Assisi Suono Sacro
Il nove agosto è calato il sipario sulla X edizione del Festival Assisi Suono Sacro.
Una tradizione dell’estate di Assisi, da dieci anni il Festival porta artisti di fama ad allietare la città simbolo della fede, la città di San Francesco. Negli intenti del suo ideatore e direttore artistico Andrea Ceccomori “Ripercorrere quindi il concetto di unità tanto caro a molte posizioni spirituali e filosofiche e all’idea di una musica totale come già affermavano alcuni grandi”.
Abbiamo raggiunto il Maestro Ceccomori, (flautista virtuoso, un musicista di grande esperienza) per fare il punto sia di quest’ultima edizione che per le precedenti.
Buongiorno Maestro, siamo alla decima edizione del Festival Assisi Suono Sacro, ci fa bilancio sull’edizione appena passata?
– Buongiorno e grazie della domanda che ci fa guardare alla edizione 2022 come ad un punto di svolta! Ebbene si, dopo dieci anni credo sia giunto il momento di aggiustare il tiro come si dice. Anzitutto la città di Assisi aveva un leggero calo turistico di presenze: in termini musicali abbiamo avuto una programma ridotto ma comunque sempre con un alto livello di ospiti importanti come il soprano polacco Dominika Zamara e il soprano islandese Solrun Braga, poi il concerto inaugurale con me e Antonio Cocomazzi, il pianista compositore Theo Allegretti nonché i consueti concerti degli allievi. Fondamentale la scelta ad oggi di concentrare l’attenzione sulla formazione del musicista e dello studente come artista ispirato, trovare cioè la fonte dell’ispirazione nel suonare e nel produrre musiche che sta diventando sempre di più la nostra skill. Come sappiamo la nostra terra francescana può darci un aiuto concreto su come trovare l’ispirazione e sempre di più cercheremo di insegnare questo. Proprio questo che hai detto, quando hai citato la musica totale appunto, è l’obiettivo centrale di tutto Assisi Suono Sacro: produrre cioè, come già Wagner prima e Gaslini poi, precorrendo i tempi su questo concetto, una musica che abbia tutti gli approcci, gli stili e linguaggi contenuti in essa, in modo da garantire unità e dialogo e far capire come non ci sono barriere tra generi e culture ma solo differenti aspetti della medesima fonte. Infatti questa edizione era intitolata “in cerca dell’UNO”
La differenza tra questa e le altre edizioni?
– La differenza credo che stia proprio in questo, cioè nella decisione di orientare il festival estivo, che in realtà sono masterclass allargate ai concerti, verso una dimensione ancora più sacra ed intimistica in modo che si diferisca dalle centinaia di festival e corsi in giro pe il mondo
C’è un’edizione che le è rimasta particolarmente impressa e perché?
– Sicuramente la prima del 2013: è stato un boom di creatività in cui tutto era possibile e forse necessario, poi col tempo è andata sempre di più perfezionandosi l’idea di focalizzare le energie su qualcosa di più identificativo. Un’altra edizione memorabile fu quella del 2017 legata ai concerti per la pace in cui invitammo Markus Stockhausen, il compositore Vladimir Martynov da Mosca con allievi internazionali dagli Stati Uniti alla Cina.
Ma da come nasce Assisi Suono Sacro e qual è il legame con la città di Assisi?
– Qui è il centro, fuoco che dicevamo prima. Assisi Suono Sacro si radica fortemente nei legami spirituali con Assisi e con San Francesco, perché da qui nasce l’idea del musicista ispirato e illuminato che è il concetto che è stato forgiato proprio qui. Non poteva nascere altrove! Infatti da qui si lancia il messaggio della sacralità della musica come messaggio universale di pace. La città di Assisi invece ancora non è ben preparata a ricevere una energia cosi importante perché giustamente deve rispondere ad esigenze turistiche, economiche religiose per cui arriverà presto il momento in cui anche la città di allineerà su scelte culturali più in linea con le esigenze della coscienza più profonda.
Qual è per lei il legame tra la sacralità, la musica e la spiritualità?
– Profondissimo! La musica e il suono nascono dalla dimensione sacra dell’uomo e dell’artista. Ritornare alla fonte primigenia del suono è compito dell’artista che puà trovarla solo all’interno della propria anima. Sappiamo la potenzialità infinita della musica e del suono che noi conosciamo solo in minima parte. Molto ancoora c’è da scoprire sulla musica perché essa come sappiamo è a fondamento dell’universo e del creato. Tutto è armonia, suono, vibrazione dunque non potevamo non raccogliere questa sfida.
Quali sono i suoi progetti futuri?
- Assisi Suono Sacro sta rivolgendo per il futuro l’ attenzione ad una stagione di concerti annuali forse e speriamo, in Basilica Superiore, un progetto sui luoghi francescani e il potenziamento delle masterclass sulla formazione del musicista ispirato che sarà in grado di comunicare al pubblico le emozioni più profonde e dirette ed essere in tal modo unico ed originale. Sarà inoltre l’idea di unità, come detto prima, a guidare le scelte artistiche per un tour di concerti chiamati UNO e da me condotti, che vedranno il concetto di unità, diversità, dialogo e pace al centro del tour. Un tour che debutterà a Foligno il 30 ottobre prossimo a cui seguiranno altre date.

