David di Donatello 2024: il dissenso
Pioggia di riconoscimenti ma le maestranze non valorarizzate.
La serata di Gala del 3 maggio presso il Teatro 5 degli Studios di Cinecittà ha suscitato tanti consensi, ma anche qualche dissenso palesato subito, senza troppe remore e che sta avendo un’eco rilevante sui media e Social.
Mahmood ha aperto la serata ed è stata bella la sua emozione di condividere il Red Carpet con la sua mamma.
Bene la scelta di premiare il film di Matteo Garrone “Io Capitano” che si aggiudica il David per il Miglior film e il David per la Regia. Marco Bellocchio con il suo “Rapito” viene premiato con 5 David.
Bene anche i tanti David portati a casa da Paola Cortellesi fra i quali Miglior Sceneggiatura originale e Miglior Regia Esordiente per il film rivelazione dell’anno “C’è ancora domani”.

La Cortellesi ha ritirato i premi sul palco uno dietro l’altro, in ultimo quasi con imbarazzo e per alleggerire, come lei sola sa fare, ha scherzato con alcune frasi quali “lo so, state pensando che è tutto un magna magna; forse lo penserei anch’io; vi assicuro non mi aspettavo tutto questo successo”, suscitando applausi da tutto il nutrito parterre ed in molti hanno riso divertiti.
Coinvolgente il giornalista Vincenzo Mollica che è salito sul palco insieme alla moglie ed ha ricevuto il David Speciale per la lunga e brillante carriera professionale, commuovendo tutti.
Anche la premiazione Alla Carriera di una vera icona, quale è l’attrice Milena Vukotic è stata accolta con lunghissimi applausi e apprezzamenti.
Un piccolo show l’omaggio di Giorgia per la premiazione del grande Giorgio Moroder anche lui premiato Alla Carriera quale musicista indiscusso delle più belle Colonne Sonore di film internazionali quali ad esempio “Take my breath away” (Top Gun), “What a feeling” (Flashdance), “The Never ending story” (La Storia infinita).
Il David come Miglior Attore Non Protagonista è stato vinto da Elio Germano per il film “Palazzina Laf “. Germano era reduce nel 2023 per essere stato premiato con il VinceAward, riconoscimento assegnatogli per l’indiscussa e meritocratica bravura di attore In Carriera. Emozionante e carico di nostalgia e dolcezza il momento dedicato a Mastroianni e la Loren attraverso scene dei loro film mentre la suadente voce di Malika Ayane cantava “What a Wonderful world”. Così come il tributo in ricordo di alcuni Artisti, tornati alla Casa del Padre, eseguito da Irama.
Un’edizione tutto sommato piacevole nel sul complesso, con qualche errore da “palco” imprevedibile e scusabile perché si è sempre in ambito show e non è facile gestire tutto alla perfezione, dato tra l’altro per assunto che la “Perfezione” terrena non esiste.
Tutto bello quindi? NO. A dire il vero proprio no.
C’è stata una importante pecca e questa, a mio parere, è poco scusabile perché cosa previdibilissima, perché rientrante nella gestione organizzativa.
I momenti delle consegne dei David alle Maestranze (montaggio, fotografia, costumi, scenografie, trucco, acconciature, suono ed effetti speciali), sono avvenuti fuori dal teatro 5, in collegamento con i luoghi “operativi” dove questi professionisti svolgono fattivamente il loro lavoro. Perché tale scelta organizzativa? Ad esempio per la Miglior Scenografia (Andrea Castorina e Valeria Vecellio) e i Migliori Costumi (Sergio Ballo e Daria Calvelli) le premiazioni sono state a dir poco imbarazzanti.

Dissenso totale, a ragione, da parte del costumista Sergio Ballo che insieme alla collega Daria Calvelli, hanno ricevuto l’ambita statuetta non sul palco, come tutti gli artisti premiati durante la serata, ma in collegamento dal Reparto Costumi, sotto una scala dove un altro presentatore, Bigio, ha proceduto alla breve intervista e alla consegna del David.
