Don Juan al Teatro Olimpico di Roma
Dal 4 al 7 novembre Aterballetto danza al Teatro Olimpico di Roma Don Juan, la serata intera firmata da Johan Inger.
La coreografia nasce dal desiderio di Inger di confrontarsi con Don Giovanni, mito paradigmatico antico e ancora contemporaneo. La commedia originale di Tirso de Molina, Molière, Bertold Brecht e l’opera teatrale di Suzanne Lilar sono solo alcune delle fonti d’ispirazione: Inger e il drammaturgo Gregor Acuña-Pohl hanno potuto consultare venticinque diversi testi ispirati al personaggio.
Nella creazione troviamo tutti i personaggi della storia, da Donna Elvira a Donna Anna a Zerlina e Masetto. Il Don Juan può essere considerato un Kammerspiel, con sua capacità di sottolineare sfumature ed emozioni: e nel caso di questa creazione la danza diviene lente d’ingrandimento dei singoli caratteri, e svela in modo sottile ma evidente il mondo interiore degli uomini e delle donne in scena.
La Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto è l’unico centro di produzione con soci fondatori di natura totalmente pubblica.
Il nostro obiettivo di fondo è chiaro: interpretare una politica culturale e non solo una missione artistica. Per rispondere agli investimenti del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Reggio Emilia con una visione strategica sul piano territoriale, nazionale e internazionale. Per dare vita ad un’istituzione nuova, capace di assumere funzioni di promozione e sviluppo della danza nel nostro Paese, e di proiettare l’immagine della danza italiana con i suoi artisti sul piano internazionale.
La politica culturale che perseguiamo ad ogni livello è quella dell’integrazione e della collaborazione. Siamo a disposizione, ma soprattutto ci sforziamo di elaborare piattaforme progettuali sulle quali far salire compagni di strada, siano essi realtà legate alla danza, al teatro, all’arte, alla musica o alla produzione di pensiero sociale.
Nella concezione che ci guida il punto di partenza è sempre il progetto: vogliamo avviare esperimenti di collaborazioni multidisciplinari, e perciò definiamo percorsi condivisi con il mondo del teatro e dell’arte, approfondiamo la relazione con il mondo della musica, e ci apriamo fino a integrare categorie “silenti” ma ricche di una sensibilità unica e superiore (come i bambini, o le persone più fragili) nella nostra dimensione creativa e produttiva.
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