Davvero il Signore è risorto!
Nel gesto quotidiano della condivisione del pane, riconosciamo Cristo.
L’Eucaristia ci apre gli occhi sulla sua presenza reale nella nostra vita, anche quando facciamo fatica a riconoscerlo.
Oggi ricorre la 102ª Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
«Quando il Signore si è fatto conoscere? Allo spezzare del pane… Egli ha scelto di essere riconosciuto lì, a causa nostra che, senza vedere la sua carne, mangeremo la sua carne. Chiunque tu sia, tu che credi, la condivisione del pane ti conforti! L’assenza del Signore non è un’assenza. Colui che tu non vedi è con te» (sant’Agostino, Discorso 235, 3). Queste parole possono esprimere con grande profondità spirituale il cammino dei discepoli di Emmaus e, in loro, la strada stessa della nostra vita. Ogni esperienza del credere è fatta di tappe: intellettuali, di sentimento, di approccio, di sperimentazione della carità offerta e richiesta, ma a un certo momento punta al riconoscimento di una presenza che non solo scalda il cuore, ma realizza ciò che effettivamente fa il fuoco: illumina, scalda, offre compagnia. Questo sperimentano i discepoli di Emmaus in quel cammino: Gesù li accompagna, Gesù spiega loro le Scritture, a un certo punto Gesù rimane con loro… ed essi allora si aprono alla fede pasquale! Non hanno più necessità di vederlo fisicamente, perché sanno che egli è realmente in loro, nella loro esistenza.
don Tiberio Cantaboni
Ave Donna santissima
Fin dai primi secoli il popolo cristiano si è rivolto a Maria come madre, rifugio, consolazione, speranza, conforto e lo ha fatto in maniera sublime grazie anche a tanti santi, conosciuti e sconosciuti. Un volume dal titolo “Ave Donna santissima” è stato dedicato totalmente alla Madre di Dio con una bella introduzione a firma del cardinale Angelo Comastri: «Se credessimo nell’efficacia della preghiera, tanto tempo lo passeremmo in ginocchio. E il mondo cambierebbe direzione! Ecco, allora, la bellezza e l’efficacia di una raccolta di preghiere rivolte a Maria, affinché Maria ci trasmetta l’umiltà e ci educhi all’umiltà per poter entrare in comunione con Dio.
Maria, secondo la felice e densa espressione di san Francesco d’Assisi: è la Vergine fatta Chiesa, cioè Maria è colei alla quale dobbiamo rassomigliare per poter comunicare con Dio. Lasciamoci educare da Maria e ci troveremo tra le braccia di Dio».
Il libro raccoglie immagini e testi di invocazioni mariane dai tempi antichi a oggi: Stabat Mater di Jacopone da Todi, Sub tuum praesidium forse il più antico canto alla Madonna, Dio ti salvi o Regina di Ademaro di Monteil, Ave Maria splendore del mattino di Claudio Chieffo, Laude Novella dal laudario di Cortona, Magnificat delle Trappiste di Vitorchiano, Vergine Madre di Dante Alighieri, solo per citarne alcune.
I testi e le immagini contenuti nel libro sono divenuti una proposta di mostra sulle invocazioni mariane, agile e divulgativa. L’iniziativa è stata pensata per sostenere una devozione semplice ma decisiva per l’esistenza. Un lavoro che ha le radici nella tradizionale devozione a Maria che ha accompagnato la fede del popolo cristiano.
L’esposizione, con un massimo di 60 pannelli (stampe digitali su cartoncino cm 45×32) può essere ospitata in santuari, chiese, oratori, centri culturali o altri luoghi e ha un costo contenuto per consentirne la massima diffusione.
Marco Ferrini

