parte: Fabio Moretti presidente del Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia, Melissa Conn Direttrice di Save Venice – cui si deve il restauro dei volumi, danneggiati dall’acqua, della biblioteca dell’istituto, Carlo Santagiustina ricercatore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia che ha promosso l’archivio digitale AquaGranda e il regista Giovanni Pellegrini.
Domenica 12 novembre alle 19:30 alla Galleria Franchetti alla Ca’ D’oro sarà invece l’occasione dell’inaugurazione della video installazione “L’antro della sirena” di Giovanni Pellegrini, una visione poetica dell’arrivo dell’alta marea nell’androne della Ca’D’oro, dove l’acqua del mare instaura un dialogo con il mosaico marmoreo del pavimento.
La video installazione – donata alla Fondazione da Ginko Film, in collaborazione con Università degli Studi di Venezia – offrirà ai visitatori della galleria una visione di come l’acqua alta invada gli spazi della Ca’D’oro, uno degli edifici più antichi della città, il cui piano terra e i preziosi mosaici vengono ricoperti dall’alta marea centinaia di volte l’anno.
Una riflessione sulla bellezza e sulla caducità del nostro mondo.

Per celebrare questa inaugurazione il 12 novembre la Galleria Franchetti farà un’apertura straordinaria a ingresso ridotto dalle 19 alle 22. Alle 19:30, per l’inaugurazione dell’opera, il regista Giovanni Pellegrini e Guido Jaccarino direttore tecnico UnisVe che racconteranno al pubblico cosa accadde al museo in quei giorni drammatici.
Le commemorazioni poi proseguiranno per tutta la settimana con proiezioni del film “La città delle sirene” nei cinema delle principali città del Veneto. Il film verrà proiettato a Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Verona, Mestre, Lido di Venezia, Montebelluna, Mirano, Bassano del Grappa, San Donà di Piave, Oderzo e Fonzaso.
Presentato in anteprima al festival Cinemambiente di Torino, La città delle sirene porta al cinema il senso di rassegnazione e insieme la resilienza dei veneziani.
«Sono nato a Venezia e l’acqua alta ha sempre accompagnato la mia vita. Negli anni ho visto questo fenomeno diventare sempre più frequente e minaccioso, fino alla notte di quel 12 novembre. Il mio studio era completamente allagato e mi ero rifugiato su uno sgabello. In quel momento – ricorda il regista – per la prima volta ho avuto paura dell’acqua. Nei giorni successivi mi sono sentito in dovere di documentare quello che stava accadendo alla mia città»
Scandito dall’eco delle sirene di allertamento dell’acqua alta e dal suono della sua piccola barca a motore, il racconto cinematografico di quelle ore è mosso ora da uno sguardo documentaristico, oggettivo ed emotivamente controllato, ora dallo stupore di scoprirsi sopraffatto. «Mentre filmavo la situazione di Venezia mi è sembrata sempre di più emblematica del nostro tempo. È il segno di come il cambiamento climatico possa portarci via ciò che conosciamo da un momento all’altro – prosegue Pellegrini – quello che mi ha colpito è la velocità con cui tutto questo potrebbe accadere. Sono stati giorni scanditi dal suono delle sirene dell’acqua alta, un allarme a cui non siamo più abituati, grazie al lavoro del Mose, ma che quando capita di ascoltare è capace di gettarci immediatamente nell’angoscia di quei giorni».

Giovanni Pellegrini (Venezia, 1981). Regista, direttore della fotografa e produttore nato a Venezia nel 1981, si è diplomato presso il Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2012. Il suo documentario d’esordio Bring the Sun home, è stato presentato e premiato in festival di tutto il mondo. Attualmente Pellegrini vive e lavora a Venezia, città che ha raccontato nei suoi ultimi tre film Aquagranda in crescendo, Città delle sirene e Lagunaria.
Ginko Film è una società di produzione cinematografica e audiovisiva con base a Venezia con un’attenzione particolare al cinema del reale. Nata nel 2018 dall’unione di tre documentaristi Chiara Andrich, Andrea Mura e Giovanni Pellegrini, formatisi al Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia, è specializzata in cinema documentario su tematiche ambientali e sociali.
Le produzioni dei lungometraggi più recenti sono Toxicily di Francois-Xavier Destors e Alfonso Pinto (2023), Lagunaria di Giovanni Pellegrini (2022), Il teatro vive solo se brucia di Marco Zuin (2022), Transumanze di Andrea Mura (2021), e sta attualmente lavorando in coproduzione internazionale ai documentari Par delà les montagnes di Manon Ott e Grégory Cohen e The Last Lesson di Andrea Mura e Federico Savonitto.