Le parole di Ballo sono state cariche di disappunto e delusione per questa palese “differenza di considerazione”. Ha parlato con veemenza, prendendosi il tempo necessario per dire ciò che pensava sulla consegna del David e poi, cambiando argomento, per evidenziare la sua preoccupazione sul propagarsi dell’antisemitismo europeo. Quando Bigio ha ridato la linea a Carlo Conti, quest’ultimo ha cercato di giustificare la modalità di presentazione, a suo avviso fatta nei luoghi dove le maestranze lavorano, per una scelta mirata alla valorizzazione di tale loro operato e non per altro motivo.
Corretto, certo, l’atteggiamento del conduttore (che ha presentato la serata insieme ad Alessia Marcuzzi) e che doveva solo pensare a far andare avanti l’evento.
Ma il gelo in sala si è percepito come fosse un iceberg, peggio di quello di “Titanic” memoria. Già, perché il trattamento che hanno avuto questi professionisti dello spettacolo, sceneggiatori, costumisti e tutti i loro colleghi presenti ed assenti è sembrato, in quel momento, l’affondo dei David di Donatello e della sua lunga storia di valorizzazione vera di quanto ruota intorno all’industria Cinematografica e Spettacolo.
Questo modo di agire, inspiegabile, fa scaturire un motivato e quasi generale dissenso e fa riflettere sull’ intero Sistema di premiazioni, consolidato da anni, dove le differenze spesso sembrano tangibili, dove i secondi, i terzi, gli ultimi sembra debbano essere destinati a rimanere tali (addirittura anche allorquando per il loro talento sono riconosciuti meritevoli di ricevere un Premio, come in questa occasione, che li ha visti rilegare in altri luoghi a non condividere il palco principale insieme a tutti i nomi più noti e godere, magari seduti nelle prime file del teatro, l’intero spettacolo).
Ed allora viene subito in mente ciò che è accaduto qualche settimana fa, quando sui Social il fumettista Mauro Uzzeo, giurato, da anni, ai David di Donatello ha scritto un post, il 3 aprile 2024 dal titolo: David di Donatello, abbiamo un problema. Nelle sue parole un appello a tutti i suoi colleghi giurati, sulla sparequazione dei film che hanno avuto candidature ai David (21) rispetto ai 188 film presentati dei quali ben 61 Opere prime, ovvero Esordi alla Regia. Tema importante, rilevato da Uzzeo, che in qualche modo riconduce comunque ad un modus operandi un pò “superficiale”, fatto con scarsa considerazione dell’importanza che ha questo settore nel panorama lavorativo, economico, culturale, sociale e di immagine del nostro paese; evidenza, questa, che nella serata del 3 aprile con le modalità di consegne dei David alle Maestranze, è emersa in tutta la sua assurdità.
Le parole di Carlo Conti, a giustificazione: “L’aver portato certe categorie nei luoghi di Cinecittà a noi è sembrata una ricchezza per far vedere al grande pubblico il lavoro delle persone che stanno dietro alle quinte”.
A mio avviso una giustificazione dovuta, dal conduttore, che forse in cuor suo era amareggiato a sua volta, ma con scarso senso logico perché se ciò fosse vero allora la Cortellesi doveva ricevere i numerosi David sul Set del suo film, magari mentre con Mastandrea mascheravano ballando le scene più cruenti della storia e Garrone doveva innalzare il suo Premio forse sulla barca in mezzo al mare di “Io Capitano”; scusate l’estremizzazione ma è per far intendere il concetto.
Dissenso da più parti quindi, con dispiacere, perché i David di Donatello sono uno degli eventi più sentiti e ai quali ambiscono la quasi totalità degli Artisti italiani, attesi dal pubblico e “guardati” dall’estero con attenzione.

